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Condò: “Cagliari, siamo tutti colpiti da Pisacane: in attacco non toccherei Esposito e Kilicsoy”

Sebastiano Esposito in Cagliari-Cremonese | Foto Luigi Canu
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Paolo Condò, firma del Corriere della Sera e volto di Sky Sport, è stato ospite ai nostri microfoni di Buongiorno 131 per parlare del Cagliari di Fabio Pisacane. Di seguito alcune sue dichiarazioni.

Sulla stagione del Cagliari

Il bilancio della stagione è positivo. C’è stato un nuovo allenatore debuttante, la squadra ha giocato bene, si è sempre tenuta distante dalla zona retrocessione, poi a tratti la squadra si è rilassata. Ma non è mai entrata nella zona rossa, e nella prossima giornata deve prendere il punto che le manca per salvarsi. Secondo me Cremonese e Lecce non faranno sei punti, e il Cagliari è già salvo. Contro il Torino dovrà essere una festa che dovrà scaturire dalla conquista di punti. Quest’anno il Cagliari ha già superato i punti dell’anno scorso, con un andamento analogo. Però la squadra ha venduto Piccoli. Io con Kilicsoy, a un certo punto del campionato, ho pensato che il Cagliari potesse aver preso un grande attaccante, che però è andato a calare nelle prestazioni. Ma la squadra ha sopperito bene alla cessione di Piccoli. Dalla prossima stagione conosceremo bene la nuova proprietà, ma il Cagliari ha già fatto meglio rispetto al recente passato, quindi il mio giudizio è positivo”.

Su Pisacane e Kilicsoy

Non solo lo confermerei, ma penso che possa stare a Cagliari per altre 2-3 stagioni al massimo. Siamo rimasti tutti colpiti da lui, a partire dal suo approccio verso i giovani. Sono un grande appassionato di novità e in lui ho visto un approccio nuovo. 12 milioni di riscatto per Kilicsoy? Io li spenderei, mi piacciono i giocatori che hanno almeno una caratteristica che li eleva sopra la media: la capacità di tiro di Kilicsoy secondo me è sopra la media. Quando hai certe caratteristiche è il caso di lavorarci, così come bisogna lavorare anche sulle altre”.

Su Palestra ed Esposito

A Esposito è mancato qualcosa. Sa giocare a pallone, ma mi aspettavo qualcosa di più da lui: forse la doppia cifra di gol. Avrebbe potuto fare di più, ma lui trova sempre il modo di rubarmi l’occhio. Quando facevo il cronista conoscevo anche i giocatori, le persone, e mi davo spiegazioni di picchi e cadute: ora non li conosco più, magari conosco gli allenatori. Io quindi non so da cosa dipenda l’esplosione di Pio. Un fratello più giovane, che esplode e ti sorpassa, magari ti porta delle ripercussioni. Io continuo a seguire Sebastiano, secondo me arriverà la stagione da 15 gol. Io aggiungerei qualcosa all’attacco del Cagliari, ma non toccherei Esposito e Kilicsoy. Palestra è stata la grande rivelazione del calcio italiano di quest’anno. È stato bravo il Cagliari, e Pisacane, a mostrarcelo così bene, anche se lo perderà a fine anno. Io sono tifoso della Triestina, e vidi una partita con l’Atalanta Under 23: di quei giocatori della Dea annotai proprio Palestra, che mi sembrò fenomenale. Lui mi fece fare un figurone, io dissi a tanti che avrebbe fatto bene. Anche Beppe Bergomi mi disse che era molto bravo. Al primo anno in A non fece bene con l’Atalanta, ho trovato sensato il fatto di darlo in prestito. Secondo me, in Bosnia, Palestra doveva giocare titolare: andava al triplo rispetto agli altri”.

Per l’intervista completa a Paolo Condò, guarda o ascolta Buongiorno 131 sui nostri canali YouTube e Spotify.

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