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Kiliçsoy simbolo dell’annata del Cagliari: come giudicare il turco e cosa fare con lui in futuro?

Semih Kilicsoy durante Cagliari-Hellas Verona | Foto Luigi Canu
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Semih Kiliçsoy, in breve il giocatore simbolo della stagione vissuta fin qui dal Cagliari. Dagli slanci emotivi al rimpianto di ciò che poteva essere e invece, per ora, non è stato. Il calciatore turco, di proprietà del Besiktas e in prestito in rossoblù, dopo un mese, tra fine 2025 e inizio 2026, vissuto quasi da fenomeno è tornato a essere il vero oggetto del mistero della rosa a disposizione di Fabio Pisacane.

Come giudicare la sua stagione?
Nell’ultimo mese il classe 2005 ha giocato appena una volta da titolare, a Pisa, e contro la Cremonese è rimasto per 90’ in panchina a guardare i compagni vincere il fondamentale scontro diretto per la salvezza. Poco meglio era andata contro il Sassuolo (7 minuti giocati) e contro il Napoli (circa 25 minuti). Fin qui in stagione per il duttile attaccante turco 22 presenze (975 minuti totali) e 4 reti. Un rendimento che, se messo sopra la bilancia del giudizio, non riesce a pareggiare il peso delle aspettative estive e delle promesse non mantenute tra l’autunno e la primavera. E giudicare la stagione del turco fin qui è un esercizio mica facile. Da una parte vanno considerati gli alibi per un calciatore alla prima esperienza lontano da casa e in un ambiente completamente differente, dall’altra però va presa in considerazione un’eccessiva difficoltà ad entrare in forma a livello fisico e di continuità. Oltre a delle lacune ancora tattiche messe in evidenza in determinate partite, specie nel fare reparto da solo (cosa che non sembra proprio il suo, come mostrato d’altronde anche in Turchia). Anche se su questo aspetto andrebbe valutato in un contesto diverso, vista la difficoltà mostrata in alcuni periodi dal Cagliari nell’innescare il proprio numero 9 con costanza e qualità.

Il nodo del riscatto
Se difficile è giudicare la sua stagione altrettanto complesso è capire cosa fare con il ventenne per il futuro. Il Cagliari ha un diritto di riscatto alto, a circa 12 milioni. Sinceramente troppi per quello mostrato fin qui dal calciatore e soprattutto per la disponibilità economica attuale dei rossoblù. Anche se su questo aspetto il caso Piccoli insegna che una cessione importante fatta all’alba del calciomercato estivo può portare a sforzi di bilancio. Ovviamente a patto che anche l’anno prossimo la squadra giochi in Serie A. A differenza di Piccoli, poi, salvo un finale di stagione da fenomeno vero, difficilmente il Cagliari riceverebbe per Kiliçsoy subito un’offerta importante da giustificare lo sforzo di 12 milioni tra qualche mese. Qualcuno dirà: si può chiedere uno sconto importante al Besiktas. Domandare d’altronde è lecito, rispondere è cortesia. Possibile che 1-2 milioni i turchi possano anche “tagliarli” dal costo totale, oppure pensare a delle formule diverse con dei bonus a scalare in caso di obiettivi raggiunti in A in futuro dall’attaccante classe 2005. Ma non aspettiamoci saldi di fine stagione. Il calciatore in Turchia è comunque uno dei più attenzionati e resta un giocatore offensivo comunque relativamente giovane e sul quale in tanti, specie in patria, puntano moltissimo per il futuro. Kiliçsoy è uno che è anche già entrato, anche se non in pianta stabile, nel giro della nazionale maggiore di Montella. Ed è il capitano dell’Under 21, nonostante alcuni passaggi meno brillanti nelle ultime uscite. Insomma, che fare con Kiliçsoy? Risposta complessa. Il Cagliari in estate sarà chiamato all’ennesima rivoluzione offensiva, in un reparto dove a parte Esposito le certezze sono davvero poche. Sarà un gioco di incastri alla turca, sperando di trovare la mossa giusta per avere finalmente un attaccante di prospettiva, al tempo stesso di sicuro affidamento ma anche di qualità, profilo che in Sardegna non si vede da un po’ di tempo.

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