agenzia-garau-centotrentuno

Il Pagellone del Cagliari 2025-26 | Attacco: Kılıçsoy gol pesanti ed Esposito centrale, sorprese Borrelli e Mendy

Sebastiano Esposito in Cagliari-Cremonese | Foto Luigi Canu
sardares
sardares
sardares
sardares

I nostri giudizi sul Cagliari di Fabio Pisacane che ha concluso la sua stagione con 43 punti in 14ª posizione, conquistando la matematica salvezza alla penultima giornata contro il Torino: dopo difesa e centrocampo, ora è il turno dell’attacco. Per ogni giocatore sono indicate tra parentesi le presenze, i gol, gli assist e la media voto delle nostre pagelle della partita.

Kılıçsoy 6,5: la palma di giocatore più discusso della stagione spetta per distacco all’attaccante turco, protagonista assoluto delle discussioni social e tema centrale di quasi tutte le conferenze prepartita. La sua stagione è una parabola, partendo dall’etichetta di oggetto misterioso della prima parte, passando per la crescita che lo ha reso nei fatti decisivo per la salvezza e arrivando alla discesa vertiginosa con i sette minuti contro il Sassuolo alla trentunesima come ultima apparizione in rossoblù. Difficilmente rimarrà in Sardegna, ma i suoi 4 gol resteranno per sempre uno dei simboli del 2025-26 per importanza e bellezza. Resta il mistero sulla sua gestione, sua intesa anche come personale, mentre non ci sono punti interrogativi sulle qualità tecniche. Una cosa è certa, “meglio lasciarsi che non essersi mai incontrati”. (22 presenze, 4 gol, MV 5,97)

Esposito 7: dodici contributi al gol frutto di 7 reti e 5 assist. Mica male per una squadra che per alcuni periodi dell’anno ha avuto difficoltà a servire gli attaccanti, mica male per un giocatore tanto tecnico quanto disponibile al sacrificio. Non è stato ancora l’anno dell’attesa consacrazione, ma comunque un passo avanti verso una crescita che appare assicurata. Se imparerà a non staccare la spina anche all’interno della stessa partita e se riuscirà a togliere un po’ di abnegazione per un po’ più di sano egoismo potrebbe avere numeri superiori e fare l’ulteriore salto in avanti che sembra nelle sue corde. In un contesto tecnicamente non eccelso, la sua luce è stata fondamentale per illuminare anche le settimane più buie. (36 presenze, 7 gol, 5 assist, MV 6,04)

Borrelli 7: se ci fosse il premio di giocatore con il miglior rapporto tra attese e risultato lui sarebbe sicuramente il migliore di tutta la rosa. Arrivato a zero in estate come rincalzo senza grandi pretese, si è preso la scena sfruttando quasi ogni occasione avuta. Perché non è in fondo bello da vedere, perché è spigoloso e tecnicamente non un attaccante moderno, ma è dannatamente utile e fa ciò per cui scende in campo, aggiungendo anche gol pesanti che male non fa. Le sue cinque reti hanno portato ben otto punti, il suo lavoro oscuro ha permesso ai compagni di riprendere fiato, la sua stagione è la prova che è la fame a essere la chiave di ogni successo. Non è l’attaccante che stimola la fantasia, ma è quello che qualunque allenatore della parte destra della classifica vorrebbe avere come alternativa. Chiamato in causa, risponde presente. E non è poco, anzi. (27 presenze, 5 gol, 1 assist, MV 6,08)

Belotti 6,5: assieme a Folorunsho, più di Folorunsho è il what if della stagione sua e del Cagliari tutto. Si presenta creando i presupposti del gol di Mina contro il Parma, va a Lecce e torna a cantare come il gallo dei tempi migliori. Le premesse dicono che i rossoblù hanno fatto jackpot prendendolo dal Como, ma la sfortuna vede benissimo quando punta il suo ginocchio e addio speranze di rivalsa dopo stagioni complesse. Il resto è il tentativo di dare una mano nella parte finale della stagione, ma la sensazione è che mentalmente l’infortunio abbia lasciato un segno più grande di quello fisico. Peccato, davvero, ma restano comunque quelle dolci impressioni di settembre. (8 presenze, 2 gol, MV 6,5)

Pavoletti ∞: sarebbe ingeneroso assegnare un voto alla stagione del centravanti livornese, troppe poche le occasioni e troppi i problemi fisici per alzare la paletta per il suo ultimo ballo. Chiude la carriera in rossoblù (e in generale?) con un gol proprio a Pisa, lui che arriva da Livorno. Lo fa in un pomeriggio che avrebbe meritato altri ricordi, ma tant’è. Non è il Pavoloso dei gol finali da resurrezione, non arriva nemmeno vicino all’esserlo, regala anche un assist importante a Verona. Peccato per il finale lontano dal prato verde, ma la storia resterà per sempre e questo basta. (13 presenze, 1 gol, 1 assist, MV 5,6)

Mendy 7: chi scrive deve delle scuse al diciannovenne senegalese che dalla Primavera arriva in prima squadra e vive un sogno fatto di meritocrazia e voglia di emergere. Scuse perché le sensazioni lasciate a San Siro dicevano di un calciatore lontano dall’essere pronto, non da Serie A nonostante i numeri tra i giovani e varie ed eventuali. Ma il ragazzo ha una dote, la fame. E con quella la capacità di apprendere rapidamente, di mettere la testa sul lavoro e prendere ogni occasione come fosse l’ultima. Forse era San Siro (si veda anche l’errore contro il Milan), forse semplicemente il bisogno di sbagliare, ma quando Pisacane lo lancia titolare contro l’Atalanta è magia: due gol in apertura, tre punti tutti suoi e via con la favola che diventa realtà. Entrato con pieno merito nelle rotazioni dalla porta principale, ora arriverà il difficile: confermarsi. (9 presenze, 2 gol, MV 6,19)

Felici 6,5: anche lui è entrato nella lista delle sfortune, una serata di Coppa Italia ne ferma una progressione che prometteva bene per il suo campionato. Spacca partite in pectore, è decisivo a Lecce e a Verona con la sua voglia di puntare l’uomo e la sua freschezza. Quasi mai sotto la sufficienza, la speranza è che l’infortunio al ginocchio non ne abbia pregiudicato la crescita perché sicuramente potrà essere uno dei nuovi innesti della prossima annata rossoblù. (12 presenze, 2 gol, 1 assist, MV 6,18)

Trepy 6,5: chissà che piega avrebbe potuto prendere la stagione se a Cremona non fosse entrato sfondando la porta il ragazzo cresciuto nella Primavera rossoblù. Un gol folle, appena inserito in campo da Pisacane, e un 2-2 che ha modificato i destini del Cagliari e soprattutto dell’ex Davide Nicola. Da lì in poi ci si sarebbe aspettati un utilizzo maggiore, ma i minuti che arrivano sono pochi e mai del livello del cameo incredibile dello Zini. Fondamentale per la salvezza dell’Under 20, resta comunque arma da tenere in considerazione per il prossimo futuro. (8 presenze, 1 gol, MV 6)

Albarracin SV: due piccole apparizioni in cui fa intravedere qualità ma anche il bisogno di crescere. Investimento per il futuro, da capire se prossimo o se dopo un passaggio in cadetteria. (2 presenze)

Luvumbo 5: dispiace e non poco eleggere Zito come il peggiore della stagione, peraltro interrotta a fine gennaio per andare in direzione Maiorca. Il desiderio di trovare maggiore spazio si è però scontrato con prestazioni sottotono e quella che avrebbe dovuto essere l’annata della (finalmente) crescita definitiva si è rivelata un flop. I numeri non mentono, zero gol, zero assist e nemmeno quell’attitudine a creare caos positivo che lo aveva accompagnato fino a quest’anno. Non gioca tanto, ma quando chiamato in causa non è mai nemmeno vicino all’essere decisivo. E la sua ultima gara a Genova è il riassunto del tutto. Va in Spagna con la speranza di ritrovarsi, ma anche in Liga nessun gol pur con due assist e la retrocessione finale che chiude il cerchio. Tornerà in Sardegna? Probabile, ma chissà se per restarci. (12 presenze, MV 5,7)

Convocato e mai utilizzato: Vinciguerra

sardares
sardares

Condividere su

Commenti

guest
6 Commenti

CENTOTRENTUNO TV

Continua a leggere...

6
0
...e tu che ne pensi? Lascia un commentox