Non poteva esserci forse un miglior approccio per la volata finale di un campionato caratterizzato da tante e dure salite, qualche traguardo volante fallito e alcuni problemi fisici e meccanici che hanno complicato la corsa. Utilizzando una metafora ciclistica, la gara a tappe della Dinamo Sassari non è ancora compromessa, anzi. Dalla frazione dolomitica in Trentino la squadra di coach Veljko Mrsic ritorna in Sardegna con due punti e un discreto bagaglio di consapevolezza e fiducia utili per il finale di stagione.
Risposta
La pausa e il percorso di avvicinamento alla sfida contro l’Aquila di coach Cancellieri non era stata delle più semplici per svariati motivi. I recenti infortuni di Thomas, recuperato ma visibilmente non al meglio, un Marshall ancora non pronto (ma potrebbe esserlo a brevissimo), ma soprattutto gli addii di Pullen e Johnson uniti a qualche “chiacchiericcio” della piazza che ha infastidito il club. Le parole del direttore generale Jack Devecchi durante la presentazione del nuovo acquisto Daryl Macon hanno spazzato via alcune voci di ridimensionamento, a cui si sono aggiunte le dichiarazioni di Mrsic che ha predicato unità da tutte le componenti in vista di un finale di campionato ancora da scrivere. Il successo di Trento parte anche da qua, dalla volontà di dare una risposta in un momento non banale, in cui si inizia a programmare anche il futuro, come confermato dall’ex capitano biancoblù nella Club House qualche giorno fa: “Stiamo già lavorando per la prossima stagione con i contratti in essere e sui prolungamenti, non vogliamo trovarci nella situazione dell’estate scorsa, specie con gli italiani”. L’ombra di un coinvolgimento forte nella lotta per evitare l’ultimo posto che significherebbe retrocessione è sempre più flebile, con Treviso che ha perso ancora contro Venezia pur dimostrando di essere squadra più che viva e che farà di tutto per mantenere la categoria da qui al 10 maggio. La squadra dell’ex GM Pasquini è ora distante otto punti da una Dinamo Sassari che sì rimane al terzultimo posto, ma che vede i playoff distanti solo due lunghezze in un campionato compatto come non mai nelle posizioni che vanno dal 6° al 13° posto. Tutto può succedere e la Sassari vista in Trentino ha le carte in regola per gettarsi nella mischia.
Campo e futuro
Un pugile sull’orlo del ko che ha saputo trovare la reazione nel momento giusto. Una risposta non banale quella della Dinamo che più volte ha rischiato di essere messa al tappeto dalla squadra di Cancellieri, ma che ha saputo rialzarsi dopo dei montanti forti e alla fine sbancando la BTS Arena dopo un overtime. La copertina se la sono presa Desure Buie e il nuovo acquisto Daryl Macon: il numero 4 ha tratto enormi benefici dalla pausa ed è tornato ad altissimi livelli, inventandosi la giocata che ha portato all’overtime la gara, mentre il nuovo arrivato ha avuto un impatto devastante. Debutto sul parquet ed è subito percorso netto dal campo e alcuni assist sfornati per i compagni prima di incappare in una scivolata che ha fatto temere il peggio: al ritorno in campo l’ex Panathinaikos e Galatasaray è ripartito con le mani fredde, che si sono scaldate però al momento giusto a cavallo tra il quarto finale e l’overtime. Bene anche un presente McGlynn soprattutto in clutch time, un Ceron che ha risposto più che presente nell’avvio di gara, mentre rimandati Thomas e Beliauskas: il capitano è ancora lontano dalla forma migliore e lo si è visto specialmente nel terzo quarto, mentre il lituano, pur offrendo un buon contributo, ha commesso due ingenuità che avrebbero potuto compromettere il successo della Dinamo che si è ritrovata anche senza Mrsic. Per il coach un piccolo calo di pressione che gli ha impedito di guidare la squadra in prima persona e l’assistant Oldoini che non l’ha fatto rimpiangere in cabina di comando. Ora la Dinamo può guardare più serena al futuro: il probabile rientro di Marshall, l’arrivo di Macon e i playoff a due punti potrebbero dare un’ulteriore spinta ai biancoblù attesi dalla sfida casalinga contro Reggio Emilia nel prossimo turno. Al Pala Bigi, nel turno che ha chiuso il girone di andata, è stato forse il momento più basso del campionato del Banco di Sardegna, che arrivava da un altro picco prestazionale della stagione come la vittoria sulla Germani Brescia. Anche per questo motivo la sfida contro la UnaHotels assume i connotati di un esame da non sbagliare per spazzare via definitivamente altre nubi su un’annata che rimane comunque non limpida.












