Mentre si prepara per la Preliminary Regatta Naples, in programma dal 24 al 27 settembre nel capoluogo campano, il team Luna Rossa sta concentrando il proprio lavoro sull’AC75, tornato in mare a Cagliari dopo le Preliminary Races corse con l’AC40. Dopo i tow test e le prime prove tecniche, la barca ufficiale dell’America’s Cup ha ripreso le sessioni di navigazione nel Golfo degli Angeli. Parallelamente, a terra, progettisti e ingegneri continuano l’attività di ricerca e sviluppo per ottimizzare il mezzo in vista dell’edizione 2027. Le testimonianze di alcuni membri del team dopo cinque giorni di navigazione.
Horacio Carabelli, Design Director di Luna Rossa, è molto soddisfatto: “Oggi è il quinto giorno di navigazione, una bellissima giornata estiva. Le regole, come sappiamo sono cambiate, ma al momento direi che è molto difficile scorgere i cambiamenti dall’esterno; l’unica cosa evidente è la conformazione del pozzetto che è stata modificata per ospitare le 5 persone di equipaggio più l’ospite. La barca, poi, è più leggera rispetto alla precedente Coppa ed è più facile da condurre con poca aria. Al momento stiamo ancora navigando con i foil della scorsa campagna, ma presto aggiorneremo tante cose. La parte di sviluppo e la parte di allenamento camminano di pari passo e siamo contenti con la nuova configurazione del layout: mi sembra che la barca stia rispondendo molto bene, come avevamo previsto”.
La trimmer Maria Giubilei è la prima donna ad aver navigato sull’AC75 Luna Rossa e non nasconde l’emozione: “È stato bellissimo. In questi giorni stiamo facendo diversi test e rotazione di equipaggio e salire a bordo è stato incredibile, lo sognavo da tempo. La cosa che mi ha colpito di più è la forza che ti imprime la barca; anche sugli AC40 è notevole, ma qui, ad ogni manovra avverti proprio lo scossone, è potente. Per quanto riguarda il ruolo della donna a bordo, immagino che ogni team farà le sue scelte ma il playbook di Luna Rossa non è stato ancora definito. Certo, mi piacerebbe essere io quella donna, ma davvero è ancora troppo presto per parlare di equipaggi, abbiamo tanto tempo davanti e tante persone valide che ruoteranno per definire la formazione finale”.
Anche Peter Burling, uno dei timonieri del team, condivide le sue impressioni dopo i primi giorni in mare: “Certamente è una barca diversa da quella a cui ero abituato”, dice. “Ci vuole sempre un po’ di tempo per prendere confidenza e abbiamo una lunga lista di cose da fare. L’obiettivo adesso è quello di raccogliere più dati e informazioni possibili. Lo scafo è più leggero rispetto alla scorsa Coppa e il nostro compito è portarlo al massimo e nella maniera più corretta possibile in questa nuova configurazione. Di fatto bisogna verificare tutto: le vele, i foil, i sistemi di controllo, e non è un lavoro che si fa in breve tempo. In questa fase il feedback dei velisti è cruciale: noi siamo gli utilizzatori finali, quelli che dovranno poi navigare e farlo più velocemente degli avversari. L’obiettivo è testare in mare le idee sviluppate a terra e verificare se funzionano o se possono essere ulteriormente migliorate. La sinergia tra tutti i dipartimenti in questa fase è fondamentale. Navighiamo da pochi giorni, ma sono molto soddisfatto. Mi piace anche questa commistione tra persone di esperienza, che portano in dote il know-how acquisito nelle precedenti Coppe, e giovanissimi che arricchiscono il team con suggerimenti e idee fresche”.
Dello stesso avviso il coach Josh Junior, felice di vedere navigare la barca grande: “È potente, velocissima, una sensazione incredibile vederla navigare”, dice. “Siamo ancora all’inizio, e siamo focalizzati sul check dei sistemi, ma abbiamo anche fatto qualche manovra di prestart ed è impressionante vedere come risponde bene. Il periodo sugli AC40 è stato intenso, divertente e molto utile, ma essere passati adesso alla barca grande, sapendo che è quella che correrà la Coppa America, è un momento speciale anche per me e sono concentrato a far sì che tutto si svolga in maniera precisa e puntale, senza errori, senza problemi. L’AC75 è una barca molto più grande dell’AC40, ma la sua reazione non è poi così diversa. L’AC40 non è affatto semplice da condurre e quindi il passaggio per i velisti non è traumatico. Alcuni giovani che avevano navigato un pochino sull’AC75 nella scorsa Campagna oggi si trovano a passare tantissime ore a bordo. Imparano immediatamente, sono concentratissimi; sono davvero impressionato dalla loro velocità di apprendimento e dalla determinazione”.

















