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Basket, A2/F | Cus Cagliari, dagli USA arriva la guardia Anna Baraldi

Anna Baraldi
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Il roster del CUS Cagliari si arricchisce di un nuovo tassello nel reparto esterni. La società rossoblù comunica di aver raggiunto l’accordo per la stagione sportiva 2026/2027 con Anna Baraldi, play/guardia classe 2002, reduce da una lunga esperienza oltreoceano.

IL PROFILO E LA CARRIERA – Quello di Baraldi è un percorso di crescita molto particolare, che ha saputo unire la pallacanestro a una solida formazione accademica. I suoi primi passi sul parquet avvengono nel litorale laziale: Anna inizia dal minibasket e compie tutta la trafila giovanile con la maglia del Santa Marinella, arrivando a misurarsi giovanissima anche nel campionato di Serie B fino all’età di 16 anni. Successivamente arriva la scelta di attraversare l’Atlantico per proseguire gli studi e la carriera cestistica negli Stati Uniti. Si trasferisce in North Carolina, dove completa gli studi liceali alla Grace Christian School. Il suo cammino universitario prosegue nello stesso Stato: consegue prima il Bachelor’s Degree giocando per la Wingate University, per poi conseguire il Master mettendosi alla prova nel prestigioso palcoscenico
della NCAA Division 1 con la maglia della Gardner-Webb University.
Ora, terminato il suo percorso negli States, il ritorno in Italia. Al CUS Cagliari porterà in dote la sua duttilità nel coprire i ruoli del perimetro e l’etica del lavoro maturata nel sistema collegiale americano, mettendosi da subito a disposizione di coach Federico Xaxa. Pronta a vestire i colori di Sa Duchessa, la nuova guardia universitaria ha risposto alle nostre domande.

Dopo tanti anni trascorsi negli USA fai ritorno in patria con un background formativo e sportivo importante. Cosa ti ha convinto a scegliere proprio il CUS e la città di Cagliari per confrontarti con il basket italiano?
“Non avendo conoscenze di questo campionato mi sono affidata alle parole del mio procuratore e di Mauro riguardo al nuovo progetto per questa stagione. Fin da subito ho percepito professionalità ed entusiasmo da parte dello staff, non vedo l’ora di iniziare questa nuova avventura.”

Gli anni della high school e dell’università in un paese in cui la pallacanestro è quasi una religione rappresentano un tassello importante nella crescita di un’atleta. Cosa ti porti dietro di positivo dall’esperienza all’estero e quali sono gli aspetti in cui credi che dovrai adattarti di più nel passaggio dai campionati universitari americani alla serie A2?
“Dall’esperienza in America mi porto dietro una forte work ethic, tecnica e conoscenza del gioco. Mi dovrò sicuramente adattare al nuovo sistema di gioco e all’arbitraggio.”

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