Con i suoi gol ha trascinato il Cagliari in stagioni incredibili, diventando un simbolo del popolo sardo: in vista della gara che vedrà il Cagliari affrontare l’Inter a San Siro, abbiamo fatto una chiacchierata con Robert Acquafresca, uno dei calciatori più amati dalla piazza rossoblù nella storia recente del club.
Stasera si gioca Inter-Cagliari: impossibile non pensare a quel 10 gennaio 2009, quando hai segnato a San Siro contro l’Inter di Mourinho. Che ricordi hai di quel gol “da ex”?
“È stato un gol bello e importante perché siamo andati lì per pareggiare e abbiamo anche avuto l’occasione per vincere. Eravamo una squadra giovane come quella del Cagliari di adesso. Ci ha fatto molto bene quel pareggio, a noi ma anche al calcio in generale.”
In quella partita hai sfidato una difesa composta da Samuel e Cordoba, mentre davanti c’era Ibrahimovic. Che sensazione provi guardando oggi la rosa dell’Inter e confrontandola con quella corazzata che siete riusciti a fermare con il Cagliari di Allegri?
“Penso che la formazione attuale dell’Inter sia una grande formazione di tutto rispetto. Noi però abbiamo affrontato quell’Inter in cui mancavano solo Milito e Thiago Motta, e poi sono andati a vincere il triplete. Stiamo quindi parlando di un centrocampo in cui c’era Stanković, in difesa c’erano Zanetti, Maicon. Era una squadra fortissima.”
San Siro è uno stadio importante. Cosa deve fare stasera il Cagliari per non farsi schiacciare dalla pressione di uno stadio che spinge l’Inter verso l’obiettivo scudetto?
“È molto difficile la partita di stasera in uno stadio del genere. Il Cagliari dovrebbe cercare di giocare una partita tentando di rispondere agli attacchi che farà l’Inter. Chiaramente non sarà facile, dipenderà da quanto saranno propositivi i nostri giocatori. Sicuramente a difendere siamo bravi, quindi quella del Cagliari sarà una partita prettamente difensiva, ma bisogna poi anche proporsi.”
Sempre parlando dell’Inter, quale pensi possa essere un punto debole che il Cagliari potrebbe cercare di sfruttare per mettere in difficoltà la formazione nerazzurra e per portare a casa una prestazione di qualità?
“Ci sono veramente pochi punti deboli. Più che pensare ai loro punti deboli io mi focalizzerei su noi stessi, sul Cagliari. Abbiamo vinto contro la Juve, contro la Roma. Con le grandi squadre abbiamo sempre detto la nostra, quindi dobbiamo continuare su quella scia.”
In questo girone di ritorno il Cagliari ha passato un lungo periodo senza vincere una partita, mentre sabato scorso è arrivata l’importante vittoria contro la Cremonese. Come pensi che la squadra debba affrontare questo finale di stagione per conquistare l’obiettivo salvezza e cosa ne pensi della prestazione nella partita contro la Cremonese?
“Penso che contro la Cremonese sia stata una vittoria fondamentale per come si era messa la situazione. In più rispetto alle partite precedenti c’è stato solo il risultato, perché all’inizio della partita la squadra era abbastanza titubante, poi nel secondo tempo è riuscita ad esprimersi meglio. Si sentivano la pesantezza e la pressione di una partita del genere. Adesso ci sono delle partite non facilissime. Ci siamo avvicinati molto all’obiettivo e secondo me serve ancora un ultimo sforzo.”
Per la partita di stasera il mister Pisacane si trova davanti ad una vasta scelta in attacco, con i ritrovati Belotti e Borrelli, con il talento di Kiliçsoy che abbiamo visto poco nelle ultime partite, e con la partita da “ex” di Esposito. Se tu fossi nei panni dell’allenatore, su quale coppia offensiva punteresti per scardinare la difesa dell’Inter?
“E’ una bella domanda. Sicuramente Fabio, che è stato un mio compagno e amico, saprà sicuramente più di me. L’allenatore ha la situazione sott’occhio tutti i giorni, saprà meglio di chiunque altro chi si è allenato bene e chi è in un momento positivo, quindi è una domanda difficile. Penso a Belotti che, nonostante la voglia di rientrare, a parer mio dovrebbe essere salvaguardato, non credo abbia i 90 minuti nelle gambe. Penso anche a Borrelli rientrato sabato scorso da un infortunio. Kiliçsoy che non gioca da un po’. Sicuramente Esposito farà parte dell’11 iniziale, poi il resto dipenderà da che gara vorrà fare il mister.”
Rimaniamo sempre in tema attacco: credi che Kiliçsoy abbia dimostrato quella “scintilla” necessaria per giustificare un sacrificio economico di 12 milioni per il suo riscatto da parte del Cagliari?
“Fino a metà campionato ha fatto uno scorcio di stagione molto interessante. Ovviamente non essendo all’interno della squadra non posso sapere il perché del poco minutaggio ultimamente. Sicuramente il Cagliari dovrà ponderare bene la scelta.”
Chiudiamo parlando invece di Belotti: è tornato dopo ben 196 giorni di assenza a causa della rottura del legamento crociato, procurata proprio nella partita in casa contro l’Inter. Pensi che in questo finale di stagione possa incidere il suo ritorno per l’obiettivo salvezza? Cosa ti aspetti da lui?
“Me lo auguro per lui e per il Cagliari, perché immagino solo come possa esser stato rompersi il crociato quando hai un anno di contratto e hai una certa età, ma soprattutto quando sei partito alla grande come ha fatto Belotti, mi è dispiaciuto molto per lui. Qui a Cagliari comunque noi attaccanti abbiamo sempre fatto bene, quindi gli auguro di tornare e di essere decisivo, rimanendo ancora in Sardegna”.














