Un weekend di fuoco in casa Cagliari proprio a cavallo tra la fine del ritiro rossoblù tra Ponte di Legno e Temù e la partenza verso la Germania per l’amichevole del 2 agosto contro l’Union Berlino. La miccia è il futuro di Sebastiano Esposito, che questa mattina non si è allenato con il club dopo aver lasciato il ritiro dei sardi in Alta Val Camonica. L’attaccante ex Empoli non prenderà parte alla trasferta tedesca e ad alimentare le polemiche è stato il comunicato della società rossoblù che ha specificato come il giocatore si sia allontanato senza alcun tipo di permesso dal gruppo squadra. Sul tema abbiamo sentito l’agente del calciatore Mario Giuffredi.
Mario, qual è la situazione del calciatore al momento?
“Sto leggendo tante falsità, troppe. Il comunicato del club è pieno di bugie. Avevamo concordato tutto con il direttore sportivo Pietro Accardi. Loro sapevano. Il ragazzo aveva chiesto dei giorni di stop per il forte stress che ha subito in questo ultimo periodo e aveva bisogno di staccare un attimo la spina. Mi pare evidente però che qui in questa vicenda ci siano stati un direttore sportivo che si è lavato le mani ed è terrorizzato dal presidente e un allenatore che ha detto delle cose ma ne ha messe in pratica delle altre”.
Ma il calciatore adesso dove è?
“Il calciatore è tornato a casa sua da ieri notte. Il Cagliari sapeva tutto tanto che sono stati loro ad accompagnarlo ieri notte alla macchina che lo ha riportato a casa dal ritiro. Mentre stamattina ho letto solo falsità su quanto accaduto”.
Ma a chi conviene questa situazione?
“A nessuno, ma mi pare evidente che il Cagliari e il presidente Tommaso Giulini non avessero nessuna intenzione di trattenere Sebastiano. Noi da mesi avevamo parlato con loro chiedendo un adeguamento del contratto perché lui guadagna poco rispetto a quanto ha mostrato l’anno scorso. Io da tempo ho chiesto all’allenatore e al direttore di decidere se tenerlo o meno, io ho fatto decidere a loro, ma sapendo che se volevano tenerlo l’ingaggio andava adeguato. Loro lo sapevano da mesi e il presidente mi ha detto che l’allenatore e il direttore non gli avevano detto niente. Io giovedì sono andato all’appuntamento a Milano e mi è stato chiesto di far finta di fare una trattativa per il rinnovo e poi vendere di nascosto il giocatore e il presidente dopo 15′ ha lasciato l’incontro. Mi pare evidente che a Cagliari nessuno ha mai voluto davvero tenere il calciatore e ora si sono trovati alle strette. Loro speravano di fare sta manfrina e uscirne vincitori. Il calciatore pur di rimanere a Cagliari rinunciava a un premio dell’anno scorso e aveva già assicurato che se le cose fossero andate male, ossia con una retrocessione, non avrebbe puntato i piedi per prendere più soldi. Ma poi ci troviamo davanti a persone che fanno finta di non sapere nulla. Non ci si comporta così con un professionista. Io non ho mai fatto finta di fare una trattativa per poi vendere un calciatore, ma che roba è?!”
E ora?
“Ora è dura. Il calciatore da accordi doveva ritornare a Cagliari il 5 agosto ma io ora non sono sicuro tornerà mai a Cagliari. Noi avevamo chiesto tre giorni di stacco per far recuperare al ragazzo questo stress che ha vissuto, perché lui si sente preso in giro. Il presidente nell’ultimo incontro, che abbiamo avuto ieri fino alle 2 di notte, mi ha detto che non gliene frega se si deve giocare la salvezza con il Lecce, peccato che a noi avevano detto che volevano alzare le ambizioni. Ora se vogliono mandarlo via è un problema loro, anche economico. Sicuramente non è una bella situazione”.
























