Le parole di Federico Pilloni, ospite alla 41esima puntata di Buongiorno 131. Nel corso della trasmissione anche il ritiro dell’Oscar Centotrentuno. Di seguito le sue dichiarazioni.
Young Azzurra, crescere insieme
“Ci ha accolto come club sportivo ma anche come una famiglia. Io faccio parte del progetto Young Azzurra dal 2023, sono entrato a far parte che ero un ragazzino e piano piano abbiamo costruito un percorso focalizzato in pieno sulle Olimpiadi e su poter qualificarmi alle olimpiadi di Los Angeles, piano piano ci stiamo riuscendo. Ci ha dato un’opportunità di cresciuta enorme e ne siamo grati e orgogliosi”.
La passione per il windsurf
“Sono cresciuto sportivamente a Cagliari con un corso estivo al Poetto quando avevo 9 anni, poi da la è nata una passione per il mare e per il vento, che vivendo a Cagliari offre delle condizioni spettacolari, abbiamo infatti dei grandi esempi come Luna rossa e come tantissime squadre olimpiche che da tutto il mondo vengono ad allenarsi qui. Cagliari mi ha dato un’opportunità enorme di crescere e piano piano ho intrapreso il percorso con la federazione italiana vela e da due anni faccio parte della squadra olimpica nazionale. È un percorso nato a Cagliari da quando ero bambino con le velette piccole che si vedono la domenica mattina quando si passeggia al Poetto, poi è nato questo immenso amore per il mare, ora speriamo che prosegua nei migliori modi anche a livello di carriera. Il windsurf e il wingfoil sono due discipline della vela neonate, con l’introduzione dell’idrofoil che sono collegati alla tavola e raggiunta una certa velocità permette alla tavola di volare. È una nuova era della vela, perchè molte discipline olimpiche sono ormai volanti e molte gare di vela sono con l’idrofoil. Sono gare più veloci, per alcune persone sono più belle visivamente e divertenti, ma rimane comunque quella parte della vela classica”.
I sacrifici da campioni
“Come ogni sportivo ci sono i sacrifici della vita d’atleta. Oltre a quello noi abbiamo la caratteristica che gareggiamo con un attrezzo, quindi non c’è solo il nostro corpo, la parte mentale, atletica e alimentare da curare, ma anche il nostro attrezzo che va mantenuto. Abbiamo dei tecnici che ci aiutano per quanto riguarda la parte dedicata ai foil, però alla fine siamo noi quelli che dobbiamo dare i feedback per rendere l’attrezzatura il più performante possibile”.
Una giornata tipo
“È difficile spiegare una giornata tipo perché quest’anno ho passato in tutto quattro settimane a Cagliari. Siamo sempre in giro per il mondo, tantissimi ritiri, regate. Normalmente una giornata si basa sui due allenamenti al giorno, uno mattutino e uno pomeridiano, si alterna un allenamento a terra con preparazione atletica, sala pesi, mobilità e poi gli allenamenti in mare che sono più specifici e dipendono dal momento della stagione in cui siamo. Però tante ore di allenamento e tante ore a cercare di perfezionare ogni minimo dettaglio che ci può dare quell’1% in più che in gara ci fa vincere”.
Le vittorie del cuore
“Ce ne sono diverse, come medaglia più importante ricordo la mia prima medaglia con i grandi quest’anno alla seconda tappa della coppa del mondo in Francia. Ho conquistato la mia prima vera medaglia in una disciplina olimpica nel mio percorso verso Los Angeles, ho conquistato la medaglia d’argento e poi là c’è stata una svolta con la mia stagione. È stata una stagione bella e incredibile che ricorderò per tanto tempo, perché ho conquistato il bronzo all’europeo e un sesto posto al mondiale, tanti bei risultati. Un’altra medaglia che mi porterò sempre nel cuore è il doppio mondiale giovanile vinto nel 2024 che rimarrà il mio ultimo anno giovanile, chiudendo quindi in bellezza tutte le giovanili”.
Una squadra, una famiglia
“Il nostro sport è individuale, quando siamo in acqua siamo da soli e prendiamo le nostre decisioni, però il progetto Young Azzurra è una vera propria squadra e famiglia. Ne facciamo parte io, Maddalena e Cesare Barabino e tutti assieme siamo cresciuti in questo progetto, ci aiutiamo a vicenda anche se pratichiamo discipline diverse e ognuno può prendere spunto dall’altro, questo è bellissimo perché c’è il concetto di squadra e famiglia che non si vede spesso in uno sport individuale. Non c’è competizione ma aggregazione. Il progetto young azzurra ci ha dato una mano a crescere come gruppo”.
Sul Cagliari
“Sono super tifoso del Cagliari, quando posso sono vado stadio a tifarlo, lo seguo e anche se ora ha avuto un piccolo declino fa parte di tutti i percorso sportivi, ci sono sempre gli alti e i bassi e speriamo che il gruppo riesca a rimanere compatto anche in queste difficoltà. La forza di uno sportivo sta anche nel reagire nei momenti più tosti e Pisacane sta facendo un ottimo lavoro”.
I consigli ai giovani
“Consiglio di mantenere la spensieratezza di un bambino, questo mi ha aiutato ad andare avanti nei momenti difficili, nei momenti di pressione. Io sono riuscito a mantenere questa spensieratezza e ho sempre creduto nel mio sogno, tutto questo è dovuto anche alla mia famiglia che mi ha sempre dato libertà nelle scelte e questo è molto importante. Mi hanno indirizzato in un bel mondo nonostante loro non siano degli sportivi”.
Il sogno
“Il mio sogno da bambino è sempre stato quello di poter vincere l’oro alle olimpiadi e quest’anno ho fatto dei grandissimi passi avanti. Sono in olimpica da due anni, nonostante la strada sia lunga ci credo tanto e spero di poter portare a casa una bella medaglia, nel mentre mi sto divertendo e sto portando avanti una passione enorme”.






















