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Dinamo Sassari, atteggiamento sbagliato e calendario: per evitare la A2 serve un miracolo

Andrea Mezzanotte e Marco Ceron nel finale di Dinamo Sassari-Veenzia | Foto Luigi Canu
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“This is the end/ My only friend, the end/ Of our elaborate plans, the end/ Of everything that stands, the end”. Sarebbe molto semplice scegliere la colonna sonora degli ultimi minuti di Dinamo Sassari-Reyer Venezia andata in scena al Pala Serradimigni e che ha visto i biancoblù certificare un ultimo posto in classifica sulla carta difficile da abbandonare. Le facce e il mood di giocatori, staff e tifosi si sposava perfettamente con l’ultima traccia dello straordinario album omonimo di esordio dei The Doors, band dalla carriera breve quanto folgorante.
Energia diversa
Assimilata la vittoria di Treviso nell’anticipo su Udine, dalla squadra di coach Veljko Mrsic ci si aspettava un volto diverso. Se il gap con la Reyer Venezia, ieri tornata solida e inscalfibile come nelle migliori uscite stagionali dopo alcuni up and down,  era già una cosa asserita prima dalla palla a due, Sassari non è riuscita a mettere quel qualcosa in più nell’atteggiamento e nella fame che avrebbe potuto rendere la sfida più equilibrata. Un match che ha visto da subito gli avversari scappare, sfruttando palle perse e quelle situazioni fifty-fifty che hanno praticamente sempre premiato gli oro-granata, a eccezione di una palla recuperata da Thomas nel secondo quarto per un canestro di Beliauskas. Venezia ha così potuto inserire il pilota automatico già sul finire del primo quarto, colpendo con i suoi giocatori di maggior talento (Cole, Parks e Wiltjer su tutti) e affondando una Dinamo incapace di avere una concreta chance di tornare in partita. Chi ci ha provato di più è stato “l’insospettabile” Marco Ceron: l’ex della gara ha messo alcune triple importanti, provando ad accendere un ritrovato Pala Serradimigni che ha sostenuto per quasi tutta la durata della gara la squadra e che solo nel finale si è lasciato andare a dei fischi di delusione. Ma soprattutto Ceron è stato l’unico a metterci la faccia giusta in difesa, come ammesso anche da coach Mrsic in conferenza stampa: “L’unico giocatore nostro che era sul livello giusto di energia e atteggiamento è stato Ceron. Qualcuno l’ha fatto anche dopo, ma la partita è iniziata alle 5. Gli altri non sono stati al suo livello. Non abbiamo fatto abbastanza pressione sulla palla in difesa, quando Ceron si è messo sul play avversario abbiamo fatto vedere il nostro miglior momento”. Un atteggiamento sbagliato per gran parte del resto della squadra, a cominciare dagli esterni Buie e Macon che sì hanno trovato il canestro di tanto in tanto ma non hanno saputo portare pressione ai registi della squadra di Spahija.
A caccia di miracoli
Considerati calendario e forma, alla Dinamo servirà il più classico dei miracoli sportivi per mantenere la categoria. Per i biancoblù è alle porte un weekend di sosta dovuta alla mancata trasferta dell’esclusa Trapani: un periodo che dovrà necessariamente essere sfruttato per recuperare l’infortunato Visconti (out per la seconda partita di fila) e Zanelli, ieri sfortunatissimo nel farsi male nel suo primo possesso giocato che è coinciso con una palla persa e canestro degli avversari. Una sosta utile anche per lavorare sul gruppo e provare a mettere in piedi due imprese contro Virtus Bologna e Germani Brescia, anche se paradossalmente due vittorie contro le due formazioni che si stanno giocando il primo posto nella regular season potrebbero non bastare. Il successo di Cantù nel sentito derby contro Varese ha di fatto tolto dalla corsa salvezza i brianzoli di De Raffaele, con l’ultimo posto che sembra ormai affare di Treviso e Dinamo. I veneti scenderanno in campo il 26 aprile a Brescia, per poi fare visita nel turno successivo proprio a Cantù e chiudere con Reggio Emilia già certa dei playoff. Incroci che sembrano dire che il destino di Sassari è ormai segnato, ma lo sport, soprattutto il basket, è fatto di dettagli e imprese da raccontare. D’altronde, chi si aspettava che una realtà proveniente dalla Sardegna potesse aggiudicarsi il Triplete soltanto 11 anni fa?

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