Queste le nostre valutazioni sulla prestazione fornita dai rossoblù di Fabio Pisacane in occasione della sfida vinta contro l’Hellas Verona, terzo successo consecutivo per il Cagliari in campionato.
Caprile 6: si scalda soltanto quando mette in mostra il suo marchio di fabbrica, il posizionamento fuori dai pali sulle rimesse laterali del Verona. Rischia in un caso e Luperto salva e per il resto solo un intervento nella ripresa. Guanti praticamente intonsi, che sia primo o secondo tempo poco cambia.
Zé Pedro 7: resta lì sulla destra, un po’ terzino un po’ braccetto, con discreta tranquillità e senza subire mai l’avversario diretto. Pulito in costruzione, calmo ed elegante nelle poche chiusure a cui è chiamato. In più provoca l’espulsione di Sarr, aspetto che non guasta.
Mina 7: veste pantaloni militari con tasche per ogni occasione, una volta è Piccoli e quella dopo è Orban, c’è spazio per tutti. Il folletto nigeriano è una brutta gatta da pelare, in forma e pericoloso. Non se ne accorge nessuno perché il capitano rossoblù di giornata lo annulla senza nemmeno usare le maniere forti.
Luperto 7: sempre più centrale, sempre più simile alla migliore versione che sembrava persa nella prima parte di stagione. Con Mina completa una coppia perfetta, se il compagno è il braccio lui sembra proprio la mente. Gestisce Sarr senza sudare o almeno questa è l’impressione che lascia. Ritrovato definitivamente.
Obert 7,5: ha una serenità invidiabile che in alcuni casi mette paura per i rischi che corre nel tergiversare, ma fa parte del suo bagaglio ed è più che utile nel gestire la costruzione con calma e senza buttare palloni. Attento in copertura – anche se non sempre – perfetto con l’assist di tacco del vantaggio di Mazzitelli. Con la continuità cresce di partita in partita, chiude con 13 recuperi e con il 93% di passaggi riusciti e no, non da semplice compitino. Dal 79′ Idrissi 7: entra con la solita verve e attenzione in una gara di semplice gestione e che avrebbe potuto portare a distrazioni. Non contento fa il quinto che con un colpo di testa imperioso firma il 4-0 su cross dell’altro quinto. Corsa verticale, rabbia, voglia e secondo gol in Serie A, di nuovo contro l’Hellas.
Mazzitelli 7: da mistero con gennaio all’orizzonte a certezza non appena il profumo del mercato inizia a farsi sentire. Dopo la Juventus il Verona, ci ha preso gusto nel marchiare l’1-0 una volta con il destro e oggi con il sinistro. Certo, Perilli non è irreprensibile, ma la sua conclusione è secca e forte. Bravo anche nella gestione del gioco dove mette esperienza e qualità. Dal 66′ Sulemana 6,5: entra per mettere più benzina con il compagno in evidente riserva e svolge perfettamente il compito. Sarà che il Verona gli porta bene, ma appena vede gialloblù in Sardegna segna aggiungendo valore al suo ingresso. Innesto che si dimostra fin da subito utile alla causa.
Gaetano 7: non stupiscono le qualità tecniche, un po’ stupisce la capacità nel dettare i tempi lì davanti alla difesa, sorprende e non poco l’abilità nel posizionamento difensivo e nelle letture delle linee di passaggio altrui. Prova di tanta sostanza e anche qualche bel tocco, veste l’abito giusto con i nuovi compiti assegnati. Il classico nuovo acquisto già in casa.
Adopo 7,5: nella sua bio si può trovare la relazione complicata con il fuorigioco, ma al netto di questo aspetto è evidente la crescita del francese per condizione fisica e soprattutto mentale. In un centrocampo di lotta e di governo lui si occupa della prima, risultando decisivo per chi gestisce il secondo. Scarponi da montagna, fatica e polmoni, scala la mediana e non si ferma mai. Va vicino al gol nel finale, poi Sulemana completa. Insostituibile e fondamentale.
Palestra 7,5: vedi la prima mezz’ora e pensi che questa volta la gabbia in cui Zanetti prova a rinchiuderlo funzioni, poi all’improvviso sgasa, usa il fisico, regge l’urto e crea il gol del vantaggio dal nulla. Destro, sinistro, corsa a mille e fermate improvvise, è un giocatore completo che non stupisce quasi più. Vero, i prestiti secchi non sono cosa buona e giusta, ma un anno di Palestra è l’eccezione che conferma la regola. Dall’87’ Zappa 6,5: pochissimi minuti a disposizione, giusto in tempo di mettere un cross dei suoi e portare nel suo personale tabellino un assist non banale.
Esposito 7: la sua trasformazione in dieci un po’ regista offensivo e un po’ equilibratore della prima pressione è vicina al completamento e alla perfezione. Se da una parte il rapporto con il tiro (e i gol) viene a mancare, dall’altra è dai suoi piedi che spesso e volentieri nasce qualcosa per i compagni. Atteggiamento di sacrificio e abnegazione, poi il cioccolatino con pallone addomesticato e cross perfetto servito a Semih. E non solo. Dall’87’ Pavoletti SV: si prodiga da uomo spogliatoio nell’aiutare il gruppo da fuori e, appena dentro, porta a casa minuti che lo mettono nel tabellino di una vittoria sonora.
Kılıçsoy 7,5: caracolla con apparente disinteresse, ma quando la palla passa dalle sue parti la custodisce gelosamente. Baricentro basso, cosce imponenti, piede delicato. Prova l’assist con una trivela che avrebbe meritato miglior sorte, ma ormai ha deciso di regalare una perla e così arriva la rovesciata prima annullata, poi convalidata. Altro gol, altra prestazione semih-otica, con tanto significato e altrettanto significante. E ora, quei 12 milioni, non appaiono così tanti, anzi. Dal 66′ Borrelli 6,5: ingresso prezioso per la qualità nella gestione del pallone e nell’aiuto al collettivo. Poco meno di mezz’ora che confermano la sua utilità come arma per mettere in ghiaccio il pallone quando serve.
Pisacane 8: difficile scegliere il migliore in campo, poi guardi in panchina e il migliore in assoluto è l’allenatore campano. La crescita della squadra è talmente evidente che il 4-0 è una semplice conferma numerica che poco cambia il concetto. Crescita mentale, soprattutto, perché i rossoblù hanno imparato a capire i momenti della partita, hanno imparato ad aspettare, a non piacersi troppo, a essere volenterosi e attenti, ma allo stesso tempo belli e piacevoli. Singoli, collettivo, titolari e riserve, tutti sembrano avere una marcia in più. Terza formazione di fila uguale, terza vittoria di fila, undici punti dalla zona rossa e lo sguardo che non può che dirigersi a chi sta davanti. La sfida inizia adesso ed è una sfida che l’ambiente non viveva da troppo tempo, quella di guardare davanti e non indietro. E il merito è soprattutto suo.
























