Linea verde, anche nella stagione 2026-27. Per il Cagliari di Fabio Pisacane mancano poche settimane prima di aprire le danze per la nuova annata dopo il quattordicesimo posto conquistato nell’ormai passato 2025-26, in cui il progetto giovani ha portato risultati e dato risposte importanti in chiave futura. Nella conferenza stampa della scorsa settimana, il presidente Tommaso Giulini e il neo direttore sportivo Pietro Accardi hanno rimarcato la volontà di proseguire lungo questa strada tracciata, consci del fatto di avere tra le mani una rosa che presenta elementi che si sono già messi in luce nello scorso campionato, e che ora puntano a confermarsi e ad alzare ulteriormente il livello, non solo individuale ma di tutta la rosa.
Trepy e Mendy
Esclusi naturalmente Marco Palestra (fine prestito) e Semih Kilicsoy (la società rossoblù non riscatterà l’attaccante turco), i due giocatori su cui i riflettori sono stati puntati maggiormente nello scorso campionato sono stati Yael Trepy e Paul Mendy. Entrambi protagonisti di due esordi degni di nota, con il francese in gol dopo pochi minuti nel 2-2 contro la Cremonese e il senegalese che, grazie alla doppietta alla prima da titolare contro l’Atalanta, ha contribuito a portare tre punti pesantissimi in ottica salvezza per il Cagliari di Pisacane. A questo si aggiunge anche l’ottima stagione in Primavera: 13 gol e 4 assist per Trepy, 16 gol e 5 assist per Mendy. I due attaccanti sono stati protagonisti della salvezza della Primavera di Gallego, ma per tutti e due le porte della prima squadra si erano già aperte da diversi mesi. E lo saranno anche nel prossimo futuro, con la preparazione estiva che dirà tanto sulle loro possibilità di incidere nella rosa che verrà messa a disposizione di Fabio Pisacane per la Serie A 2026-27. A livello fisico saranno chiamati a fare un lavoro importante, la Serie A è tutt’altra cosa rispetto al campionato Primavera, anche se le basi di partenza, che ben si sono osservate la scorsa stagione, lasciano prevalere un certo ottimismo.
Rodriguez e il recupero di Idrissi
Chi è chiamato a confermare quanto di buono visto nel corso della passata stagione è anche Juan Rodriguez. Partito a rilento rispetto al resto del gruppo, una volta entrato stabilmente nelle rotazioni il centrale uruguaiano è stato un perfetto esempio di crescita costante, in cui si sono visti alcuni errori e imperfezioni da correggere, ma anche miglioramenti notevoli. Da riserva a titolare nell’undici di Pisacane, con il punto più alto raggiunto nel gol di San Siro contro il Milan nell’ultima giornata di Serie A. Anche alcune sue statistiche registrate nelle sue 18 presenze tra campionato e Coppa Italia dimostrano quanto il classe 2005 sia già diventato un elemento di sicuro affidamento per il tecnico napoletano: è terzo per palloni rubati all’interno della rosa (45), con soli 15 falli commessi e 3 cartellini gialli, che evidenziano quanto sia progressivamente diventato un giocatore abile in chiusura e nei contrasti, rimanendo al tempo stesso pulito negli interventi. Per lui, la stagione 2026-27 dovrà essere quella della conferma e di un ulteriore step di crescita, con la maglia da titolare che difficilmente dovrà essere messa in discussione salvo nuovi innesti d’esperienza dal mercato. Discorso diverso, invece, per Riyad Idrissi. Il laterale sinistro, rientrato dal prestito al Modena, ha terminato anzitempo la sua stagione a causa della rottura del legamento crociato, con il rientro a pieno regime previsto per fine settembre e i primi di ottobre. Nelle 26 presenze collezionate, però, l’esterno di Sadali si è rivelato un elemento interessante per la causa rossoblù, con caratteristiche differenti rispetto a quelle del collega di reparto Obert: corsa, tiro dalla distanza e anche due reti, entrambe al Verona, che dovranno essere per il classe 2005 dei punti da cui ripartire per ritrovare la via persa per mano di un infortunio mai facile da superare.
Liteta e Raterink: quale futuro?
Ultimi di questa lista Joseph Liteta e Othniël Raterink. Due oggetti misteriosi per la prima squadra (quattro presenze, tutte da titolare, per il centrocampista zambiano e una per l’esterno olandese) ma che hanno saputo offrire il loro contributo con la maglia dell’Under 20. Se per il primo si possono aprire le porte di un prestito per fare esperienza e racimolare minuti altrove, per il classe 2006 di Winterswijk l’auspicio è che l’impatto con il nostro calcio avvenuto in Primavera 1 possa essere la molla decisiva per il salto di qualità con Fabio Pisacane. Nove presenze, 2 gol e un assist quando è stato a disposizione di Gallego, con prestazioni convincenti che hanno permesso al Cagliari Under 20 di mantenere la categoria. Per Raterink vale quasi lo stesso discorso affrontato con Mendy e Trepy: la Serie A è un altro pianeta rispetto al calcio giovanile, specie se la realtà di provenienza è ben distante dal nostro calcio. Per tutti, le prime risposte arriveranno dal lavoro estivo, sempre tenendo conto delle incognite del mercato.

















