La libertà di mobilità rappresenta una conquista fondamentale della nostra società, ma non può continuare ad avere un prezzo così elevato in termini di vite umane, sofferenze familiari e costi economici e sociali. È da questa consapevolezza che deve partire un impegno ancora più deciso e condiviso per la sicurezza stradale, attraverso la prevenzione e soprattutto l’educazione delle nuove generazioni.
I dati ACI–ISTAT relativi al 2025, aggiornati il 15 ottobre scorso con il dettaglio territoriale delle 107 province italiane, mostrano alcuni segnali incoraggianti, ma confermano anche quanto sia ancora lunga la strada da percorrere.
In Italia, nel 2025, si sono verificati 177.207 incidenti stradali con lesioni a persone, che hanno provocato 2.868 morti e 237.822 feriti. Rispetto al 2024 le vittime sono diminuite del 5,3%, scendendo sotto la soglia dei tremila decessi, mentre gli incidenti sono aumentati del 2,2% e i feriti dell’1,7%.
Guardando al triennio, gli incidenti sono passati dai 166.525 del 2023 ai 173.364 del 2024, fino ai 177.207 del 2025. Le vittime, nello stesso periodo, sono diminuite da 3.039 a 2.868.
Un andamento che restituisce un messaggio preciso: la riduzione della mortalità rappresenta un primo importante risultato, ma l’aumento degli incidenti dimostra che la sicurezza stradale continua a richiedere un impegno costante.
A ciò si aggiunge il peso economico del fenomeno. Secondo ACI–ISTAT, il costo sociale degli incidenti stradali con lesioni a persone supera i 18 miliardi di euro all’anno, sfiorando l’1% del prodotto interno lordo nazionale. Considerando anche i sinistri con soli danni materiali, la stima complessiva raggiunge circa 22,6 miliardi di euro.
Numeri ai quali si somma un costo umano che nessuna valutazione economica potrà mai rappresentare pienamente: famiglie colpite da lutti, giovani vite interrotte, persone costrette a convivere con lesioni permanenti e conseguenze che investono intere comunità.
Sardegna e Cagliari: diminuiscono le vittime, ma la prevenzione resta decisiva
Anche la Sardegna mostra segnali di miglioramento sul fronte della mortalità, pur in presenza di un numero di incidenti ancora elevato.
Secondo le tavole ACI–ISTAT 2025, nell’Isola si sono registrati 3.624 incidenti, 100 morti e 5.037 feriti. Rispetto al 2024, quando gli incidenti erano stati 3.583 e le vittime 113, i morti diminuiscono dell’11,5%, mentre gli incidenti aumentano dell’1,1% e i feriti del 2,6%.
Il confronto con il 2023, anno nel quale si erano verificati 3.391 incidenti e 110 decessi, conferma dunque che il numero degli incidenti rimane superiore ai livelli di due anni fa.
Nella provincia di Cagliari, i dati territoriali consolidati del biennio precedente evidenziavano una crescita significativa dell’incidentalità: 893 incidenti nel 2023 e 1.029 nel 2024, con un incremento del 15,2%. Nello stesso periodo, le vittime erano diminuite da 28 a 23.
I dati provinciali più recenti richiamano inoltre l’attenzione sulla particolare gravità degli incidenti in alcune aree della Sardegna. Nel 2025, Nuoro e Sud Sardegna registrano rispettivamente 52,8 e 51,7 morti ogni mille incidenti, a fronte di una media nazionale di circa 16,2.
Una situazione che impone di mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza della rete stradale, soprattutto extraurbana, senza trascurare la protezione dei pedoni, dei motociclisti, dei ciclisti e degli altri utenti vulnerabili.
Distrazione, velocità e mancato rispetto delle regole: l’importanza dei comportamenti
L’analisi nazionale ACI–ISTAT conferma che una parte rilevante dell’incidentalità è associata a comportamenti errati degli utenti della strada.
Tra le circostanze più ricorrenti figurano la distrazione alla guida, il mancato rispetto delle precedenze e delle segnalazioni semaforiche, la velocità troppo elevata e le manovre irregolari. Nel 2025 queste quattro categorie hanno rappresentato complessivamente il 43,1% delle circostanze registrate.
Si tratta di comportamenti sui quali la formazione, la consapevolezza dei pericoli e il rispetto delle regole possono contribuire in maniera determinante alla prevenzione.
«È fondamentale continuare a promuovere il messaggio dell’educazione stradale, perché non possiamo accettare che in Italia si continui a perdere la vita mentre si esercita una delle libertà più importanti della nostra società: quella di muoversi»**, dichiara Antonello Fiori, Presidente dell’Automobile Club Cagliari.
«Il costo sociale che paghiamo è troppo alto, non soltanto dal punto di vista economico, ma soprattutto sotto il profilo umano e sociale. Dietro ogni vittima c’è una famiglia, una comunità, una storia che viene interrotta. Ed è proprio per questo che l’educazione stradale deve smettere di essere considerata soltanto un insieme di regole da conoscere per conseguire la patente e diventare un autentico valore sociale, un principio di responsabilità e di rispetto verso se stessi e verso gli altri».
«Dobbiamo continuare con determinazione nell’attività di promozione della sicurezza stradale, come fa quotidianamente l’Automobile Club d’Italia attraverso la propria rete territoriale, insieme a tutte le istituzioni, alle scuole e ai soggetti impegnati su questo tema. L’educazione deve accompagnare i cittadini fin da giovani, perché la sicurezza si costruisce prima di tutto attraverso la cultura, la consapevolezza e il senso di responsabilità».
I giovani e la sfida europea: dimezzare le vittime entro il 2030
Un’attenzione particolare deve essere riservata alle nuove generazioni. L’Organizzazione Mondiale della Sanità individua gli incidenti stradali come la prima causa di morte nel mondo nella fascia d’età compresa tra 5 e 29 anni.
Un dato che rende evidente quanto sia importante avvicinare i ragazzi alla cultura della sicurezza già durante il percorso scolastico, prima ancora che diventino conducenti di automobili o motocicli.
La prevenzione assume un’importanza ancora maggiore alla luce degli obiettivi fissati dall’Unione europea: ridurre del 50%, entro il 2030, il numero delle vittime e dei feriti gravi rispetto al 2019, per arrivare entro il 2050 all’obiettivo di ‘Vision Zero’, ovvero azzerare morti e lesioni gravi sulle strade europee.
«I primi segnali positivi sulla riduzione della mortalità ci incoraggiano, ma non devono portarci a ridurre l’impegno. Al contrario, devono rappresentare uno stimolo per rafforzare il lavoro intrapreso», prosegue Fiori.
«La nostra missione, come Automobile Club Cagliari, sarà proprio quella di continuare su questa strada, rendendo sempre più capillare l’azione educativa e coinvolgendo i giovani, le famiglie, il mondo della scuola e le istituzioni. Gli obiettivi europei al 2030 e al 2050 non devono rimanere semplici dichiarazioni di principio, ma diventare impegni concreti ai quali ciascuno di noi è chiamato a contribuire».
Il 28 ottobre a Quartu Sant’Elena con Sara Safe Factor e gli studenti dell’Istituto Motzo
Proprio nell’ambito di questo impegno, mercoledì 28 ottobre 2026 l’Automobile Club Cagliari sarà a Quartu Sant’Elena insieme agli studenti dell’Istituto Motzo per una nuova tappa di Sara Safe Factor, il progetto dedicato all’educazione e alla sicurezza stradale promosso da Sara Assicurazioni, Compagnia Assicuratrice ufficiale dell’ACI, in collaborazione con ACI Sport e l’Automobile Club Cagliari.
L’appuntamento è fissato alle ore 9.00 presso l’Auditorium della Basilica di Sant’Elena.
Ad incontrare i ragazzi sarà Andrea Montermini, pilota automobilistico pluripremiato, che condividerà la propria esperienza maturata nelle competizioni per spiegare quanto siano fondamentali preparazione, disciplina, controllo del mezzo e rispetto delle regole.
Con lui interverrà Emiliano Cantagallo, esperto di cicloturismo e collaboratore di Sky Sport, per approfondire la sicurezza anche nell’utilizzo della bicicletta e nelle nuove forme di mobilità.
All’iniziativa interverrà il Presidente dell’Automobile Club Cagliari, Antonello Fiori.
«Iniziative come Sara Safe Factor rappresentano concretamente il modello di educazione stradale nel quale crediamo. Portare nelle scuole l’esperienza di professionisti, sportivi e testimoni della sicurezza significa parlare ai giovani con un linguaggio diretto, capace di trasmettere messaggi che possono accompagnarli per tutta la vita».
«La libertà di muoversi deve essere una libertà sicura. Fare dell’educazione stradale un valore sociale condiviso è la nostra responsabilità, il nostro impegno e la nostra missione. Ogni vita salvata rappresenterà il risultato più importante del lavoro che, insieme alle istituzioni e alla comunità, continueremo a portare avanti», conclude Fiori.






















