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Stadio Cagliari | Il Comune vota la concessione per il nuovo impianto

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Serata decisiva in Consiglio Comunale chiamato a votare la proposta di concessione per la realizzazione e la gestione del nuovo impianto sportivo cittadino.

Ad aprire i lavori è stato l’Assessore allo Sport Giuseppe Macciotta ricordando i punti chiave della concessione: “Con la proposta di deliberazione per l’affidamento alla concessione si chiude un percorso burocratico e amministrativo articolato. Se questo consiglio dovesse condividere la proposta, arriveremo al traguardo lungamente agognato. Nell’ambito di gara verranno scrutinate le condizioni e le potenzialità finanziarie di ogni partecipante e vagliate le condizioni del progetto presentato. Fase di gara a cui farà seguito nel mese di marzo del prossimo anno l’avvio della costruzione dell’opera. Nella proposta sottoposta alla validazione del consiglio vengono riproposte tutte le tappe fino alla ricezione del piano economico finanziario. Sono stati chiariti ed eliminati alla radice ogni possibile dubbio sulla legittimità della proposta sollevati. Abbiamo ritenuto di confermare la nostra adesione al più importante investimento privato con concorso pubblico nella storia della Sardegna, rafforzando la tutela dell’interesse totale della collettività e valorizzando la valenza sociale economica, culturale e sportiva dell’iniziativa per la città e per l’intera Isola. Non sta a noi valutare la volontà di questa scelta che abbiamo attuato con indipendenza assoluta, siamo confidenti che gli obiettivi prefissati possono essere raggiunti e che l’opera possa essere di gradimento all’intera collettività. Un doveroso cenno va fatto agli Europei 2032 che vedono Cagliari come possibile sede ospitante: la nostra amministrazione ha cercato di uniformarsi alle scadenze proposte dall’UEFA, ovvero quella di domani del 31 luglio per la presentazione della domanda e quale di data di inizio costruzione dello stadio di marzo 2027. Se l’aula deliberà positivamente potremo formalizzare la nostra candidatura. La priorità per la nostra città rimane comunque la realizzazione del nuovo stadio, se Cagliari verrà inserita tra le sedi ciò costituirà per la comunità ancora più soddisfazione. La concessione di diritto di superficie al proponente che il consiglio è chiamato a valutare non potrà mai comportare alcun obbligo di concessione di garanzie reali per i finanziatori né esporrà l’amministrazione a potenziali creditori. La concessione si fonda su documenti fondamentali che sono stati oggetto di esame nelle sedi competenti: il PEF nella sua versione definitiva è stato analizzato al fine di verificarne la competenza e la tenuta complessiva sul piano economico e finanziario. Riassumendo i dati fondamentali l’investimento risulta di 220 milioni, di cui 161 milioni per la realizzazione dell’intervento, 24 milioni per somme a disposizione dell’appaltante e 21 milioni per l’IVA a cui si devono aggiungere 14 milioni per oneri finanziari. Sono stati previsti interventi di manutenzione straordinaria di 30 milioni. A fronte di investimenti per la somma di 220 milioni, sono previste somme di finanziamento di 60 milioni da contributi pubblici, 60 milioni da parte di capitale proprio della società proponente, 95 milioni di capitale di debito e 5 milioni di rimborso IVA. Dall’analisi effettuata le fonti di finanziamento sono idonee alla copertura dell’investimento, in via prudenziale per costi imprevisti si è reso necessario di accantonare una somma minima di 2 milioni annui per la durata dei lavori e di 100 mila euro per la restante durata della concessione, sulla base del principio di prudenza”.

Via libera quindi al dibattito dopo i pareri favorevoli della Commissione Bilancio (5 favorevoli, 4 astenuti e 1 assente) e della Commissione Sport (7 voti a favore 3 non hanno partecipato al voto).

I principali interventi
Giuseppe Farris del Gruppo Misto: “Oggi non siamo chiamati a stabilire se dobbiamo fare il nuovo stadio o no, ma siamo chiamati a stabilire se la proposta di convenzione corrisponde all’interesse collettivo. Questa proposta distribuisce in modo corretto rischi, responsabilità e benefici economici? Il resto del finanziamento si poteva coprire con il credito sportivo e altri finanziamenti agevolati, impiegando lo stadio anche per eventi patrocinati dal Comune. Il PEF non viene misurato sulle tabelle, è una rappresentazione di ipotesi: in questo PEF abbiamo sei voci di ricavo, quello che deve corrispondere il Cagliari Calcio, l’hotel,  il centro benessere, il centro commerciale, il ricavo dei diritti di denominazione e dagli eventi. Solo il naming rights e il canone largamente sostenibile del Cagliari Calcio sono fonti di finanziamento solide ovvero il 40% circa, ma sul restante 60% non sappiamo nulla.  Il Cagliari Calcio oggi ricava circa 7 milioni di euro dall’impianto, domani con il nuovo stadio l’entità dei ricavi non saranno inferiori ai 15 milioni, che rimangono fuori dal perimetro dell’operazione a fronte di un canone che è pari a 1,17 milioni di euro. Se andiamo a vedere la bozza di convenzione il filo conduttore che lega le clausole che è rappresentato dal fatto che se entrano in gioco delle criticità queste si vanno a scaricare sul concedente e non sul privato. Il canone è puramente simbolico, solo di 100mila euro. L’interesse pubblico non viene tutelato con la fretta, ma solo con il rigore:  non chiedo che le mie conclusioni vengano condivise, ma venga condiviso il fatto che noi siamo amministratori temporanei ma questa concessione dura 50 anni e lasceremo tutte le obbligazioni per mezzo secolo alle generazioni future”.

Michele Boero (Sinistra Futuro): “Oggi è una tappa fondamentale per un lavoro di otto anni dell’amministrazione comunale e degli uffici preposti. Per troppo tempo il dibattito sul nuovo stadio è stato coperto da rinvii e ostacoli, ma l’attuale amministrazione ha avuto il merito di affrontarli uno per uno. Il nuovo stadio non è un regalo a qualcuno, ma un investimento per Cagliari in termini di rigenerazione urbana e un intervento cardine per lo sviluppo e rafforzare le connessioni tra il quartiere e il resto della città”.

Ferdinando Secchi (Lega): “Stiamo gettando le basi non per una cattedrale nel deserto, ma per una struttura che potrà essere di attrazione economica ogni giorno. Intitolare come mi auguro l’impianto a Gigi Riva significherebbe ergere un monumento dove le future generazioni impareranno i valori di attaccamento alla maglia e di valore. Il mio pensiero va al popolo rossoblù, Cagliari ha una tifoseria che sa soffrire e che non abbandona mai la nave: i tifosi hanno sofferto e meritano una casa all’altezza della loro passione. Per noi è un dovere dare loro uno stadio a cui non intendo sottrarmi, ma c’è un grande ma. Il tifo e l’entusiasmo non può offuscare la lucidità, so quanto si faccia fatica per trovare le risorse per le opere pubbliche. Mi preoccupa l’impianto contrattuale, non possiamo chiudere gli occhi ai rischi finanziari a cui è esposta la nostra città. Guardiamo i numeri e le clausole, stiamo per firmare un contratto lungo e con dei rischi. Il voto deve essere accompagnato da una vigilanza spietata, con una task force comunale dedicata a questo progetto e prevenga ogni minimo ritardo. Oggi iniziamo a restituire ai cagliaritani un’opera strategica, costruiamo questo segno ma teniamo sempre aperti gli occhi sui conti pubblici”.

Alessio Alias (Progressisti): “Sarà fondamentale la vigilanza durante tutta la durata della concessione, il valore che avrà il bene alla fine della concessione dipenderà anche dalle manutenzioni. Un patrimonio da tutelare che un domani sarà integralmente della città. Lo Stadio sia elemento più ampio di rigenerazione urbana del quartiere Sant’Elia. Per Cagliari avere uno stadio moderno rappresenta qualcosa di importante dal punto di vista sociale e collettivo”.

Marcello Corrias (Misto): “La decisione assunta oggi non riguarda solo un progetto edilizio, ma il futuro del Cagliari Calcio e della città. A scanso di equivoci voglio dire che lo stadio si deve fare, ma che non possa essere fondato su fondamenta finanziarie fragili o rischi scaricati sulla città. Non chiediamo di fermare lo stadio, ma è giusto lasciare a verbale alcune condizioni che avrebbero dovuto essere alla base del progetto. Il Comune sia garante della città e non dell’affare del privato”.

*articolo in aggiornamento

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