Dopo le nostre valutazioni sulla stagione della rosa del Cagliariย divise per reparti โย portieri e difensori,ย centrocampistiย e infineย attaccantiย โ passiamo al giudizio suย Fabio Pisacane. In questo caso non unico, ma diviso in tre differenti opinioni, quelle di Francesco Aresu, Roberto Pinna e Matteo Zizola.
Francesco Aresu – Voto Pisacane: 7
Lโesordiente ha saputo rispettare le aspettative riposte su di lui, con un cammino certamente non lineare ma positivo, come dimostrano i numeri. Si poteva fare meglio? Certo che sรฌ, come dimostrano i 149 giorni โ divisi in due fasi, una a girone โ senza vittorie. Si poteva fare peggio? Certo che sรฌ, con il Cagliari mai nella zona rossa per tutto il campionato (come non succedeva dal 2013-14, ultima stagione dellโera Cellino), neanche nelle prime giornate. I suoi ragazzi hanno portato a casa scalpi eccellenti (Milan, Juventus, Roma e Atalanta), vinto in trasferta su campi non semplici (Torino e Fiorentina) ma pure inciampati in passi falsi che hanno infastidito la piazza (Genoa, Lecce e soprattutto Pisa). Non era facile riuscire a centrare tutti gli obiettivi posti dalla societร la scorsa estate, ma Pisacane ci รจ riuscito: per questo il bilancio della stagione รจ positivo, specialmente dato che era allโesordio in Serie A. La prossima annata sarร per lui il vero esame di maturitร , in cui dovrร essere in grado di confermarsi e, anzi, di migliorarsi. Lโultima gara di San Siro ha mostrato che il Cagliari รจ capace anche di mostrare un calcio propositivo e non a giocare soprattutto di rimessa, come รจ avvenuto nella maggior parte della stagione tra alti e bassi. Ripartire da questa base costruita con fatica dovrร essere il primo passo del campionato 2026-27, con alcuni puntelli dal mercato (centravanti titolare, un difensore centrale e una mezzala al posto di Folorunsho) per sistemare quello che nella stagione appena conclusa non ha funzionato al cento per cento. Solo cosรฌ, con il gioco e con i risultati, potrร riuscire a far cambiare idea a quella parte della piazza che in questi mesi lo ha spesso messo in croce, considerandolo il colpevole (a volte a ragione, piรน spesso a torto) di tutti i malfunzionamenti sul cammino del Cagliari.
Roberto Pinna – Voto 7
โHo un bersaglio alla schiena attaccato dal giorno 1โ. Ha concluso con questa frase, tra le altre, la sua prima stagione in Serie A da allenatore del Cagliari Fabio Pisacane. Un mood che ha accompagnato il tecnico campano dal ritiro fino allโultima uscita in campionato con la bella vittoria sul Milan. Una frase che รจ al tempo stesso vera, quanto falsa. Essere โlโuomo del presidenteโ, essere lโesordiente che aveva fatto solo unโesperienza (vincente) con la Primavera, essere lโallenatore chiamato a dare il via a un progetto fatto di giovani e di italiani, era un grosso rischio. E alzi la mano chi allโinizio della scorsa estate avrebbe messo la mano sul fuoco per unโannata da 43 punti e con cosรฌ tanti ragazzi valorizzati per il mercato che verrร . Nessuno. Altrettanto vero perรฒ che Cagliari ha saputo aspettare il suo allenatore, anche nei normali momenti di difficoltร che un progetto fatto di tanti giovani fisiologicamente ha. E non devono distrarre la caratteristica passione sarda per il murrungiare. Lo รจ stato per Pisacane come prima lo era stato per qualsiasi tecnico passato per la Domus. Per qualcuno persino Claudio Ranieri era โbollitoโ. Con lโesperienza anche Pisacane saprร godersi il momento e mettere di piรน il focus su quello che ha detto il campo, che ha parlato assolutamente a suo favore in questo primo ballo tra i grandi. Tutto รจ andato per il verso giusto? Ovviamente no, ci sono stati periodi complessi, uscite non proprio prive di dubbi e scelte di gestione che hanno fatto storcere il naso, ma alla fine ha avuto ragione lui. E la forza di tirare avanti per la propria strada deve essere un qualcosa che lo dovrร accompagnare in questo percorso di crescita. Lo stesso che ha mostrato dal giorno 0 alla giornata 38 la sua squadra. Ha posto le basi per alzare le ambizioni, costruire una rosa economicamente solida e sperare nellโesplosione di qualche altro giovane. Ditemi nulla rispetto al recente passato a strisce rosse e blu. Lโimpressione รจ che per vocazione e spirito abbia sempre bisogno della lotta per emergere, lo ha abituato cosรฌ la vita fin da piccolo. Non รจ per forza un difetto, anzi. Sicuramente perรฒ con lโaumentare delle pressioni sarร una sua caratteristica emotiva che dovrร imparare a gestire e incanalare. Ma lโuomo sembra davvero bravo nel saper stare al mondo.
Matteo Zizola – Voto 7
Quarantatre punti, 40 gol fatti e 53 subiti, 11 vittorie, 10 pareggi e 17 sconfitte, questo quanto ha portato al quattordicesimo posto il Cagliari 2025-26. Sette punti in piรน dei precedenti due campionati dopo il ritorno in Serie A, con lo stesso numero di reti realizzate – ma 3 in meno incassate – rispetto alla passata stagione che vide i rossoblรน vincere 9 gare, pareggiarneย altrettante e perderne 20, mentre nel 2022-23 furono 42 i gol segnati, ben 68 quelli subiti per un totale di 8 vittorie, 12 pareggi e 18 sconfitte. Basterebbe questo confronto numerico per dare una valutazione positiva al lavoro di Fabio Pisacane al suo primo anno sulla panchina del Cagliari dei grandi, con una volata finale che gli ha permesso di staccare e non di poco i suoi predecessori Davide Nicola e Claudio Ranieri. Le valutazioni, perรฒ, non possono e non devono fermarsi ai soli numeri. ร necessario analizzare il percorso, guardare il punto di partenza e quello di arrivo, osservare il come si รจ raggiunto il traguardo salvezza. E in un contesto calcistico sempre piรน orientato alla polarizzazione dei giudizi, il rischio รจ quello di ridursi alla contrapposizione tra due partiti. Tra chi esalta una stagione positiva sรฌ, ma comunque non eccezionale e chi, dalla parte opposta, punta solo su ciรฒ che sarebbe dovuto (e non potuto) essere e non รจ stato. Il primo dettaglio da tenere a mente – non un alibi – รจ che Pisacane ha appena concluso il suo primo anno da allenatore di una prima squadra. Aspetto non di poco conto, cosรฌ come non si devono dimenticare infortuni sia di lungo corso (Belotti, Felici, Idrissi) sia comunque non brevi (Deiola, Folorunsho, Gaetano, Mina, Zรฉ Pedro, Borrelli, Mazzitelli, Pavoletti). E, infine, una rosa con numerosi giovani per etร e per esperienza nella categoria. Insomma, in un contesto di questo tipo Pisacane si รจ mosso passando attraverso cambiamenti, errori, intuizioni, cadute e risalite, un percorso complesso con le dirette concorrenti e sorprendente contro squadre piรน quotate e senza mai dare l’impressione di perdere la bussola anche nei due macro momenti di mare agitato. Le valutazioni non possono poi che passare dalla valorizzazione (o meno) del materiale a disposizione. Il Cagliari di oggi, come valore economico dei giocatori, vale piรน di quanto valesse ad agosto? La risposta รจ indubbiamente sรฌ. Caprile รจ ulteriormente cresciuto, in difesa Zรฉ Pedro, Obert, Idrissi e Rodriguez sono piรน spendibili sul mercato di quanto lo fossero in estate, Adopo e soprattutto Gaetano hanno fatto uno step importante con il secondo che merita un capitolo a parte, in attacco Borrelli, Esposito, i giovani Mendy e Trepyย sono sicuramente a un livello maggiore rispetto a inizio stagione. Piรน Palestra. che non รจ di proprietร , ma che comunque รจ stato “regalato” al calcio italiano dall’anno in Sardegna. Gaetano, si รจ detto. Tra i meriti di Pisacane รจ il numero 10 trasformato in play il fiore all’occhiello. Un giocatore che sembrava quasi un investimento perso e che รจ diventato, grazie alla scelta dell’allenatore rossoblรน di metterlo al centro del gioco, un vero e proprio nuovo acquisto in corso d’opera. E per una societร come il Cagliari aver incrementato il valore della rosa รจ un successo tutt’altro che secondario. Ci sono poi i segni meno, come il non essere riuscito (come chi lo aveva preceduto) a far crescere Prati e Luvumbo,ย come l’aver in alcuni casi lasciato qualche dubbio sulla gestione dei rapporti con alcuni calciatori (Luperto, Kilicsoy),ย come i passaggi a vuoto culminati con la sconfitte contro Lecce e Pisa su tutte. Con l’attaccante turco che resta il mistero della sua gestione, tenuto prima in naftalina, poi lanciato causa altrui infortuni, quindi di nuovo lasciato fuori con spiegazioni che via via non hanno convinto appieno, ma con l’altra faccia della medaglia di un ragazzo che non รจ esente da colpe. Alla fine dei conti, perรฒ, il Cagliari ha fatto quello step in avanti che era stato chiesto a inizio stagione al suo allenatore, ha messo le basi per un vero progetto, ha chiuso in bellezza lasciando l’idea di essere solo all’inizio e non alla fine di un processo di crescita virtuoso. Ora la sfida รจ migliorare non solo i numeri, ma anche la continuitร e una mentalitร che anche quest’anno ha flirtato con la mediocritร . Senza piรน l’alibi dell’inesperienza.



















