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Cagliari, la salvezza è finalmente realtà: ora spazio alla programmazione

Sebastiano Esposito abbraccia Fabio Pisacane dopo il gol in Cagliari-Torino | Foto Valerio Spano
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“Sono sempre stato convinto di salvarmi. Spesso dico che il cervello fa dell’inferno un cielo e di un cielo l’inferno. Dobbiamo sempre immaginare le cose positive per realizzarle”. Fabio Pisacane ha usato una nuova metafora per definire il potere della mente di ognuno di noi nel riuscire a incidere sull’andamento della propria esistenza, in questo caso trasportandolo sul piano sportivo. Il suo Cagliari ha finalmente centrato l’obiettivo stagionale: grazie al 2-1 interno sul Torino è arrivata ufficialmente la salvezza, grazie ai sei punti di vantaggio sulla Cremonese terzultima.

Obiettivo centrato
Lo aveva detto alla vigilia il tecnico partenopeo: pensiamo a noi stessi, senza guardare alle altre. E così è stato, al termine di una gara che si era messa in salita grazie alla prodezza del granata Obrador, ma la reazione rossoblù è stata veemente con Esposito prima e Mina poi, per il 2-1 definitivo. E così è finalmente arrivata quella benedetta salvezza, considerata virtualmente raggiunta e accarezzata da settimane, fin dalla vittoria di misura contro la Cremonese per 1-0 dello scorso 11 aprile. Un successo che un mese fa mise fine alla serie nera del Cagliari di Fabio Pisacane – 6 ko in 8 gare – ridando fiato alla speranza di centrare l’obiettivo con un bel po’ di anticipo. Un abbrivio che i rossoblù grazie al 3-2 sull’Atalanta e allo 0-0 di Bologna sembravano aver sfruttato, prima del ko inatteso contro l’Udinese che aveva nuovamente riacceso dubbi, pensieri negativi e paure. La risposta sul campo di Deiola e compagni è arrivata con una prestazione intensa, anche se con qualche immancabile brivido. Da quelli di paura, frutto delle fiammate toriniste, a quelli di emozione per l’ultimo ballo di Leonardo Pavoletti come calciatore rossoblù. Le parole del capitano (e lo sarà ancora per un altro mese e mezzo) hanno lasciato aperte le porte di una prosecuzione della storia d’amore con il Cagliari, pur se in un’altra veste: bisognerà aspettare ancora per capirlo, così come per il resto.

Nuovi sviluppi
Perché ora che l’obiettivo sportivo è stato raggiunto sul campo è tempo di pensare all’extra-campo. La seconda metà di maggio potrebbe essere cruciale non solo per la prossima stagione ma, più in generale, per il futuro del club. Intanto la questione societaria: il 31 maggio scadrà il termine per il cosiddetto “Third closing” a favore della Cagliari Calcio 1920 LP, ovvero il soggetto giuridico che fa riferimento agli investitori americani guidati dal vicepresidente rossoblù Maurizio Fiori, per il trasferimento di oltre 545mila azioni (fonte Calcio e Finanza) di proprietà della Fluorsid e quindi di Tommaso Giulini, al momento ancora azionista di maggioranza del club con il 51% delle quote. Un aspetto che potrebbe cambiare pesantemente a tutti i livelli, anche nella definizione del progetto tecnico della stagione 2026-27. E non a caso Pisacane, interpellato da chi scrive nella conferenza stampa della vigilia di Cagliari-Torino, ha buttato ancora una volta palla lunga sul suo futuro, esattamente come Pavoletti. Saranno giorni di attesa febbrile per ogni novità che potrebbe arrivare su ogni fronte, compreso quello del nuovo stadio. Una delle poche certezze al momento è che i rossoblù chiuderanno la stagione domenica 24 maggio contro il Milan, in uno dei match delle 20.45: gli uomini di Allegri sono pressoché costretti a vincere per blindare la qualificazione in Champions League ed evitare brutte sorprese da Como e Juventus. Un ulteriore merito per il successo della squadra di Pisacane contro il Torino, che permette al Cagliari di andare a San Siro a giocarsela senza patemi, con l’obiettivo di terminare il campionato con un risultato positivo.

Attesa
L’altra certezza è che questa stagione, stressante e usurante per tutti, finalmente volge al termine. Nei prossimi giorni verrà il tempo di stilare bilanci definitivi dell’intera annata dei rossoblù, nel mentre inizierà il bailamme del mercato e tutte le speculazioni a esso legate (come, per esempio, l’entità dell’impegno finanziario che verrà dedicato dal club), ci sarà il TST negli Stati Uniti (dal 27 maggio al 1° giugno) e si parlerà nuovamente di stadio. Sarà un’estate di programmazione, per tutti. Ci sarà da pensare al ritiro estivo, ufficializzato nelle ultime ore e che vedrà Deiola e compagni nuovamente protagonisti nella meravigliosa cornice di Ponte di Legno-Tonale, dal 22 luglio al 1° agosto. Lì si vedrà il primo nuovo Cagliari e la curiosità è già tanta adesso, quando mancano ancora quasi due mesi. La vera sfida per i tifosi, ora, risiede nell’avere un’ulteriore dose di pazienza, in attesa di ulteriori sviluppi: non sarà facile, dopo una stagione di grandi dibattiti, con posizioni spesso polarizzate e lontanissime da una quadra a metà strada. Non ci sottrarremo alle analisi, come di consueto: proveremo a dare il nostro punto di vista, con coscienza e terzietà, sottolineando ciò che ha funzionato e ciò che invece non ha convinto. L’elenco è lungo su entrambi i fronti e sarà divertente stilarlo, ma una cosa è sicura. Ovvero che il Cagliari anche nel campionato 2026-27 sarà in Serie A: l’auspicio è che questo aspetto, in vista del prossimo futuro, sia un punto di partenza per provare a guardare un po’ più in alto. Con i passi giusti, sia a livello sportivo che economico-gestionale, programmando una crescita graduale di cui benefici tutta la piazza, tifoseria compresa. Che quest’anno ha fatto sentire tutto orgoglio e appartenenza, ma soprattutto la propria voce. Un popolo, quello rossoblù, che attende con speranza un futuro che faccia sognare un po’ di più.

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