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Le Pagelle | Cagliari: Deiola leader vero, Mendy e Winks da applausi

Harry Winks in Atalanta-Cagliari | Foto Valerio Spano
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Le nostre valutazioni al termine del match vinto dai rossoblù di Fabio Pisacane contro l’Atalanta di Maurizio Sarri per 1-2.

Le Pagelle

Caprile 7 – Sporca i guanti su Scamacca dopo pochi minuti, poi non può nulla sul gol del 9 bergamasco. Attento sui tiri da fuori degli atalantini, presente quando serve.

Zé Pedro 7 – Rowe non è un cliente banale, ma il buon José Pedro gli spiega che per girare dalle sue parti serve un pass speciale che l’ex Bologna non possiede. Lancia di prima Adopo sul gol di Mendy con una tecnica da trequartista, si fa male alla mano ricadendo su un contrasto, lascia il campo dolorante (dal 68’ Sugawara 6,5 – Esordio in rossoblù per il terzino giapponese che subito mette in mostra una tecnica importante).

Deiola 8 – Cattivo, attento e pulito negli interventi: da centrale il capitano migliora partita dopo partita. In area di rigore i palloni sono tutti suoi, anche quello che diventa l’assist involontario per Scamacca. Si guadagna il rigore dell’1-2 e nell’assedio finale tiene su la baracca nonostante i crampi.

Rodriguez 7,5 – In dubbio fino all’ultimo, Pisacane gli dà fiducia al posto di Mina e l’uruguaiano risponde presente, nonostante un primo tempo in lieve difficoltà su Scamacca. Nella ripresa sale di tono e si vede.

Obert 7 – Un po’ meno ficcante del solito perché l’Atalanta spinge più a destra e lui si trova a dover dare equilibrio alla catena mancina rossoblù. Sfortunato nella deviazione sul destro di Scamacca che probabilmente manda fuori tempo Caprile, nella ripresa sfiora il gol con una delle sue solite percussioni.

Romano 7 – La sua decisione di cambiare nazionalità lo ha messo al centro delle cronache sportive tra Italia e Svizzera, ma non sembra per nulla turbato dal clamore mediatico. È suo il primo trillo del match, con un mancino dal limite che costringe Carnesecchi a una super parata. Peccato per l’assist a Mendy vanificato dal fuorigioco, l’ennesima palla visionaria del suo campionario.

Winks 7,5 – È l’ago della bilancia della mediana rossoblù, difensore aggiunto quando serve e filtro perfetto per far ripartire l’azione. Sempre più imprescindibile per gli equilibri di Pisacane, la sua tranquillità nel gestire palloni scomodi è contagiosa per i compagni.

Fazzini 6,5 – Propositivo, pronto al sacrificio e sempre nel vivo del gioco nel primo tempo, lascia il campo a Fadera per esigenze tattiche (dal 57’ Fadera 6 – Dentro per vivacizzare l’attacco rossoblù, il gambiano resta ancora l’oggetto misterioso di questa prima parte di stagione).

Adopo 7,5 – Almeno metà del gol di Mendy è merito suo, con una sgroppata alle spalle di Kolasinac e con il tocco perfetto al centro per il senegalese. Ex forse non rimpianto abbastanza dalle parti di Bergamo, conferma la sua crescita prepotente.

Maldini 7 – È tra gli ex più attesi: ci mette quasi mezz’ora ad accendersi: è il solito Daniel, ancora a intermittenza, con grandi picchi. Griffa il secondo gol con la maglia del Cagliari ed è di importanza capitale (dal 79’ Kofler 6,5 – Entra per difendere l’area rossoblù nella corrida finale, lo fa egregiamente).

Mendy 7,5 – Tre gol in Serie A, tutti all’Atalanta: il Polpo rossoblù quando vede i bergamaschi diventa Van Basten. Una rete da grande centravanti, uno annullato per un’inezia: mette in gran difficoltà Kossonou, esce stremato tra gli applausi (dal 78’ Kevin Carlos sv – Torna in campo dopo il grave lutto che lo ha colpito, fa tanta fatica contro la difesa di casa).

All. Fabio Pisacane 8 – Sceglie il solito undici e l’approccio dei suoi lo ripaga. Il gol di Mendy è la naturale conseguenza della nuova mentalità rossoblù: fa sfogare l’Atalanta nel primo quarto d’ora, la punisce in ripartenza con una grande costruzione. Il suo Cagliari paga la tassa Scamacca sull’unico vero errore del primo tempo. Nella ripresa fa lo stesso sfruttando i limiti dei nerazzurri di Sarri, grazie a una squadra che gioca all’unisono e tenendo botta fino all’ultimo. Ed è gran parte merito suo, che fin qui è riuscito a trasmettere il suo attaccamento ai colori rossoblù ai suoi giocatori.

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