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Torres, il ritorno di Gigi Scotto e il suo possibile nuovo ruolo in rossoblù

L'esultanza di Scotto dopo il gol in Torres-Carpi della passata stagione | Foto Alessandro Sanna
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Torna a casa Gigi. Nell’attesa dell’ufficialità delle scelte per il futuro sulla panchina della Torres, con le parti in causa che hanno già parlato sul tema – “se mi chiedessero di restare direi di sì” ha detto Alfonso Greco a nostra domanda nel post Torres-Bra, incalzato due giorni dopo dal presidente rossoblù Stefano Udassi che, sempre ai nostri microfoni, è stato chiaro: “ci sono i presupposti positivi per incontrarsi con il tecnico e la proprietà per progettare il futuro” – c’è già una certezza nel presente, ossia il rientro alla base del bomber e capitano Gigi Scotto.

In arrivo da un anno da assoluto protagonista
Dopo un’annata importante, chiusa con un brutto e sfortunato infortunio ma anche con la promozione in Serie C con la vittoria della Serie D a Treviso, il duttile attaccante sassarese è pronto per rimettersi a disposizione della sua squadra del cuore. Il campionato appena concluso in quarta serie lo ha visto come grande protagonista con 16 reti in 24 presenze. In assoluto uno degli uomini chiave per il ritorno del Treviso tra i professionisti, con i numeri che sarebbero stati ancora più rotondi senza il lungo infortunio al ginocchio che lo ha bloccato da inizio marzo. Scotto era stato uno dei “tagliati” nella scorsa estate dal progetto rossoblù alla ricerca di una rivoluzione che non è stata completata come sperato e che ha portato a un anno di transizione non facile per la Torres, colmato comunque con una salvezza importante e con il prossimo che sarà il quinto anno consecutivo in Serie C per i rossoblù.

Il ritorno
Una salvezza arrivata anche grazie ad alcuni ritorni del gruppo in qualche modo smembrato dopo il brutto playoff perso, in malo modo, contro l’Atalanta un anno fa. Il ritorno di Greco in panchina, il reintegro di Liviero e Zambataro – uniti anche a un mercato di gennaio preciso e lungimirante – hanno permesso a questa Torres, pur nella sofferenza fino all’ultimo con la lotteria dei playout, di centrare una permanenza in terza serie che, per come si erano messe le “cose” in alcuni tratti della stagione, è un solido risultato dal quale provare a ripartire di slancio. E in questo senso la domanda delle domande è: la Torres ha ancora bisogno di Scotto?

Le nostre considerazioni
Va subito detta una cosa: un leader di cuore, testa e pancia, capace di spronare e fare sana “caciara” in alcuni momenti di questa stagione complessa sembra essere veramente mancato a questa rosa rossoblù. Privata spesso anche per colpa di lunghi infortuni dei suoi uomini chiave, basti pensare all’operazione di Mastinu, allo stop per Zaccagno o ai lunghi problemi fisici per Zecca o Diakite. Chiaro che sulla via dei 36 anni anche Scotto dovrà saper gestire il suo fisico dopo un infortunio fastidioso e capire il suo nuovo ruolo nella squadra. Quello di leader capace di fare la differenza nel lavoro settimanale, magari riuscendo a incidere non solo con delle presenze dal primo minuto ma anche con un subentro di impatto e foga dalla panchina. Quel jolly che possa unire doti tecniche, capacità sotto porta ma anche vero e sentito attaccamento alla maglia che è mancato. La conferma eventuale di Greco gli consentirebbe anche di avere un’autostrada davanti a livello tattico con i due che si stimano e bene si conoscono. Anche se la concorrenza, anche in vista del mercato futuro, ci sarà. Basti pensare a Di Stefano che dopo l’ottima annata vissuta in crescendo la Torres vorrà valorizzare ancora di più. L’impressione è questa annata appena conclusa abbia insegnato a tutti a Sassari che le rivoluzioni con un colpo di spugna netto sono molto complicate, e che passare da delle fasi che portino a un voltare pagina proiettato sul lungo termine ma con solide basi in arrivo dal passato sia la strategia giusta. In questo senso avere in squadra uno Scotto, se proiettato con chiarezza al ruolo di leader di supporto, di chioccia per i giovani e di uomo di rappresentanza sia in campo che nello spogliatoio, sembrerebbe essere un rinforzo intelligente e di qualità. Anche perché si tratta di uno dei giocatori più apprezzati dalla proprietà, con esperienza nella categoria e con annate alle spalle tra C e D giocate per obiettivi importanti. Se entrambe le parti remeranno dalla stessa parte si potrà assistere a un passaggio di consegne graduali e forti che non potranno che migliorare la solidità anche del nuovo progetto a tinte rossoblù.

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