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Cagliari: a Bologna una prova da squadra matura, strani i dubbi sul futuro di Pisacane

Fabio Pisacane durante Bologna-Cagliari | Foto Valerio Spano
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In una domenica sportiva che ha regalato emozioni extra-calcistiche intense, come la terza vittoria di fila di Kimi Antonelli in Formula 1 o l’ennesimo successo da record di Jannik Sinner a Madrid, Bologna-Cagliari si aggiungerà sicuramente a quei match tutt’altro che indimenticabili che la nostra Serie A offre negli ultimi tempi. La sfida dell’ora di pranzo del Dall’Ara vede però i rossoblù di Fabio Pisacane uscire con un punto che ormai permette quasi di toccare l’obiettivo salvezza e un po’ di rammarico – “amaro in bocca” come affermato dallo stesso tecnico – per le occasioni mancate a margine di una partita gestita bene, da squadra che si è messa definitivamente alle spalle la crisi degli scorsi mesi e che ora mette nel mirino le ultime due sfide alla Domus, a cui seguirà l’ultima trasferta contro il Milan, per poter festeggiare il traguardo. E poi? Il futuro inizia a bussare alla porta e gli interrogativi non mancano.

Un punto e certezze
Davanti agli uomini di Italiano, che recentemente hanno vissuto delle settimane non esaltanti dal punto di vista dei risultati, Pisacane ha scelto di riaffidarsi a una soluzione tattica senza centravanti puro, lasciando in panchina Mendy dopo l’affaticamento rimediato nella gara contro l’Atalanta, e con Sebastiano Esposito unico riferimento davanti, con Folorunsho e Palestra, nuovamente dal primo minuto, liberi di agire rispettivamente a sinistra e destra. Un match d’attesa, dai ritmi medio-bassi, in cui i rossoblù hanno limitato le iniziative bolognesi e cercato di sfruttare gli spazi che si creavano in ripartenza. E proprio da alcune di queste situazioni sono nate le azioni che, nonostante il punto guadagnato, hanno fatto storcere leggermente il naso al tecnico campano. “Mi porto a casa un punto importante”, ha affermato Pisacane nella conferenza stampa post-match, conscio però del fatto che, con un briciolo di qualità in più in fase di finalizzazione, sull’Isola i rossoblù potevano tornare con l’intera posta in palio che avrebbe definitivamente mandato agli archivi il campionato 2025-26.

Ma è valido il proverbio tanto caro a Sir Claudio Ranieri, più volte ripetuto nella sua seconda esperienza cagliaritana: “Se non riesci a vincere, l’importante è non perdere”. E, per evitare la frustrazione della sconfitta oltre alla noia dei 90’, ecco che in cattedra sono saliti i vari Mina, Zé Pedro, Obert, Caprile, le certezze di una squadra che, soprattutto grazie alle loro prestazioni nel corso di tutta l’annata, ora può vivere gli ultimi tre impegni della stagione con quella spensieratezza ricercata e mai trovata negli anni passati. Il centrale colombiano è stato dominante nel concedere solo le briciole a Odgaard e compagni, il portoghese e lo slovacco hanno messo nuovamente a referto l’ennesima prova solida del loro campionato, e “Sant’Elia” ci ha messo come sempre del suo per dare a Bernardeschi o Castro solo il merito di aver fatto risvegliare qualche tifoso appisolato con le loro conclusioni.

Punti interrogativi
Il pareggio a reti bianche di Bologna ha permesso a Pisacane di battere sia Claudio Ranieri che Davide Nicola: il suo Cagliari, a tre giornate dalla fine del campionato, ha 37 punti, uno in più rispetto ai 36 fatti registrare dai tecnici delle ultime due annate. Le ultime tre sfide della Serie A 2025-26 metteranno davanti Udinese e Torino, entrambe alla Domus e con più nulla da chiedere al torneo, e il Milan dell’ex Massimiliano Allegri a San Siro. L’obiettivo è chiaramente quello di centrare la salvezza matematica già contro i friulani nel match di sabato alle ore 15:00, per poi provare a dare ulteriore spazio a coloro su cui si baserà il progetto tecnico della prossima stagione. Il futuro, però, presenta delle sfaccettature ancora da decifrare, a partire dallo stesso allenatore campano che, nel post-partita del Dall’Ara, ha affermato che quello di quest’anno è stato un anno importante per strategia e percorso e che potrebbe essere l’inizio di un percorso importante “al di là ci sia Pisacane oppure no”. Parole che hanno certamente sorpreso, considerate alcune voci degli ultimi giorni, ma che fanno comprendere come, prima di dare il via ai lavori per il 2026-27, le varie parti in causa debbano probabilmente riaggiornarsi per capire come procedere. Poi verrà la volta degli altri nodi – avete detto Kilicsoy? – e delle questioni da risolvere entro il 30 giugno. Un passo alla volta.

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