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Di Marzio: “Cagliari, stagione positiva. Kiliçsoy? A 12 milioni non c’è di meglio sul mercato”

Vincenzo Montella, Semih Kiliçsoy e Fabio Pisacane ad Asseminello | Foto Cagliari Calcio
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Gianluca Di Marzio, esperto di calciomercato e volto di Sky Sport, è stato ospite ai nostri microfoni di Buongiorno 131 per parlare del Cagliari di Fabio Pisacane. Di seguito alcune sue dichiarazioni.

Sulla stagione e Pisacane

“Direi che Pisacane ha fatto un ottimo lavoro, alla prima esperienza da allenatore di una prima squadra e soprattutto subito in Serie A, dato che magari tecnici giovani iniziano da categorie inferiori come la C o la B. Invece Fabio ha trovato subito il modo giusto, tra alti e bassi come normale che sia per me per una squadra che deve lottare per salvarsi ed è riuscito a raggiungerlo valorizzando tanti giovani. Poi per me l’altro dato da sottolineare è come la società, quindi il presidente Giulini e il diesse Guido Angelozzi, abbiano deciso durante l’estate di creare un Cagliari molto giovane e italiano, puntando giovani bravi e rivalutando anche ragazzi come Sebastiano Esposito o lo stesso Folorunsho, che magari erano stati un po’ abbandonati dalle grandi squadre o che avevano trovato poca continuità. Invece a Cagliari l’hanno trovata, insieme allo stesso Caprile che è stato un grande protagonista. È chiaro che la sensazione Palestra è stata un’operazione che magari a livello di patrimonio non ha lo stesso peso, ma va ringraziato il Cagliari perché ha dato al calcio italiano, alla Nazionale e a chi lo prenderà un ragazzo che meritava di avere spazio. Forse neanche l’Atalanta, nonostante da sempre punti sui giovani, non ancora capito il vero potenziale di questo ragazzo, altrimenti l’avrebbe trattenuto. Quindi il Cagliari è stato molto bravo nella creazione di questo mix e nell’affidare la squadra a Pisacane. Penso che il merito sia di Giulini, perché ha creduto molto in Fabio e nel voler dare a Fabio subito la prima squadra nonostante il rischio fosse evidente. Eppure lui ha dimostrato di essere un allenatore bravo, anche nella gestione della comunicazione con i ragazzi più giovani e nel saper capire le richieste e esigenze di una generazione molto complicata da trattare, non solo dagli allenatori ma anche da genitori (risata, ndr)”.

Sul mercato

“Cosa vorrà fare il Cagliari da grande? Lo scopriremo a breve, ma per me il primo mattoncini dovrà essere la conferma di Guido Angelozzi. Il primo nodo da sciogliere rimane quello, poi chi sarà l’allenatore: quando si fa il mercato e se lo si fa in sinergia, quindi se non capiamo prima se Pisacane rimane se Angelozzi rimane diventa difficile fare previsioni su nomi o sistemi di gioco. Ma dopo questa stagione il Cagliari parte da una base forte, bisognerà vedere se la scelta sia quella di cedere alcune pedine per incassare e investire in nuovi acquisti oppure quella di consolidarsi ancora, trattenendo quasi tutti i suoi giocatori migliori. Io me lo auguro, così da aumentare ancora la qualità nella prossima stagione e soffrire un pochino di meno, puntando a una zona centrale della classifica”.

Su Kiliçsoy

“Quando l’ho visto fare quei gol e quelle partite ho detto ho detto “Complimenti davvero per averlo scovato e preso a condizioni favorevoli”.  Poi evidentemente la seconda parte della stagione ci ha fatto capire perché si era trovato in quella situazione e perché poi non è stato convocato per i Mondiali.  Evidentemente è un giocatore che ha che ha dei dei cortocircuiti a livello forse di continuità, non so dire se fisica o mentale perché non conoscendo bene la realtà e le sue problematiche diventa difficile giudicare. Però io sulla base di quanto ha fatto nei momenti migliori punterei ancora su di lui. È vero che 12 milioni è una cifra importante, ma parliamo di un attaccante. Gli attaccanti hanno bisogno di tempo per poter continuare a far bene, per far sì che quel momento positivo diventi non più soltanto di tre mesi ma di cinque o sei. E con le cifre del mercato attuale quei 12 milioni rischiano poi di diventare 25 in poco tempo, se il calciatore dovesse far bene. Non penso che il Cagliari in caso di riscatto ci andrebbe a perdere nel medio periodo, anzi: secondo me, male che vada, il Cagliari andrebbe a pareggiare o a rivenderlo l’anno dopo a 10 milioni anche se dovesse far male. A quelle cifre non trovi molti altri attaccanti di quel livello: se sta bene ha dimostrato di avere dei colpi di qualità superiore a quelle cifre. Quindi personalmente è un investimento che farei, ma il direttore sportivo non sono io bensì il mio amico Guido Angelozzi, cui faccio davvero i complimenti per il suo lavoro a Cagliari e pure a Frosinone, perché ha lasciato un’eredità importante”.

Per l’intervista completa a Gianluca Di Marzio guarda o ascolta Buongiorno 131 sui nostri canali Youtube e Spotify.

 
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