Le parole di Achille Polonara ai microfoni di Sky Sport. Di seguito le sue parole
Verso l’addio
“Ho iniziato ad allenarmi dal punto di vista fisico già a gennaio, erano alcune settimane che lavoravo su quell’aspetto. Successivamente ho ripreso anche con la palla, allenandomi ad Avellino: ringrazio la società che si è messa a disposizione fin dal primo giorno, sono stati davvero molto gentili. Tuttavia, tornando in campo mi sono reso conto che non sarei più diventato quello di prima. Non riuscivo a palleggiare con la mano destra, che non è la mia mano forte, ma in Serie A è fondamentale saper usare entrambe. Per questo ho preso questa decisione: non ho più vent’anni e ho affrontato due patologie importanti, quindi non aveva senso rischiare”.
Decisione
“È stata una scelta mia, perché non mi sentivo più quello di prima e sapevo che non lo sarei tornato. È stata quindi una decisione inevitabile. Ho voluto lasciare il basket in modo che tifosi e appassionati mi ricordassero per ciò che ero, e non per quello che sarei potuto diventare. Ho pubblicato quel post su Instagram che ha sorpreso un po’ tutti – forse era nell’aria, ma non se lo aspettava nemmeno mia moglie. Dopo la pubblicazione ho ricevuto tantissime chiamate e messaggi, ma in quel momento ero in aereo”.
Legami
“In tanti anni ho avuto molti compagni con cui ho stretto legami importanti. Negli ultimi anni, in particolare, ho legato molto con Marco Belinelli, con cui ho giocato due anni a Bologna, con Alessandro Pajola, Riccardo Visconti e anche con Marco Spissu, mio compagno sia in nazionale che a Sassari. Sono stati tutti straordinari: anche nei momenti più difficili mi sono stati vicini, venendo a trovarmi in ospedale a Bologna quando ero in coma. La loro presenza è stata fondamentale”.
Atleta olimpico
“Essere stato un atleta olimpico è stata un’emozione enorme. L’unico aspetto negativo è stato che quell’edizione si sia svolta a porte chiuse a causa del Covid: avrei voluto avere la mia famiglia e i miei amici accanto. Resta comunque una soddisfazione immensa, qualcosa che ti accompagna per tutta la vita”.
Futuro
“Per il futuro non ho ancora preso decisioni: ho tempo per pensarci. Mi piacerebbe rimanere nel mondo del basket, che è stato la mia vita fino a ieri. Una carriera da allenatore, a cui non avevo mai pensato prima, oggi potrebbe essere un’idea”.
















