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Il Pagellone del Cagliari 2025-26 | Centrocampo: Deiola e Adopo i muscoli, Gaetano il cervello. Folorunsho, what if?

Gianluca Gaetano durante Cagliari-Udinese | Foto Luigi Canu
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I nostri giudizi sul Cagliari di Fabio Pisacane che ha concluso la sua stagione con 43 punti in 14ª posizione, conquistando la matematica salvezza alla penultima giornata contro il Torino: dopo il pacchetto arretrato, è la volta del centrocampo. Per ogni giocatore sono indicate tra parentesi le presenze, i gol, gli asssit e la media voto delle nostre pagelle della partita.

Adopo 7: forse un caso, più probabilmente tutt’altro che una coincidenza. Quando il francese è in forma, sul pezzo e fisicamente dominante tutta la squadra ne beneficia, al contrario quando è sottotono arrivano le prestazioni più complicate. Basterebbe questo per confermarne l’importanza, polmoni e strappi al servizio della squadra. Certo, indossa le scarpe da trekking anche quando servirebbero calzature più eleganti, ma se avesse anche i piedi fatati parleremmo di un giocatore a top club e non solo italiano. Chiude in crescendo, il ruolo da scudiero della mediana gli appartiene anche nel futuro. (38 presenze, 1 gol, 1 assist, MV 5,97)

Folorunsho 5,5: uno dei what if della stagione rossoblù. What if avesse giocato più da incursore che da trequartista esterno o falso nove, what if non si fosse stampato sul palo in occasione del suo primo gol cagliaritano contro il Pisa. Alla fine dei conti, però, i lampi come quello di Parma sono troppo inferiori alle difficoltà riscontrate nel percorso, pur al netto di una disponibilità tattica e di un’importanza nel contesto di squadra indiscutibili. Fosse stato un giovane alla prima esperienza la valutazione sarebbe diversa, ma tra aspettative, valutazione e idea di leadership il totale non porta alla sufficienza. (27 presenze, 2 gol, MV 5,9)

Gaetano 7: parte in salita perché l’estate è di quelle complesse e perché la sua posizione sulla trequarti poco si sposa con ciò che gli gravita intorno. Poi, all’improvviso, un lavoro oscuro viene portato alla luce contro la Lazio all’Olimpico: dal vertice alto di centrocampo passa a quello basso, una nuova vita da play che lo fa rinascere. Prima con Prati al suo fianco, poi unico comandante in pectore del gioco rossoblù. E dalla vittoria contro la Juventus in poi dimostra che sì, la macchina da presa deve restare nelle sue mani e il film targato Pisacane deve avere il numero 10 come regista. Chiude il campionato in grande spolvero, ritrovato fisicamente e mentalmente e attirando – c’è da starne certi – le attenzioni di tanti nuovi estimatori. Chissà se ci sarà un sequel, la speranza è che almeno un altro anno possa dirigere con la Unipol Domus come coreografia. (33 presenze, 2 gol, 4 assist, MV 6,14)

Deiola 7: numericamente non la sua stagione più impattante sia per apporto in zona gol (0) sia per la poca continuità fisica che lo ha tenuto ai box per diverso tempo. Però, guardando a ciò che ha portato alla causa quando presente, il suo è senza dubbio il miglior campionato in maglia Cagliari. Capitano di nome e di fatto, quando costretto a restare fuori ha pagato dazio tutta la squadra, presenza fondamentale per tenere la barra dritta e la soglia dell’attenzione alta. Vero, non c’era nemmeno nel trittico favoloso Juventus-Fiorentina-Verona, ma viene difficile pensare che prestazioni mentali come quella di Pisa e contro il Lecce sarebbero state uguali con lui presente. E ora anche i più scettici sembrano aver messo da parte le critiche alla tecnica rivedibile, una vittoria di resilienza e maturità tutta sua. (20 presenze, 2 assist, MV 6,3)

Mazzitelli 6,5: apporta più di quanto ci si sarebbe aspettati. Non che la sua stagione sia stata incredibile, ma se si analizzano i suoi dati e le sue presenze alla fine il suo contributo lo ha dato e in maniera decisiva. Il picco nelle famose e già citate tre gare di gennaio, con il gol alla Juventus come apice assoluto, per il resto si è dimostrato affidabile rincalzo con duttilità di compiti sempre utile in un contesto come quello rossoblù. Importante anche nello spogliatoio, il riscatto dal Como potrebbe essere quasi doveroso visto il rapporto utilità-prezzo. (18 presenze, 2 gol, 2 assist, MV 6,06)

Sulemana 5,5: sarebbe da sufficienza non fosse che ha sulla coscienza due ingenuità grosse che sono costate punti. Prima a Pisa poi a Reggio Emilia contro il Sassuolo stacca la spina e sono dolori. Da un giocatore che proprio a Cagliari aveva trovato la svolta per il salto in direzione Bergamo ci si sarebbe aspettati un apporto maggiore, invece è sembrato poco connesso e abbastanza confusionario. (16 presenze, 1 gol, MV 5,83)

Liteta 6: la sorpresa all’occorrenza, all’improvviso titolare a Verona, poi di nuovo in naftalina, poi eccolo tra gli undici contro la Juventus a Torino, quindi fuori ancora, poi Parma e Como e infine l’infortunio. Non trova continuità, ma quando viene chiamato a rapporto si mette sull’attenti ed esegue gli ordini. Dà l’idea di un giocatore che si farà e che possa già essere utile nel prossimo futuro. L’antipasto di Serie A non è stato indigesto, che dopo possa arrivare il pasto completo non è da escludere, anzi. (4 presenze, MV 6,38)

Prati 5,5: il pomo della discordia che ha portato – tra le altre cose – a salutare Davide Nicola, sarebbe dovuto essere il suo anno, quello dell’investimento da trasformare da possibile errore a valorizzazione completa. E l’inizio di campionato è più che promettente, mediano affidabile e meno regista che abbina quantità a intelligenza e qualità. Poi arriva la partita di Genova e da lì in poi – tolto il lampo del gol contro il suo futuro, il Torino – perde il filo del discorso e viene sacrificato sull’altare del progetto Gaetano. Saluta a gennaio senza rimpianti, ma potrebbe tornare a giugno dopo che in granata ha lasciato le stesse aspettative non rispettate viste in Sardegna. Il tempo è dalla sua, ma un altro anno è passato senza un salto di qualità. (20 presenze, 1 gol, MV 6,11)

Cavuoti SV: quattro scampoli di partita, una sola considerabile a Torino contro i granata e i saluti a gennaio in direzione Bari. Attore poco (o non) protagonista della retrocessione in C dei pugliesi, tornerà in Sardegna e poi chissà. (4 presenze)

Convocati ma mai utilizzati: Rog, Grandu, Sulev, Russo, Malfitano

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