Le prime parole del primo rinforzo della Torres Nicholas Pennington, con l’ex Cagliari e Olbia che dopo l’esperienza nella massima serie australiana si è presentato nella sala stampa del Vanni Sanna.
Sulla scelta
“Questa trattativa è durata un po’, circa un mese, io ho fatto una bellissima esperienza in Australia ma mi mancava ultimamente il calcio italiano e la passione dei tifosi, che qui è diversa. Volevo tornare ed è nata questa opportunità, per me casa sarà sempre la Sardegna. Ho sentito il club e la trattativa è andata subito bene. Ho sentito il mister e mi ha convinto subito il progetto e le idee tattiche che ha per me. Per qualche settimana ho aspettato perché ho avuto altre proposte ma poi ho scelto Sassari perché è casa e voglio mettermi in gioco qui in Sardegna”.
Sulla Torres
“Tornare in Sardegna per me significa tornare a giocare nel calcio italiano che per me resta pura passione. Questo mi mancava ed è questo quello che cerco e so che qui c’è tutto questo. Non ho vissuto derby all’Olbia in prima persona ma li ho guardati dall’esterno. Io voglio giocare in piazza storiche come Sassari e dove c’è voglia di vincere. Voglio riassaporare questo tipo di calcio”.
Le differenze con l’Australia e l’Italia
“La Serie C con il calcio australiano è molto diverso, lì è all’inglese, molto più di transizione e fisico. Qui c’è più organizzazione tattica. Lì però ci sono tanti giocatori da tutto il mondo e questo ti arricchisce, un bel mix di calciatori interessanti. Sono cresciuto molto fisicamente e so cosa posso fare meglio con il mio corpo in campo. Il passato a Cagliari e all’Olbia mi ha dato la tecnica e la tattica”.
Cosa può dare alla Torres?
“Penso di poter dare tanto e proverò a mettercela tutta, voglio essere un giocatore da entrambe le fasi e sono a disposizione per difendere e fare gol. Ho queste caratteristiche. Se ho seguito la Torres in questi anni? Con gli orari australiani era difficile vedere le partite, ho seguito però l’andamento della squadra specie da quando è tornato Greco ho visto una rinascita e spero ripartiamo da lì, da quello spirito. La squadra era solida. Che giocatore sono? Sono istintivo di base, quando penso meno gioco meglio. Però serve sempre lucidità nel mio ruolo”.
Sugli strappi
“Io il nuovo Sala a livello tattico? Sì ho lavorato molto in questi anni sul fisico e voglio essere anche un giocatore di strappo, così posso dare molto alla squadra rompendo alcuni equilibri. I miei moduli preferiti? Penso di averli fatti tutti, dalla mediana in su ho giocato in tutti i ruoli. Da esterno, da mediano, da trequartista, da mezzala, anche da quinto a volte. Questa è un po’ la mia forza, so essere duttile e sono a disposizione di mister Greco. In tutti i ruoli mi diverto”.


















