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Torres | La forza del gruppo oltre ogni sfortuna e ogni aspettativa: e ora che succede?

L'esultanza dei giocatori della Torres dopo il gol di Cristian Bunino contro il Guidonia | Foto Alessandro Sanna
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Probabilmente una delle Torres più belle in assoluto della gestione Alfonso Greco. Forse il 2-0 sul Guidonia Montecelio, in un primo pomeriggio di vero autunno a Sassari, passerà un po’ sotto traccia all’interno di una stagione fin qui nata con non troppo entusiasmo (vedasi i poco più di duemila spettatori all’Acquedotto per un big match da zona playoff) dopo i patemi dell’ultima stagione, ma che invece è stata un concentrato di cuore e spirito di sacrificio. Per momento, situazione infortuni e forza dell’avversario una delle partite più importanti dell’epoca recente dei sassaresi. Con la curiosità che resta quella di capire quanto inciderà, se lo farà, questo acuto al Vanni Sanna per il continuo della stagione della Torres.

Zero compromessi
Con 14 giocatori di movimento (due difensori come Scaringi e il centrocampista Giorico in panchina) più tantissimi Primavera, senza il capitano Giuseppe Mastinu dal 27’ del primo tempo, con un solo attaccante di ruolo come Cristian Bunino e senza quello che fin qui era stato trascinatore assoluto come Lorenzo Di Stefano. Le premesse per la domenica storta, specie perché i sassaresi arrivavano già dalla sconfitta per 2-0 contro la Reggiana, c’erano tutte. E invece il velo degli alibi facili è stato gettato via da una Torres che ha giocato alla grande, dominando tutta la prima parte di gara e soffrendo il giusto nel finale, dando comunque sempre l’impressione che non avrebbe subito gol, grazie ai voli di un portiere fuori categoria come Andrea Zaccagno e a una ritrovata solidità di squadra. Un gruppo che spesso è stato indicato come fragile ed emotivo è riuscito invece a tirar fuori una prestazione da cuori forti e da forti attributi. Un messaggio chiaro mandato a se stessi e a tutto il campionato.

Momento
Quinto posto in classifica. Diciotto punti dopo undici partite. L’anno scorso i rossoblù lasciarono i 17 punti, per arrivare a quota 20 con il 2-0 sulla Ternana, solo alla ventiquattresima giornata. Era il primo febbraio. Numeri freddi e magari banali, ma utili per fare un paragone diretto sul cambio di marcia che ha fatto questa formazione. Nonostante un mercato estivo che abbia guardato in primis al risparmio e al bene delle casse del club e con una possibilità di spesa ridotta nei mesi di quasi un milione di euro. Aspetto che è bene ricordarsi per capire quanto stia andando al di là delle possibili aspettative questo gruppo. Un gruppo che ha avuto circa quindici infortuni, molti dei quali ai titolarissimi. Di cui oltre l’80% di natura traumatica, lasciando le percentuali di sfortuna/fortuna a chi ci crede. Le basi per un crollo in picchiata c’erano tutte, ma questa squadra ha una resilienza che le permette quando tutto sembra essere arrivato al capolinea di trovare quelle energie in più per fare un altro passo. Come mostrato l’anno scorso d’altronde. E gran merito va a un tecnico che avrà mille difetti ma che sa leggere il suo gruppo e che sa isolarlo da tutto e tutti.

Futuro
Per fortuna Mastinu ha subito solo una forte botta, anche se lo spavento per la brutta caduta sul ponte di Tascone è stato grande. Questione di centimetri e se il capitano rossoblù fosse caduto più sul collo le conseguenze sarebbero state ben peggiori. Da capire il suo recupero in vista di un’altra complicatissima sfida come la prossima in casa del Pescara. Dove sicuramente non ci sarà Di Stefano, con Sorrentino che non si vedrà probabilmente prima di gennaio-febbraio, con Pennington ancora out così come Nunziatini, con Kebbeh con tre costole rotte e con Scotto che ha ancora il supporto alla spalla ma che potrebbe stringere i denti magari per esserci solo in panchina all’Adriatico. Insomma, poche buone notizie dall’infermeria. Ma intanto si è sbloccato il “Re Leone” Bunino e per un attaccante non è mai banale dal punto di vista mentale, e poi c’è un Carboni in formato super. Per non parlare di un ritrovato Antonelli, di un Brentan sempre più leader e di un Zaccagno che porta punti quasi a ogni gara. Ma quella con il Guidonia è stata la vittoria del gruppo, forse la miglior risposta alle difficoltà e alle sfortune. Viene anche difficile da capire cosa potrà fare questa squadra che a turno senza 4-5 titolari è riuscita ad andare fin qui oltre le aspettative. Che margini di crescita può avere ancora questa formazione? Con la testa vista nell’ultimo turno, molto ampi.

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