In emergenza sì, ma tremendamente efficaci. Il Cagliari vince il secondo scontro diretto stagionale in Serie A e dopo l’1-0 di Parma batte per 1-0 anche il Lecce dell’ex Eusebio Di Francesco alla Domus. Prima vittoria interna del campionato, altra partita senza subire reti da squadre di pari livello (dopo averne preso, pur soffrendo, solo uno dall’Inter alla seconda giornata), sei punti e una boccata d’ossigeno alla fiducia generale in attesa che la squadra metabolizzi completamente la rivoluzione estiva sul mercato.
Strada
A Parma ha segnato Romano, contro il Lecce Maldini. Un buon segnale per un Cagliari di Fabio Pisacane che deve fare di necessità virtù in zona gol viste le tante assenze del momento, con il solo Paul Mendy a sorreggere la baracca (e un ottimo Sugamele che non è sembrato un “primavera” quando è subentrato). Romano e Maldini, forse due dei simboli della rivoluzione estiva. L’investimento per il futuro, come l’italo-svizzero, e il calciatore italiano da rilanciare a tutti gli effetti come il figlio d’arte. Due diversi momenti, due diversi caratteri, ma stessa fame. E alla fine quella conta. Come la fame di fare risultato a tutti i costi mostrata nel finale con tanta compattezza nelle timide folate salentine.
Certezze
Non è più un Pisacane camaleontico, aveva detto Di Francesco prima della gara. E in effetti il tecnico campano contro il Lecce ha mostrato la terza formazione uguale da inizio campionato. Dimostrando una volontà di dare delle certezze a una squadra che ha cambiato tanto e che ancora deve scoprirsi al 100%. E non sarà più il Pisacane di una formazione diversa a giornata, come è stato l’anno scorso, ma la scelta sta pagando. La strada è comunque ancora lunga perché le lacune ci sono, vedasi le difficoltà contro il Lecce nel chiudere con la giusta cattiveria una partita dominata e che se avesse portato meno di 3 punti sarebbe stata una beffa, però intanto provare a crescere con 6 punti in 3 partite di campionato è tutto un altro vivere.
Difesa
La cosa che piace di questo Cagliari è che è compatto. Ha una difesa che è un vero e proprio punto di forza al momento. Non solo la bravura di Caprile, ma anche la costanza di Ze Pedro, la crescita di Rodriguez, il buon inserimento di Kofler, la crescita costante di Obert e la garra di Deiola. Il tutto senza Yerry Mina, e non sarà nemmeno facile cambiare gli equilibri attuali e inserirlo tra i titolari, pur essendo il colombiano un possibile fattore, specie in alcuni match. Un Cagliari che sa soffrire, ed è un complimento. Tenere botta per poi ripartire con una qualità che da Winks a Romano, da Fazzini a Maldini c’è ed è innegabile. Forse ancora per via delle assenze questa rosa sembra troppo corta di profili in grado di spaccare il match da subentrati con elevata qualità (specie considerando il nuovo infortunio di Felici), ma spetterà a Pisacane, che da camaleontico è diventato quadrato secondo qualcuno, smentire anche questa impressione.




















