Abbiamo fatto visita ai campi della Marzio Lepri, in viale Adua, che in questi giorni ospitano l’Academy dell’ex portiere di Torres e Latte Dolce, Pierpaolo Garau. Oggi membro dello staff tecnico del club rossoblù, Garau affianca all’attività professionale un importante percorso di formazione dedicato ai giovani alle nuove generazioni di numeri uno: abbiamo fatto una chiacchierata con l’ex estremo difensore.
Sogni
“Era da anni che coltivavo questo sogno. Prima gli impegni da giocatore e poi quelli da allenatore, che non sono certo pochi, mi hanno portato a rimandare. Negli ultimi sette mesi, però, ho deciso di trasformarlo in realtà. Può sembrare semplice, ma dietro c’è stato un iter burocratico importante: ho voluto fare tutto nel modo giusto, creando una vera e propria società sportiva. Non è stato facile, perché tutto ciò che ruota attorno all’attività ti porta spesso lontano dal rettangolo di gioco. Ma quando entro qui dentro mi si illuminano gli occhi. È la realizzazione di un sogno che avevo da tanti anni: restituire qualcosa al mio territorio. Questa è casa mia. Oggi, tra l’altro, siamo ospiti della Marzio Lepri e voglio ringraziare il presidente Milia. Un grazie va anche al presidente della San Paolo, Gianni Cadoni, e alla Torres, che più volte ci ha ospitato durante gli eventi dedicati ai portieri. Il mio obiettivo era creare qualcosa di specifico per i portieri, perché da ragazzo non ho avuto la fortuna di frequentare una scuola specializzata né di avere allenatori che mi accompagnassero in questo percorso. Siamo partiti da poco, ma questa Academy rappresenta per me un grande motivo di orgoglio”.
Lavoro e cambiamenti
“Sono una persona piuttosto riservata, ma credo sia giusto dare il giusto risalto ai ragazzi. Il nostro è un lavoro di nicchia, particolare, e spesso sottovalutato. Negli ultimi quindici anni, però, il ruolo del portiere è cambiato profondamente, in meglio. Oggi c’è maggiore consapevolezza della sua importanza all’interno della squadra e si sta finalmente arrivando a una giusta valorizzazione della figura del portiere. Sono cambiati molto anche gli allenamenti e il ruolo stesso degli allenatori dei portieri. C’è ancora tanto lavoro da fare, soprattutto a livello culturale, per far comprendere l’importanza di questa figura e del ruolo del portiere all’interno del calcio moderno”.
Approccio al ruolo del portiere
“Di solito, già da piccoli mostrano una predisposizione naturale per questo ruolo e ne sono innamorati. Questo aiuta molto. Anche i più giovani hanno una voglia incredibile di imparare. L’approccio rispetto a quando eravamo bambini noi è cambiato parecchio. Oggi vivono molto il presente: guardano video, seguono le partite in televisione e hanno accesso a una quantità di contenuti impensabile fino a qualche anno fa. In questo periodo, ad esempio, abbiamo la fortuna di poter seguire il Mondiale per Club e si parla molto delle prestazioni dei portieri. Tutto questo rende il rapporto con i ragazzi molto più interattivo rispetto a quando ero giovane io. Io ho vissuto un calcio diverso. Oggi i ragazzi sono molto curiosi: ti chiedono cosa andranno a fare in campo, vogliono capire il perché degli esercizi e hanno molte più domande. Proprio per questo, nel mio progetto abbiamo inserito anche una parte formativa, durante la quale spieghiamo ai ragazzi cosa andranno a svolgere sul campo, andando oltre il semplice aspetto tecnico”.
Tecnologie
“Ho sempre vissuto la formazione come un valore aggiunto. Per questo cerco di fornire ai ragazzi strumenti ulteriori, attraverso video analisi e dati. L’obiettivo è costruire un bagaglio di conoscenze che li prepari al lavoro quotidiano e, mi auguro, a un futuro da calciatori all’interno di una squadra. Credo che questo sarà uno degli aspetti fondamentali per la crescita della figura del portiere. Oggi l’analisi dei dati è sempre più importante e anche noi allenatori dobbiamo approfondire gli aspetti tattici, ovviamente indirizzata alle richieste delle squadra. Qui siamo in un’Academy e il nostro compito è soprattutto quello di gettare basi solide. Mi ritengo fortunato perché in questo percorso posso contare sul supporto di professionisti preparati, tra cui il preparatore dei portieri della Primavera della Torres di mister Demartis. Tutti con patentino. Abbiamo avuto inoltre il piacere di ospitare figure come Tore Pinna e Giovanni Vargiu, oltre a una quindicina di istruttori che hanno partecipato ai nostri stage. Siamo costantemente alla ricerca di nuove occasioni di crescita e confronto. Coinvolgere persone competenti, condividere esperienze e scambiarsi idee è fondamentale per migliorare e offrire ai ragazzi una formazione sempre più completa”.
Inclusione
“È un argomento che mi sta particolarmente a cuore e che mi riempie il cuore di gioia. Ho una nipote e figlioccia autistica che, di fatto, vive con noi ed è molto legata a me. Da anni desideravo realizzare qualcosa nel mio ambito, quello sportivo, dedicato a ragazze e ragazzi come lei. Parallelamente al progetto dell’Academy dei portieri, ho avviato anche un progetto di inclusione. All’inizio ho preferito non pubblicizzarlo troppo, perché volevo capire come avrebbero risposto i ragazzi e se l’iniziativa potesse realmente piacere e avere un impatto positivo. Il comune di Sassari si è dimostrato subito molto vicino a questo percorso e anche le famiglie hanno accolto il progetto con grande entusiasmo. Attualmente partecipano sei o sette ragazzi con disturbo dello spettro autistico, affiancati da altri, creando così un vero momento di inclusione e condivisione attraverso lo sport. È un progetto che considero molto bello e che ha ampi margini di crescita. Abbiamo già tante idee per il futuro e vorremmo provare a coinvolgere i ragazzi anche in attività e giochi di squadra. Per il momento è una delle iniziative di cui vado più fiero e che mi rende particolarmente orgoglioso. Credo abbia tutte le potenzialità per crescere ancora e diventare un punto di riferimento importante per tante famiglie del territorio. Sogno che diventi un punto di riferimento per la società”.
Obiettivi
“L’obiettivo principale è quello di far divertire i ragazzi. Vorrei che passasse soprattutto questo messaggio: il divertimento è la base di tutto e, in alcuni casi, può diventare anche un primo passo verso un percorso lavorativo futuro. L’importante è vivere questa esperienza sempre con il sorriso, nel rispetto delle regole e con la crescita di determinati valori. Oggi tutto è molto accelerato nella società attuale, ma credo sia fondamentale tornare a costruire educazione, valori e capacità di stare insieme. Con questo progetto abbiamo creato un momento di aggregazione e socialità che, purtroppo, nella vita quotidiana si sta un po’ perdendo. L’obiettivo è proprio quello di far ritrovare ai ragazzi la voglia di stare insieme e condividere un percorso comune. Dal punto di vista sportivo e lavorativo, mi auguro che il territorio possa un domani esprimere prospetti importanti magari anche a livello nazionale. Di recente è venuto a trovarci Mauro Vigorito, e per i ragazzi è stato un momento di grande esempio”.

















