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Lazio-Cagliari, resilienza e scelte obbligate: il piano di Di Fra

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Eusebio Di Francesco Mister of Cagliari Calcio
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Che cosa sei, non cambi mai, parole parole parole. E invece eccolo il piano B, condiviso e meno che sia, il piano delle poche chiacchiere, della concretezza sopra il bel gioco, e allora sì che si cambia, eccome se si cambia.

Resilienza  – La nuova parola del dizionario Cagliari – Di Francesco che va a sostituire equilibrio. Resilienza, la capacità di superare un periodo di difficoltà. Il tecnico del Cagliari per farlo ha scelto di adattarsi, di abbandonare l’io e puntare sul noi, anche se è un noi che deve essere condiviso. Dai giocatori, dalla società, da lui stesso. Contano i punti, basta chiacchiere, nessuna polemica nonostante la mimica facciale dica e non dica, nonostante il mercato non abbia portato ciò che era stato chiesto. Difficoltà che non riguardano solo una classifica deficitaria, così come non solo una vittoria che mancherà da 3 mesi proprio il giorno di Lazio – Cagliari. Difficoltà che arrivano anche dall’infermeria, la conta degli infortunati che è salita negli ultimi giorni, la necessità da far diventare per forza virtù.

Identità – Sono passate diciannove partite e il tecnico rossoblù è esattamente al punto di partenza. Dal quel 4-3-3 della partita di andata poi abbandonato proprio dopo quella sconfitta al dover, probabilmente, cambiare di nuovo canovaccio tattico all’Olimpico. Assenze in mezzo al campo, nuovi arrivi più o meno pronti, e quell’identità che ancora manca e la cui ricerca è messa da parte per trovare i punti e la concretezza. Contro gli uomini di Simone Inzaghi poco spazio all’inventiva nella scelta degli undici da mandare in campo, il dubbio resta sullo schieramento. L’allenatore biancoceleste si aspetta una squadra a specchio, Di Francesco non vorrebbe cambiare e dà poche indicazioni. Una è che Daniele Rugani è pronto, Asamoah invece meno pur se ha sorpreso per condizione fisica nonostante la distanza dall’ultima partita ufficiale. Difesa a tre o a quattro? Centrocampo a due o a tre? Walukiewicz o Rugani o entrambi? Rilanciare Pereiro? Tante domande che troveranno risposta soltanto quando le formazioni ufficiali saranno note.

“Non voglio dare adito a polemiche, perché in questo momento è meglio non perdere tempo in chiacchiere”, così Di Francesco ha voluto spegnere eventuali discorsi relativi al mercato e a quel regista non arrivato. Anche se la sensazione è che ci sia del non detto, che il tecnico non sia soddisfatto, ma che non sia nella posizione – soprattutto di classifica – per poterlo esprimere chiaramente. Anche perché piangere sul latte versato avrebbe ormai poco senso e, in fondo, va bene così, senza parole.

Matteo Zizola

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