Partire con una vittoria è sempre positivo, specie se il successo è frutto di una gara sostanzialmente controllata dal primo all’ultimo minuto. E pazienza per quel cartellino rosso nel finale, figlio della sincera preoccupazione per la salute di uno dei suoi ragazzi, l’ultimo arrivato Daniel Maldini, finito sui led pubblicitari dopo un contrasto sulla linea di fondo. Fabio Pisacane sapeva bene che la sfida di Coppa Italia contro l’Arezzo sarebbe stata meno semplice del previsto per il Cagliari, all’esordio ufficiale della stagione 2026-27.
Attacco impreciso
Lo diciamo subito: quella di ieri, venerdì 14 agosto, non è stata una partita spettacolare. Il gran caldo umido che da settimane non dà tregua alla Sardegna (e non solo) ha complicato la vita dei calciatori in campo, che comunque – su ambo i fronti – hanno dato prova di buona gamba e intensità. Il gol di capitan Deiola su rigore, ripetuto dopo l’errore iniziale grazie alla segnalazione del Var, ha regalato il passaggio ai Sedicesimi alla squadra di Pisacane che, per quanto costruito nell’arco dei novanta minuti, avrebbe meritato un risultato più rotondo. Eppure tra le parate del portierino Nunziante (ottimo 2007 in prestito dall’Udinese) e il gigioneggiare delle punte rossoblù, non si è andati oltre l’1-0. La produzione offensiva del Cagliari ha fatto segnare due pali, colpiti in pochi secondi da Mendy e Deiola, altrettante occasioni non concretizzate dalla coppia Borrelli-Maldini e, più in generale, la sensazione che questa squadra arrivi più facilmente nell’ultimo terzo di campo rispetto a quella della stagione scorsa. In comune, però, entrambe mantengono la scarsa concretezza davanti al portiere avversario. Le statistiche del match di Coppa (dati Lega Serie A) segnano 15 tiri e 1,43 xG a favore ma anche il 20% sulla precisione delle conclusioni e zero grandi occasioni create. Pisacane ha provato a mescolare le carte, sfruttando l’occasione per testare tutti o quasi – è rimasto fuori Kingstone – i suoi elementi offensivi a disposizione: fiducia iniziale a Trepy-Mendy, con i due baldi giovani che hanno risposto presente pur con qualche errore di misura di troppo. Piccola digressione: come già detto e ridetto in passato (ma lo ripetiamo a beneficio dei duri d’orecchio), a loro come ad altri per poter crescere serve fare e sbagliare, dato che sarebbe sbagliato aspettarsi da subito un rendimento costante “da Serie A”. Si faranno, basta avere un po’ di pazienza. Nella ripresa il tecnico rossoblù ha dato spazio a Borrelli, Maldini e Felici: il trio italiano ha provato a lasciare il segno ma, nonostante l’abnegazione di tutti, il gol non è arrivato. Mancava all’appello Kevin Carlos, certo. Bisognerà capire che tipo di impatto avrà il nuovo numero 9 rossoblù, che a Parma potrebbe trovare i primi minuti a gara in corso, ma la gara contro l’Arezzo ha confermato l’impressione che l’attacco sia ancora un cantiere aperto.
Solidità
D’altronde lo ha detto chiaro anche Pisacane nella conferenza post-partita: “Il Cagliari deve avere due anime: una in fase di possesso e una di non possesso. Non possiamo pensare di dominare l’80% di partite in Serie A. Dobbiamo essere solidi difensivamente, ma con un calcio con più qualità rispetto allo scorso anno. Il centrocampo alza il livello tecnico e ci permette di portare avanti questo progetto. Era importante non prendere gol, sono convinto che finalizzare sarà solo una questione di momenti”. Ed effettivamente la solidità si è vista anche contro la squadra di Bucchi: Caprile di fatto non ha dovuto sporcare i guanti, con il reparto difensivo che ha gestito senza patemi le fiammate degli attaccanti amaranto. A sinistra Obert è stato il padrone assoluto della fascia in entrambe le fasi, così come Rodriguez ha dimostrato di essere sempre più lucido, dato che “cattivo” lo era già. Zé Pedro non ha mai sofferto dalle sue parti, mentre Deiola al di là del gol decisivo è sembrato essersi ormai calato nei panni del leader di reparto. L’ingresso di Kofler non ha cambiato gli equilibri, con il Cagliari che ha tenuto per tutta la gara la superiorità in fase difensiva come dimostrano i numeri (22 contrasti vinti a 13, 46 recuperi palla contro 39). A questo ha contribuito certamente il rendimento della mediana, guidata da un Winks in crescita – “Ha bisogno di giocare per esprimere il suo potenziale, oggi ha fatto una buona partita”, ha detto di lui Pisacane – e da un Romano scintillante, a tratti incontenibile. Contro l’Arezzo l’italo-svizzero ha fatto vedere di avere un potenziale davvero importante, però le impressioni andranno confermate contro avversari di Serie A. Fazzini, alla prima ufficiale con la 10 sulla schiena, è andato a sprazzi come in tutto il precampionato, come se dovesse ancora interiorizzare al meglio i compiti tattici chiesti da Pisacane che ne vuole fare la punta di diamante di un centrocampo tecnico. Chiusura su Prati, entrato nel finale per un esausto Winks: quasi un quarto d’ora di cattiveria e testa lucida, doti che in passato gli erano mancate. “È un giocatore che ha la mia fiducia. Deve accelerare su alcune cose che io chiedo, sappiamo che ha solo margini di crescita”, ha detto il tecnico rossoblù in conferenza, con parole di apertura netta alla sua permanenza a Cagliari.
Futuro
Rotto il ghiaccio con una vittoria, ora per il Cagliari è tempo di pensare alla Serie A. Sabato 22 agosto alle 20.45 Deiola e soci saranno di scena al Tardini di Parma contro i ducali di Carlos Cuesta, anch’essi reduci dal successo all’esordio in Coppa Italia contro il Catania per 2-0, con doppietta del 2008 Lontani, arrivato dal Milan. Sarà un test ben più probante per capire la condizione dei rossoblù, ancora in cerca della veste tattica e tecnica definitiva, magari l’occasione per vedere Maldini dal 1’, dopo la confortante (più per la buona volontà che per il rendimento in sé) mezz’ora contro l’Arezzo. L’ex Milan è l’uomo designato per sostituire Sebastiano Esposito, pur con caratteristiche tecniche diverse. A lui il compito di accendere l’attacco del Cagliari, a cominciare dal primo scontro salvezza della stagione. In attesa di capire cosa accadrà sul fronte mercato, dato che dal 20 agosto inizierà una nuova e decisiva fase, in cui il direttore sportivo rossoblù Pietro Accardi dovrà essere abile a fare le mosse giuste, sia in entrata che in uscita, per definire (almeno fino a gennaio) il gruppo da dare in mano a Pisacane. Può ancora succedere di tutto e il tecnico lo sa bene: “Mancano 17 giorni alla fine del mercato e bisogna capire se ci sarà l’opportunità di mettere qualcuno dentro, dipende da chi uscirà”. Sarà una seconda metà di agosto ancora caldissima, questo è certo, ma intanto il Ferragosto è salvo. Ed è già qualcosa.
























