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Nuorese, Pittorra: “Il Tempio sarà un duro ostacolo verso quel sogno che è la Serie D”

Gianni Pittorra, presidente della Nuorese Calcio
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Alla vigilia del big match valevole per la semifinale playoff contro il Tempio in programma venerdì 1 maggio, è intervenuto ai nostri microfoni il presidente della Nuorese Calcio Gianni Pittorra per fare il punto sulla stagione vissuta e sulle aspettative di questo finale di stagione a partire dal confronto contro i galluresi che decreterà chi potrà sfidare l’Ilvamadallena nella gara valevole per la finale della post-season regionale.

Dopo una stagione positiva e molto combattuta che vi ha visto contendere le zone alte della classifica siete riusciti a centrare i playoff: quali sono le sue sensazioni sulla stagione?

“Le sensazioni sono ottime, a inizio campionato avevamo l’obiettivo di raggiungere i playoff anche se tutti ci prendevano per matti, ma noi eravamo ben consapevoli del valore dei ragazzi e del mister: io per primo ero abbastanza sereno. Non nascondo ad un certo punto di aver accarezzato anche l’idea di una promozione diretta considerando la classifica e il rendimento lungo la stagione, ma poi il valore di formazioni molto più strutturate come Ossesse e Ilvamaddalena è emerso. Se devo tracciare un bilancio siamo molto soddisfatti come società per quanto fatto quest’anno”.

La vostra è una formazione giovane, composta in gran parte da ragazzi di Nuoro quindi con una forte identità territoriale, trascinata anche da individualità di spessore come Cadau, Manca e Caggiu, Cocco: quanto è stato determinante questo equilibrio nel costruire un gruppo che, nonostante la giovane età media, si è reso protagonista di un campionato di alto livello?

“Abbiamo trovato un bel mix grazie al mister e a questi vecchietti (ride ndr.) che hanno permesso ai giovani di crescere molto bene. In futuro ripartiremo sicuramente da elementi come Cadau e Cocco, veri e propri punti di riferimento per noi. I ragazzi che abbiamo quest’anno sono quelli arrivati l’anno scorso, segno che noi come società abbiamo sempre investito sui giovani anche quando non eravamo costretti a farlo da regolamento. La stagione precedente abbiamo rischiato probabilmente di più, ma questo ci ha permesso di contare su ragazzi più pronti. Abbiamo tanti 2007 e 2008 che hanno l’esuberanza e la spensieratezza tipica dei giovani e questo in alcuni casi si è rivelato positivo. Il risultato ottenuto non era assolutamente scontato, abbiamo tenuto dietro formazioni molto più attrezzate di noi: è anche merito del tecnico e dello staff che insieme hanno fatto un lavoro eccezionale con questo gruppo, essendo impeccabili nella preparazione fisica, tecnica e mentale. Lo staff ha rappresentato un valore aggiunto”.


Vi attende una partita da dentro o fuori contro il Tempio in programma domani venerdì 1 maggio: come sta vivendo l’attesa di questo match e che partita si aspetta?

“Personalmente avverto un po’ di tensione, i ragazzi al contrario sono molto tranquilli perché sono consapevoli della propria forza. Quest’anno hanno fatto delle cose straordinarie riuscendo a esprimere un buon calcio e questo il pubblico glielo riconosce. Loro si divertono a giocare a pallone, io li vedo sempre con il sorriso e quando si fa sport è la cosa più bella. Cosa mi aspetto dalla partita? È una tripla. Il Tempio nell’ultimo periodo ha ceduto qualche punto, ma è una squadra con un buon impianto di gioco, fisicamente strutturata e molto organizzata. Possono contare su un grande allenatore e su un blasone importante come il nostro. Non verranno qui per difendersi, ma per fare la loro partita. Spero che i ragazzi centrino la vittoria. Noi faremo la nostra gara, ma non sarà una partita semplice perché loro hanno a disposizione giocatori in grado di far male. Speriamo di vincere, ma è difficile fare previsioni: è una gara secca in cui interverranno tanti fattori”.


Facendo un passo indietro in riferimento al rendimento recente della squadra le chiedo cosa è mancato alla Nuorese in questo sprint finale con i risultati che raccontano di 4 pareggi e 1 sconfitta prima del successo nell’ultima giornata contro il Sant’Elena: è solo un discorso legato alla condizione fisica o è mancato qualcosa a livello sul piano mentale?

“È mancata la gestione della stanchezza: più che una stanchezza fisica credo sia subentrata una stanchezza mentale oggettiva e fisiologica per dei ragazzi non abituati a disputare campionati così importanti. Hanno probabilmente accusato una stanchezza mentale in un campionato molto impegnativo e lungo, con ritmi molto diversi rispetto a quelli del settore giovanile. La differenza con l’Ilvamaddalena e l’Ossese è stata questa: loro avevano giocatori importanti su cui contare in un momento come quello, a differenza nostra che magari potevamo contare su una maggiore freschezza dei giovani, pagando un po’ di inesperienza in più. Mi aspettavo il calo, è fisiologico, sarebbe stato strano il contrario”. 

Quali sono i punti di forza su cui si poggerà la sua squadra?

Non dovranno mancare grinta e determinazione, la voglia, l’attaccamento alla maglia che è quel fattore che ti fa dare quel qualcosa in più in queste situazioni. Giocheremo davanti al nostro pubblico che spingerà fino alla fine: dovremmo avere la voglia di fare una prestazione importante”.

Al contrario quali caratteristiche degli avversari sarà fondamentale limitare?

“La loro prestanza fisica è qualcosa da limitare, giocano molto bene con grande rapidità e qualità, hanno giocatori veloci e strutturati fisicamente in attacco e molto tosti dietro: è una squadra pratica da prendere con le pinze. Forse, per caratteristiche, è la peggiore che potevamo incontrare in questo momento. È una partita da dentro o fuori, loro possono contare tra le loro fila su giocatori di grande esperienza che hanno calcato campi importanti e in questo tipo di gare  l’attimo di distrazione è fatale, servirà tanta attenzione da parte nostra”. 

Affronterete la sfida con il vantaggio di giocare in casa, in che modo questo potrà condizionare il vostro approccio alla sfida?

“Domani il pubblico giocherà un ruolo fondamentale, i ragazzi sono giovani ma qui riescono a dare sempre qualcosa in più. Da noi è veramente il caso di dire che il pubblico rappresenta il dodicesimo uomo in campo. Anche quando i risultati non sono stati positivi i tifosi hanno sempre incoraggiato la squadra. Ho visto fare cose a questi ragazzi sospinti da questa tifoseria davvero incredibili: si sentono importanti e vogliono ricambiare questa fiducia. Per noi sarà sicuramente un vantaggio e dobbiamo sfruttarlo a nostro favore”.


Che cosa significherebbe per la piazza, per il progetto e per la società tornare a disputare un campionato di Serie D? Quanto credete in questo traguardo?

“Centrare un traguardo simile con un progetto come il nostro significherebbe assistere a un sogno che si realizza: l’ultima volta che qualcosa del genere è accaduto erano gli anni ‘70, quando si giocava per vera passione. Per la piazza sarebbe qualcosa di incredibile perché di fatto è come se fossero tutti nostri figli considerando che abbiamo una formazione composta quasi totalmente da nuoresi. Raggiungere la Serie D grazie a loro sarebbe davvero il massimo: la città esploderebbe. Io sono una persona molto razionale, faccio fatica a sbilanciarmi, ma sarebbe il coronamento di un sogno per tutta la società che ha sempre creduto fin dal primo giorno nel capitale umano di questa città. Con la gara di domani inizia un altro campionato e se saremmo in grado di fare bene andremo avanti, per riuscirci sarà indispensabile dare il 100%, questo i ragazzi lo sanno e io ho piena fiducia in loro”.

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