Analizzare e dare un giudizio il più possibile oggettivo e onesto sull’esordio amaro della Torres in campionato, sconfitta per 2-1 a Livorno, è molto più complesso di quanto si possa pensare. Gli spunti sono molteplici, anche se la base attualmente da cui partire sembra solo una: la rosa a disposizione di Alfonso Greco al momento, sia per qualche acciacco di troppo che per dei mancati arrivi dal mercato, sembra troppo corta per sognare di fare qualcosa di molto diverso dalla scorsa stagione.
Gestione
Va detto che fin quando ne ha avuto la Torres a Livorno ha fatto la gara. Anzi se al primo tempo i sassaresi fossero andati al riposo sul 2-0, o sul 3-0, ci sarebbe stato pochissimo da dire. Però con i se e con i ma non si smuove la classifica. Poco cinismo sotto porta e disattenzioni nei momenti chiave della partita, queste le lacune principali che sono costate almeno un punto che i rossoblù avrebbero più che meritato in Toscana. E poi tantissima stanchezza nel finale, con il passare dei minuti si è avuta la netta sensazione che la Torres da un momento all’altro avrebbe lasciato sfuggire via i punti per una lucidità persa con le gambe diventate troppo pesanti. E in questo senso stupisce un po’ la gestione di Alfonso Greco. Vero, forse in panchina l’allenatore romano non aveva nessun calciatore in grado di dare un cambio drastico con qualità e dinamismo al gioco. Però è anche vero che scelte già conosciute come Masala o Carboni potevano essere quelle ideali per far rifiatare alcuni profili ormai molto stanchi da diversi minuti e provare magari non a vincere per forza ma almeno a contenere un 1-1 importante. Che avrebbe comunque rappresentato un ottimo inizio di campionato, data la piazza avversaria e la sua forza (ancora tutta da vedere con i nuovi innesti e con l’impressione che aver lasciato dei punti a questo Livorno sia un vero delitto). Che Greco lo abbia fatto di proposito per mandare un messaggio al club perché ha bisogno di rinforzi? Sembrano solo chiacchiere, anche perché nessuno gioca a perdere dei punti e l’allenatore ex Lanusei è famoso per la gestione parsimoniosa delle sostituzioni e della propria rosa. E invece così i sassaresi hanno iniziato la stagione con due sconfitte di fila tra Coppa Italia e Serie C, il contrario dell’anno scorso con Pazienza quando furono due vittorie. E questo ci fa capire quanto poco indicativo sia il calcio di agosto e quanto con i giudizi estremi bisogna sempre andarci con le pinze in questo momento. Anche se provare a fare delle previsioni è l’esercizio di stile più divertente all’interno del mondo pallonaro.
Dubbi
Rispetto all’anno scorso l’impressione è che giocatori con l’impatto di Sala, e anche Zambataro, in rosa per ora non ci siano. E bisogna comunque ricordarsi che la rosa dell’anno scorso si è salvata ai playout. E che sulla carta il girone B nella stagione appena iniziata sembra molto più competitivo e complicato di quello andato in archivio solo qualche mese fa. Probabile che molto dell’impatto iniziale dipenda anche dai tempi di recupero di Sorrentino, anche perché a parte Scotto e Di Stefano lì davanti non ci sono proprio scelte. Anche se sicuramente è stata sbagliata la gestione di Sanat. Che almeno fino alla definitiva cessione poteva comunque essere utilizzato per dare una mano anche solo dal punto di vista numerico (inizialmente indicato come fuori rosa per il mercato e poi a fine gara dato come infortunato). Come succede in qualsiasi squadra di calcio in questi casi. Come insegna il passato a fine agosto non bisogna né esaltarsi né disperarsi, ma sicuramente la Torres a Livorno ha ricevuto una serie di importanti indicazioni da non sottovalutare. In attesa di un messaggio da parte della società sul mercato.
























