Queste le nostre valutazioni sulla prestazione fornita dal Cagliari di Fabio Pisacane in occasione della sfida vinta per 2-1 dai rossoblù nella penultima di Serie A, e ultima alla Unipol Domus, della stagione contro il Torino di Roberto D’Aversa (clicca qui per la cronaca completa del match).
Caprile 7 – Partita abbastanza serena, poi Zappa decide che qualche fotina della serata salvezza la merita anche lui vista la stagione fatta e lui si impegna con una super parata di piede a salvare il 2-1. Poco da aggiungere.
Zappa 6 – Le care vecchie maniere. Ignoranza a tratti in marcatura, un pizzico di sana ed eccesiva leggerezza in marcatura ma anche tanti cross e una spinta efficace in possesso. “Zappismo alla sua massima essenza”.
Mina 6,5 – Sintesi perfetta dell’essere Yerry Mina questa partita. Soffre tremendamente in difesa in alcuni momenti del primo tempo, si fida troppo di sé in altri. Poi però serve ballare il ballo delle serate migliori e quel vecchio lupo di mare colombiano è il primo a scendere in pista. Può piacere o meno, son gusti.
Dossena 6,5 – Gara non facile mentalmente dopo le fastidiose accuse che lo hanno riguardato nella gara contro l’Udinese. Dimostra di essere abbastanza sul pezzo, qualche sbavatura e qualche brivido nelle folate avversarie, ma di base se la cava in modo egregio.
Obert 6,5 – Regista, difensore, uomo di qualità nei piazzati, incursore. Nei weekend liberi anche imbianchino, tappezziere e interior designer. C’è qualcosa che non fa? E quasi tutto gli riesce bene.
Adopo 6 – Caciarone. Quanto ci starebbe bene come personaggio secondario nella nuova stagione dei Cesaroni? Percentuali a livello di qualità palla al piede rivedibili, però quando conta e serve c’è sempre. Mica poco.(dal 71′ Sulemana s.v. – Dentro nel finale per alzare i giri del motore e la benzina nel serbatoio).
Gaetano 7 – Sta un cremino Gianluca e sfodera un’altra prestazione di spessore. Protetto da quei “cagnacci” (in senso buono) di Deiola e Adopo trova spazi, tempi e geometrie. Non a casa confeziona la giocata per la rete di Esposito e per il resto è tra i migliori in campo nelle due fasi.
Deiola 6 – Serata in cui serve battaglia e gente che ci tiene più di altri e infatti è in campo dal primo minuto. Difende bene le idee di Gaetano e gli spazi che il 10 rossoblù deve attaccare. Prezioso e cattivo in fase di non possesso (dal 71′ Folorunsho s.v. – Dentro nel finale per attaccare la profondità, mettere corsa e centimetri. E un pizzico in più di qualità).
Palestra 6,5 – Ultimo ballo alla Domus con la maglia rossoblù, anche se a dirla tutta è color bianco “tu vuò fà l’americano” nella serata odierna. La sua è la solita danza spasmodica e frenetica. Ci ha fatto divertire. Curiosi di vedere cosa gli riserverà il futuro.
Esposito 6,5 – Sette gol, cinque assist, una rete anche in Coppa Italia. Aggiorna i numeri di un’annata dove è stato spesso incostante, come gli accade anche durante gli stessi 90′ di gioco, ma dove allo stesso tempo è stato determinante per la salvezza. Uno dei pochi che dà davvero del tu al pallone anche se a volte decide di non volerci parlare. (dall’81 Rodriguez s.v. – Scelto negli ultimi minuti per difendere la vittoria).
Mendy 6 – Ancora è acerbo e non sarà certamente un trattato di estetica applicato al gioco del pallone, però questo ragazzo ha una voglia impressionante. Si butta nello spazio, dialoga con i compagni, o almeno ci prova. Non è il Il cigno di Utrecht ma l’albatro di Rufisque si è conquistato con merito i gradi del titolare in questo finale di stagione grazie al suo caos (in senso buono) e alla sua voglia di emergere. (dall’81’ Belotti s.v. – Uno dei rimpianti di questa stagione. Senza quel brutto infortunio che campionato avrebbe fatto questa squadra?).
Allenatore: Fabio Pisacane 6,5 – Febbre da 40 che vale la matematica salvezza. Il suo è un Cagliari che è stato incostante come spesso lo sono i giovani progetti, ma che ha saputo appassionare. Nel bene e nel male. E questa è una dote che va difesa. Da queste emozioni sempre forti e mai banali o scontate bisognerà ripartire dopo aver festeggiato ancora un’altra Serie A. Traguardo non scontato per un tecnico esordiente e per una squadra piena di scommesse e di giovani. Le idee sono tutte futuribili, ora a lui e al club chiudere al meglio il campionato in corso e poi provare a rilanciare (o meno) per il 2026-27.
Bonus track: Leonardo Pavoletti 9 + 4′ – Saluta la sua gente (da giocatore) e purtroppo per i soliti problemi fisici, che ne hanno limitato e non poco la carriera, lo fa senza poter scendere in campo. Un uomo che ha sfidato il fato e ha saputo attirare a sé le favole, la dote che fa innamorare di più i tifosi. La sua rete a Bari resterà per sempre nella storia del club, una di quelle “robe” che fanno alzare i cronisti dalla sedia polverosa di uno stadio anche davanti a oltre 60mila tifosi che avevano piani diversi. Come il sottoscritto. Per distacco il calciatore più significativo degli ultimi 10 anni di calcio sardo.



















