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Verona, Sogliano: “Valutazioni su Zanetti. Serve un’altra testa o non ci salveremo”

Sean Sogliano in conferenza stampa alla Unipol Domus | Foto Luigi Canu
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Queste le dichiarazioni ai microfoni di Dazn e Sky del direttore sportivo dell’Hellas Verona Sean Luca Sogliano dopo la sconfitta per 4-0 contro il Cagliari. Di seguito le sue parole.

Sul momento
“Difficile spiegare questo periodo e questa gara. La squadra nelle difficoltà non è riuscita a essere compatta e questo mi dispiace. Nel primo tempo abbiamo preso due tiri e due gol. Giocare in dieci per una squadra mentalmente giù non è semplice. Nessuno di noi, dalla dirigenza, ai tifosi, ai giocatori e l’allenatore è contento. Bisogna reagire – ha detto su Sky Sogliano – Sono venuto io a metterci la faccia perché non mi sembrava giusto mandare l’allenatore in questo momento, dopo una brutta sconfitta. È stata una partita strana, segnata da molti episodi che ci hanno condizionato. Nel primo tempo eravamo anche partiti bene, però dopo, sugli episodi negativi, non abbiamo reagito: non abbiamo giocato e non abbiamo lottato come una squadra deve fare nei momenti difficili. Questo è un momento molto complicato per noi. È il quarto anno che attraversiamo periodi difficili, ma questo è un momento che non mi piace, perché è un momento in cui tutti dobbiamo prenderci le nostre responsabilità. È vero che, in questi quattro anni in cui abbiamo raggiunto l’obiettivo, ci sono sempre state anche sconfitte pesanti e abbiamo dovuto saper reagire con equilibrio. Però adesso c’è qualcosa che non va, e non mi piace. Per questo è giusto che venga io a parlare. È inutile che venga l’allenatore, è inutile che vengano i giocatori. Torniamo a casa con zero punti, in un momento delicato, con una classifica difficile. Però una cosa deve essere chiara: l’onore non deve mai mancare. In questo momento non sono contento e sono molto arrabbiato”.

Su Zanetti
“Valutazioni su Zanetti? È normale che ci sono, quando le cose vanno male l’allenatore è il principale indiziato. Lui lo sa bene. Il Verona negli ultimi quattro anni si è salvato sempre in extremis, abbiamo affrontato tanti brutti momenti. L’allenatore è in crisi come tutti. In questo momento dobbiamo capire se siamo in grado di rialzarci oppure no. Non è il momento di parlare, è giusto che venga io piuttosto che l’allenatore. Ora torniamo a casa con zero punti e in un momento difficile. Ora pensiamo come reagire”. 

Salvezza
“È difficile come gli altri anni, ci sono squadre che stanno dimostrando un carattere superiore al nostro. Noi ogni anno cambiamo tanti giocatori, però anche nelle sconfitte bisogna salvare l’aspetto dell’orgoglio. Anche nelle partite in cui si mette male serve fare di più e stare più uniti. Quanto visto oggi non va bene che va al di là delle sconfitte. Quanto visto oggi non mi piace”.

Mercato
“Abbiamo preso qualche giocatore e cerchiamo sempre di sostituire chi parte cercando di fare il nostro meglio. Poi non è semplice, però fare mercato con una classifica non buona è complicato. In tanti hanno preferito non venire e abbiamo altri che hanno impattato bene ma sono infortunati. Abbiamo tanti problemi e in questo momento serve alzare la testa, non tenerla bassa. Sennò la classifica non cambierà. La salvezza – ha detto ai microfoni di Sky – è spesso passata dagli innesti di gennaio, capaci di portare nuova linfa alla squadra. Tuttavia, è necessario che scatti qualcosa anche al di là delle operazioni di mercato. Senza cercare alibi, va detto che in questo momento la squadra deve fare i conti con diverse assenze importanti per infortunio, come Belghali e Bella Kotchap, giocatori fondamentali. Il momento resta complicato. Sul mercato la società sta lavorando, al netto della cessione di Giovane, un’operazione che, per le cifre in gioco, era impossibile non fare, come già accaduto anche nelle stagioni passate. Non è semplice intervenire: sono arrivati diversi rifiuti da parte di giocatori consapevoli delle difficoltà che li attenderebbero, mesi in cui servirà soprattutto una forte reazione nervosa. Una reazione che la squadra deve alla piazza, ma prima ancora a se stessa. Nonostante le difficoltà, la volontà è chiara: reagire, in qualche modo, e farlo fino in fondo”.

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