Le parole in sala stampa alla Unipol Domus di Leonardo Pavoletti, dopo il successo dei suoi per 2-1 sul Torino in Serie A, e nella serata del suo saluto ai suoi tifosi rossoblù.
E ora?
“Adesso mi aspettano fuori dallo stadio per festeggiare con qualche litro di birra. Pensiamo a questo ora”.
Sulla rete di Bari
“Riguardo il gol e non capisco come abbia spolverato le spalle in quel momento. Quella partita è stata difficilissima, nella testa avevo di tutto e la paura di non salire soprattutto. Quando segni poi hai un mix di emozioni. Tutto è stato strano”.
Futuro con il Cagliari
“Sarei bugiardo a dire che non mi vedo con un ruolo nel Cagliari. Ci sto facendo la bocca. Naturalmente si valuta e ci sono nuovi sviluppi in società e ora a salvezza raggiunta ci saranno le nuove valutazioni e mi diranno se avrò un ruolo in altre figure nel prossimo futuro. Il ginocchio fa male e spero con l’operazione di aver risolto anche se ora non sono così fiducioso, ma io vivo giorno per giorno e voglio rimettermi in forma. Poi se tra qualche mese in base al ginocchio valuterò e da lì capirò meglio il mio futuro”.
Sulla tristezza di finire così
“No, non c’è. Finisco con una partita vinta. Dentro la mia testa avevo l’immagine nitida di me a bordocampo a festeggiare. Non poteva finire in altro modo. Mi dispiace come sia andata con l’Udinese, ma è stato bello così”.
Sul discorso finale fatto in campo
“Durissimo. A me non piace stare sotto i riflettori, specie con il microfono in mano. L’ho preparato ma poi sono andato a braccio per essere più autentico possibile e infatti mi son mangiato le parole. Il mio arrivo a Cagliari e il ritorno da Bari sono due immagini che ho ancora in testa. Se chiudo gli occhi torno lì. Non le riguardo, le ripenso e basta”.



















