I nostri giudizi sul Cagliari che ha vinto per 1-0 contro il Lecce nella terza giornata di Serie A alla Unipol Domus.
Le Pagelle
Caprile 6,5 – Un paio di parate nel primo tempo su Coulibaly e Stulic, nella ripresa resta praticamente a guardare i compagni fino al rischio finale tra errore nel rinvio e uscita bassa a salvare se stesso.
Zé Pedro 7 – Mette i brividi a Pisacane dopo un colpo al ginocchio destro, poi si riprende alla grande e da un paio di suoi inserimenti nascono diversi pericoli per la difesa leccese.
Deiola 7 – Sempre più a suo agio nel ruolo di leader difensivo, sia sui contrasti che sui palloni alti.
Rodriguez 6,5 – L’errore di Coppa Italia è già dimenticato con una partita solida e attenta. Un po’ stanco, lascia il campo poco dopo l’ora di gioco (dal 65’ Kofler 6 – In assenza di Mina sembra sempre più un co-titolare in difesa, stavolta si sistema nel centrosinistra e fa bene il suo lavoro).
Obert 6,5 – Un po’ troppo distratto sulla gestione sui fuorigioco, però è padrone della fascia mancina.
Romano 6,5 – Meno in vista rispetto ad altre gare, in certe sue giocate ricorda Palestra nella semplicità dei gesti e nella netta superiorità creativa rispetto all’avversario. Fondamentale per questo Cagliari.
Winks 7,5 – Forse spronato dalle parole di Pisacane alla vigilia, l’inglese si mostra subito più pimpante facilitato anche dalla lentezza del fraseggio giallorosso. La velocità di pensiero sembra quella dei tempi migliori, in entrambe le fasi.
Fazzini 7 – Tra i migliori nel primo tempo: volitivo e combattivo come mai prima. Gran parte del gol di Maldini è merito suo, con una palla perfetta per precisione e potenza solo da deviare in rete. Si divora il 2-0 a inizio ripresa, lascia il campo all’ora di gioco tra gli applausi (dal 60’ Felici 6 – Entra a destra e subito si “mangia” Thiago Gabriel ma sbaglia la scelta sul passaggio, poi però è sfortunatissimo e si fa nuovamente male al ginocchio. Esce tra le lacrime, non ci voleva. Un grosso in bocca al lupo; dal 74’ Gagliardini 6 – Esordio in rossoblù per l’ex Inter, dentro a freddo per dare sostanza alla mediana).
Adopo 7 – Come potrebbe questo Cagliari giocare senza il suo pendolino con il numero 8? Esterno adattato, è l’equilibratore della fascia destra tra Romano e Zé Pedro.
Maldini 7,5 – Un paio di guizzi e poi l’incornata prepotente che gli vale il primo gol in rossoblù. Va vicino al 2-0 in ripartenza e poi su punizione, con palo clamoroso si prende qualche pausa di troppo ma ha dei numeri unici nel bouquet offensivo rossoblù (dal 65’ Fadera 5,5 – Ancora un po’ troppo fumoso, ma dà sempre l’impressione di poter trovare la giocata dal nulla. Il problema è che tra scelte ed errori – difensivi e offensivi – mette in pericolo i 3 punti.
Mendy 6,5 – Unico terminale offensivo a disposizione di Pisacane, ingaggia il solito duello di fisico e strappi con il centrale avversario, con il solito campionario di colpi di genio e scelte rivedibili. Prende un palo clamoroso a inizio ripresa, poi non è assistito a dovere dai compagni ma lotta come un leone. Esce stremato (dal 74’ Sugamele 6,5 – Esordio in Serie A per la stella dell’Under 20, non si fa vincere dall’emozione: va vicino al gol in ripartenza, ci vuole una gran parata di Falcone per negarglielo).
All. Fabio Pisacane 7 – Ripropone per la terza volta di fila lo stesso undici di partenza e certamente i meccanismi della manovra ne beneficiano. Nel primo tempo il suo Cagliari schiaccia il Lecce, con un palleggio ordinato e a tratti spettacolare. Nella ripresa costruisce e sfiora il raddoppio, ma vanno ancora registrati ancora i movimenti offensivi. Chi si aspettava una reazione dopo l’eliminazione di Coppa Italia si può ritenere soddisfatto: con una rosa che si assottiglia giorno dopo giorno (il ko di Felici sembra purtroppo serio) il tecnico rossoblù sta avendo le prime risposte positive dai suoi, sotto tutti gli aspetti. E con sei punti dopo tre gare, con due scontri diretti su due, è certamente un bel vivere.




















