agenzia-garau-centotrentuno
sardares

Cagliari Primavera | Dai ritorni di fiamma alle nuove certezze: così è arrivata la scossa attesa da Gallego

Alessandro Sugamele in Cagliari-Como | Foto Valerio Spano
sardares
sardares
sardares
sardares

Acqua nel deserto o una stufa accesa quando si rientra a casa in pieno inverno. Immagini diverse per raccontare lo stesso sollievo: quello dei tre punti conquistati dal Cagliari di Alberto Gallego contro i pari età del Como. Un 3-2 pirotecnico, divertente, che restituisce sorrisi e fiducia ai rossoblù, lasciando in eredità buone risposte e qualche difetto ormai ricorrente da correggere.

I protagonisti
Non c’è niente di banale nella vittoria contro il Como. L’ultimo successo risaliva a cinquanta giorni prima, al 2-1 contro il Sassuolo ad Asseminello. Un’attesa lunga per Gallego e i suoi ragazzi, che nel frattempo avevano raccolto due pareggi e altrettante sconfitte. Contro il Como è arrivata una scossa, nel segno di chi ha ritrovato il gol, di chi sta acquistando sempre più peso e di chi ha sfruttato un’occasione a lungo aspettata.

Il primo nome è quello di Alessandro Sugamele e basta un dato per raccontarne l’importanza: cinquanta giorni senza segnare per lui, cinquanta giorni senza vincere per il Cagliari. Tra le parentesi in prima squadra, il debutto in Serie A e l’assist per Nzola nell’amichevole di Madrid contro il Rayo Vallecano, il centravanti di Anagni non era più riuscito a gonfiare la rete con la Primavera. Un digiuno che ha pesato anche sulla squadra, sebbene il suo contributo non sia mai mancato. Ieri, grazie alla capacità di leggere la traiettoria e arrivare per primo sul pallone, ha ritrovato la rete: una liberazione personale, oltre che una spinta per tutto il gruppo. Un ritorno importante anche al centro della difesa, dove Marton Prettenhoffer ha ritrovato spazio per la prima volta dalla seconda giornata, quella della sconfitta per 1-3 contro il Bologna, rispondendo con una prova di personalità e solidità.

C’è poi chi sta diventando una certezza, come Luca Costa. A segno per la seconda gara casalinga consecutiva dopo l’1-1 contro il Monza, il numero nove rossoblù continua ad abbinare la presenza in area a un lavoro prezioso in copertura. Un “9” che, all’occorrenza, sembra trasformarsi in un “3”, per la generosità con cui rincorre gli avversari e recupera palloni fin sulla linea dei difensori.

Infine, la risposta di Amine Balhaouan. Prima di ieri aveva raccolto 201 minuti in sei presenze, senza mai partire dall’inizio. Gallego gli ha affidato la corsia destra, spostando Grandu tra i tre di centrocampo, e il laterale marocchino ha ripagato la fiducia con una prestazione completa. Velocità, agilità o forza fisica: qualunque fosse l’arma scelta dagli avversari, da quella parte trovare spazio è stato complicato. Una prima da titolare affrontata con la sicurezza di chi quel posto vuole tenerselo.

La forza di non mollare
Contro il Milan si era vista una squadra fragile alla prima difficoltà, come già accaduto in altre occasioni. Contro il Como, invece, il Cagliari ha saputo reagire. Dopo un approccio discreto, i rossoblù sono andati sotto ancora una volta su palla inattiva, colpiti da De Paoli. Il rischio di rivedere un copione conosciuto c’era, ma sono bastati cinque minuti a Costa per ristabilire la parità. Da lì il Cagliari ha costruito la rimonta, trovando il vantaggio con Sugamele e il tris con Tronci, altro protagonista di una prestazione di spessore. La seconda rete del Como, ancora con De Paoli, ha riaperto la partita, senza però togliere ai rossoblù la capacità di resistere. Una risposta importante sul piano del carattere: questa squadra continua a vivere di fiammate, ma stavolta ha saputo usarle per risollevarsi e difendere quanto conquistato. Il passo successivo sarà dare continuità a quell’intensità, senza aspettare uno schiaffo per accendersi.

Maledetti calci piazzati
Nel successo resta però una crepa già emersa che riguarda la gestione delle palle inattive. I quattro gol subiti tra Milan e Como sono arrivati tutti da situazioni di palla ferma. Ieri De Paoli ha firmato una doppietta sugli sviluppi di due calci d’angolo; contro i rossoneri, prima del rigore del definitivo 2-0, il vantaggio di Anastasio era nato da una punizione laterale. Meriti degli avversari e responsabilità rossoblù possono convivere, ma la ripetizione degli episodi impone una riflessione. La statura non elevata della squadra può pesare nel confronto con avversari più attrezzati fisicamente, senza però spiegare tutto. Attenzione, marcature e lettura delle traiettorie diventano allora ancora più importanti: aspetti su cui Gallego dovrà lavorare per limitare una vulnerabilità che continua a complicare le partite dei suoi ragazzi.

Testa alla Coppa Italia
Il calendario, intanto, non concede pause: poco più di 48 ore e sarà già Coppa Italia contro il Lecco. Un impegno ravvicinato che impone di valutare le energie, ma che arriva anche nel momento giusto per chi aspetta spazio. La prova di Balhaouan racconta quanto una possibilità concessa possa diventare una risorsa per Gallego, chiamato a cercare risposte anche oltre i nomi più utilizzati. Il Cagliari ha ritrovato il gusto di vincere. Adesso deve portarsi dietro quella fiducia, trasformando il sollievo di una giornata nel punto di partenza per trovare continuità.

sardares
sardares
sardares

Condividere su

Commenti

guest
0 Commenti

CENTOTRENTUNO TV

Continua a leggere...

0
...e tu che ne pensi? Lascia un commentox