Il primo atto di un mese e mezzo ricco di insidie e difficoltà è stato dal doppio risvolto per la Torres di Alfonso Greco che, se sul campo della Reggiana è uscita sconfitta per 2-0, allo stesso tempo può essere comunque fiduciosa per il tipo di prestazione offerta. Una gara in cui ha avuto le chance per indirizzare il match in proprio favore, ma che come è giusto che sia contro un avversario di quel livello, ha pagato le diverse occasioni concesse. Una gara che deve certamente essere analizzata con occhio critico, senza però esimersi da considerare quella che è la realtà e l’attuale momento dei sassaresi.
Realtà
Non inganni il recente trend della Reggiana, ovvero il doppio ko in fila che ha accompagnato i granata alla sfida contro la Torres, a cui ha fatto seguito la gara sospesa per maltempo contro il Pineto che vede i ragazzi di Tesser sotto per 2-0 con ancora 18 minuti più recupero da giocare. In primis perché due di questi sono arrivati contro avversarie di un certo blasone e qualità come Perugia e Spezia, in secundis per la qualità e l’esperienza della formazione emiliana che tra le proprie fila vanta diversi giocatori che hanno un passato in Serie A o in Serie B, come Portanova, Sipos o Furlan (autore di una serie di parate superlative che hanno permesso alla Reggiana di uscire dal Mapei Stadium con la rete inviolata) e che si può permettere di lasciare in panchina calciatori del calibro di Crisetig o Henry, che per la categoria sono un lusso. Di contro a Reggio Emilia è arrivata una Torres con tante consapevolezze, reduce da un ottimo momento fatto da 6 risultati utili consecutivi – con il 2-1 sull’Atalanta U23 a suggellare un inizio di stagione più che convincente – ma in fortissima emergenza. Con diverse assenze pesanti, come Scotto, Nunziatini, Pennington, Liviero, Lunghi e Sorrentino e una panchina cortissima, composta da soli 5 giocatori di movimento a mettere l’accento sulle oggettive difficoltà con cui i ragazzi di Greco sono sbarcati in Emilia.
Prestazione
E questo preambolo non vuole essere un alibi o una giustificazione, quanto un’analisi di una situazione oggettiva che non può non essere presa in considerazione su quanto visto ieri 17 ottobre al Mapei Stadium. Detto questo in campo la Torres ha fornito una buona prestazione e ha avuto diverse occasioni: come la chance sprecata da Zecca dopo pochi giri di lancetta, il palo clamoroso colpito da Di Stefano, la punizione di Masala che Furlan ha tolto da sotto l’incrocio dei pali, solo per citare le più eclatanti. Allo stesso tempo ha concesso tanto e la difesa, che per dovere di cronaca era quasi al completo se non fosse per l’assenza di Nunziatini, ha sofferto parecchio la qualità e la mobilità dell’accoppiata Girma-Sipos, ma anche l’estro e la capacità di inserimento dell’ex Genoa Portanova. Un ko meritato, per quanto visto in campo, che sarebbe stato ancora più largo se solo tra i pali non ci fosse stato Zaccagno autore di diverse grandi giocate, in particolare nel secondo tempo su Sipos e Cavaliere. Un match che va assimilato e analizzato per capire dove si è sbagliato e come migliorare, specie nella lettura di alcune situazioni difensive. Senza però fare disfattismi. Allo stesso tempo però non bisognerà adagiarsi sulla prestazione, quanto più partire da quanto espresso in Emilia per provare a crescere ancor di più in vista di un mese e mezzo in cui la Torres sarà chiamata ad affrontare un esame di maturità per capire che ruolo dovrà giocare in questo girone B della Serie C.






















