Serviva una risposta, anche sporca, ma di carattere, per dimenticare la roboante sconfitta per 6-1 contro l’Inter. Il Cagliari di Gallego strappa un punto importante contro i coetanei del Parma. Un risultato a tratti agrodolce per i rossoblù, capaci di passare due volte in vantaggio e di farsi riprendere in entrambe le occasioni. Si tratta comunque di un 2-2 convincente, arrivato contro una squadra che si presentava alla sfida forte di tre vittorie consecutive. Restano alcuni aspetti sui quali lavorare, inevitabili per un gruppo giovane e profondamente rinnovato, ma da Parma arrivano anche diverse indicazioni positive.
Il peso degli episodi
Come in altre gare, il Cagliari finisce per complicarsi da solo alcuni momenti della partita. Contro il Parma, per sommi capi, l’approccio iniziale ha ricordato molto quello avuto dalla Prima squadra contro l’Udinese il giorno prima. Compattezza dietro, cinismo là davanti quando c’è da pungere. Da qui nasce l’episodio del calcio di rigore trasformato da Goryanov. L’idea di impostare dal basso di Gallego resta sovrana e il vantaggio dà maggiore fiducia a Sugamele e compagni, che prendono confidenza ed escono dalla prima pressione avversaria con discreta facilità. Poi l’episodio che non ti aspetti: un lancio dalle retrovie di facile lettura mette in difficoltà Nuvoli e Kehayov. I due non si capiscono: il difensore manda all’indietro il pallone, mentre il portiere bulgaro esce dalla propria area di rigore. La sfera rimbalza e termina sui piedi di De Martis, che deve solo appoggiarla in rete. Una sbavatura simile, per certi versi, a quella vista contro l’Inter, anche in quel caso con Nuvoli protagonista. Con una differenza importante: stavolta l’impostazione dal basso non c’entra niente. Stessa musica anche nella ripresa: prima il nuovo vantaggio con un super gol di Akarakiri, anche lui alla prima rete stagionale, poi la disattenzione nel finale che coinvolge Balhaouan e Doppio, anche se sulla rete resta più di qualche dubbio per la presunta posizione di fuorigioco di Avramescu. Se si guarda il risultato, il punto conquistato a Parma resta positivo. Per come si era sviluppata la gara, però, rimane anche qualche rimpianto: soprattutto perché il Cagliari, per atteggiamento e qualità mostrati sul rettangolo verde, aveva costruito le condizioni per portare a casa qualcosa in più.
Attacco ridisegnato
Gallego cambia abito al suo Cagliari e a Parma ridisegna soprattutto l’attacco: per la prima volta Sugamele e Costa insieme dal 1’. Nelle scorse giornate abbiamo visto i due fare la staffetta sul fronte offensivo. Stavolta, entrambi dall’inizio, con un compito ben preciso: spartirsi il lavoro sporco e creare maggiore imprevedibilità in avanti. L’esperimento ha dato buone risposte, forse non con l’esito che ci si aspettava in zona gol. Ad avere le maggiori occasioni, soprattutto nel primo tempo, è proprio Costa, che al 14’ si vede sfumare il primo gol stagionale per un salvataggio sulla linea. Più avanti, al 43’, una ripartenza mette davanti alla porta il centravanti classe 2008, che col sinistro spedisce a lato. E Sugamele? Il miglior realizzatore rossoblù sino ad oggi resta a secco, senza riuscire a costruirsi nitide occasioni da gol. Ciò non toglie nulla alla sua prova, fatta anche di tanto lavoro al servizio della squadra, ma dalle parti di Mazzocchi non arrivano conclusioni pericolose del centravanti di Anagni.
Centrocampo inedito
Spostandoci sulla mediana, il forfait di Tronci ha puntato i riflettori su Goryanov, schierato sulla linea di Piro e Akarakiri. Anche in questo caso, l’esperimento di Gallego ha dato buone risposte. Tolto un pallone rischioso perso in avvio, il bulgaro si è destreggiato con ordine e diligenza nel ruolo di regista a centrocampo, garantendo qualità nella prima impostazione. Al di là del rigore segnato, dunque, altri spunti positivi per il classe 2008, che nelle uscite precedenti ha alternato buone prove ad altre un po’ sottotono. E il contributo di Piro e Akarakiri non è passato inosservato: l’ex Monastir è stato uno stantuffo per tutti i 90 minuti, garantendo presenza in tutte le zone del campo. Più statico l’inglese, ma pungente nel momento giusto con quel destro a giro che dà prova delle sue qualità tecniche, oltre a quelle fisiche già mostrate.
Obiettivo: mente libera
È terminato dunque questo primo “mini-campionato” per il Cagliari di Gallego. Cinque partite intense in cui i rossoblù hanno portato a casa sette punti. Un bottino positivo, se si pensa al grande lavoro che sta compiendo, e che dovrà continuare a compiere, il tecnico spagnolo nella costruzione di un gruppo tutto nuovo, molto giovane, ma che ha già mostrato sprazzi di qualità. E Parma, sotto questo punto di vista, ha dato qualche indicazione in più: Gallego ha cambiato qualcosa e ha ricevuto risposte sia dal nuovo tandem offensivo sia da un centrocampo ridisegnato dall’assenza di Tronci. Adesso tre settimane di stop, utili per ricaricare le pile e lavorare su quei dettagli che in queste prime cinque giornate hanno fatto la differenza, nel bene e nel male. Dopo la sosta i rossoblù affronteranno il Monza per una prova importante quanto stimolante. Il punto di Parma, intanto, permette di chiudere questo primo blocco di campionato con una risposta importante dopo il passo falso contro l’Inter e con qualche soluzione in più a disposizione di Gallego.




















