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Torres: a Sestri segnali incoraggianti per la salvezza e per un rilancio futuro

Nicolò Antonelli durante Bra-Torres | Foto Ufifcio stampa Bra
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Per capire il peso specifico dello 0-1 di Sestri Levante per la Torres di Alfonso Greco, nell’andata del playout contro il Bra, bisogna interrogare i numeri stagionali della squadra rossoblù. I sassaresi sono arrivati alla doppia sfida da dentro o fuori nello spareggio per tenere il professionismo con 6 vittorie (sei!) in nove mesi di campionato. E gol fatti? 32 in 36 partite, quarto peggior attacco del torneo dopo Pontedera, Guidonia e Sambenedettese. Non tenersi stretto il successo in Liguria vorrebbe dire guardare a una realtà diversa da quella che è stata raccontata dal campo nell’ultima annata in casa Torres.

Testa
A incoraggiare è stata anche la capacità della Torres, per bravura e fortuna (che nella stagione regolare, al di là delle evidenti lacune del progetto, ha latitato), di portare dalla propria gli episodi chiave della sfida al Bra. Un gol al primo tempo nel momento migliore degli avversari, poi la forza di non crollare in una ripresa un po’ con la lingua fuori per assenza di alternative ritenute valide da Greco. Con il rammarico di non aver trovato la via del 2-0 o 3-0 che i sassaresi hanno costruito, con l’occasione di Zecca a inizio secondo tempo oppure con la traversa di Di Stefano. Anche se un risultato più rotondo sarebbe stato esagerato nei confronti di un Bra che ha fatto la propria gara con intensità, anche se un po’ a folate. Aspetto che deve tenere alta l’attenzione per un ritorno al Vanni Sanna che sarà indirizzato su binari giusti per la squadra di Greco ma che non deve essere presa sottogamba, specie nei primi 30-35 minuti. Non è un caso che lo stesso allenatore romano al triplice fischio dopo i complimenti di rito ai suoi ha ribadito più volte: “Adesso però non pensiamo di aver fatto qualcosa, non abbiamo fatto niente e servirà la stessa mentalità nel ritorno in casa”.

Futuro
E proprio trasformare il ritorno in una festa, o forse meglio in una liberazione da una stagione storta, mal programmata e che ha lasciato scorie, deve essere il mantra rossoblù. Anche perché pare evidente che da questa settimana non passa solo la salvezza e la conferma del professionismo ma anche lo slancio, emotivo e non solo, per le basi della stagione che verrà. In un girone B che guardando alle retrocesse dalla cadetteria e a come si sta ridisegnando la Serie C che sarà sicuramente più complesso e combattuto rispetto a questa stagione. Una sfida in più per un club che fino al 16 maggio ha messo tutto, anima e corpo, per tenere la categoria e per rialzarsi da una serie di valutazioni errate e di mancanza di carattere a tratti da parte del proprio spogliatoio, e che sarà chiamato a rimettere insieme i pezzi per gettare nuovi basi, con gran parte della rosa che sembra arrivata a fine ciclo o che non ha convinto davvero per una riconferma a occhi chiusi. Esercizio non facile, chiaro che una notte serena al Vanni Sanna per chiudere il peggiore anno della gestione Abinsula renderebbe tutto più facile. E soprattutto lo meriterebbero quei tifosi che anche ieri a Sestri hanno seguito la squadra in massa.

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