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Nuoto | A Golfo Aranci vittorie nella 10 km per Velly e Johnson

Acerenza in acqua a Golfo Aranci | Foto Andrea Masini DBM
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Spettacolo, fatica e mare difficile nella terza tappa della Coppa del Mondo di nuoto in acque libere disputata a Golfo Aranci. Le condizioni meteo, con acqua fredda attorno ai 18 gradi e raffiche di grecale fino a 45 nodi, hanno reso la giornata durissima per tutti gli atleti, ma non hanno impedito all’Italia di ritagliarsi un ruolo da assoluta protagonista, soprattutto nella 10 chilometri maschile.

A prendersi la scena è stato il francese Sacha Velly, vincitore in 1h49’07”5 al termine di uno sprint serratissimo a tre. Alle sue spalle il connazionale e plurimedagliato Marc-Antoine Olivier (1h49’07”8), mentre l’azzurro Andrea Filadelli ha conquistato un eccellente terzo posto in 1h49’08”3, secondo podio consecutivo dopo Ibiza. Un risultato pesantissimo anche in ottica classifica generale: Filadelli sale infatti in vetta a pari punti proprio con Olivier, entrambi a quota 1700.

Ottima anche la prova di Ivan Giovannoni, quarto a pochi secondi dal podio, mentre il padrone di casa Marcello Guidi è nono davanti al pubblico sardo e un po’ deluso del risultato finale. Più complicata invece la giornata di Gregorio Paltrinieri, tredicesimo dopo aver condotto a lungo la gara nelle fasi iniziali. Il campione azzurro ha pagato il freddo e ha contestato la gestione regolamentare legata all’utilizzo della muta, che secondo lui sarebbe dovuta essere consentita anche nella prova maschile.

La gara è stata vibrante sin dai primi giri, con Paltrinieri, il tedesco Klemet e Rasovszky a imporre il ritmo. I francesi hanno invece scelto una tattica attendista, restando coperti fino al momento decisivo. Nel finale Velly ha piazzato l’allungo vincente, toccando per primo davanti a Olivier e Filadelli. Il 25enne ligure ha raccontato con soddisfazione il momento d’oro: “Sono felice perché questa gara è una conferma dopo il podio di Ibiza. Gareggiavamo nelle acque di casa e ci tenevo a far bene. Questo risultato è frutto del lavoro che facciamo ogni giorno al Centro Federale di Ostia”.

Se al maschile l’Italia ha sorriso, al femminile la giornata è stata molto più amara. La gara è stata dominata senza storia dall’australiana Moesha Johnson, che ha firmato la tripletta stagionale vincendo in solitaria in 1h54’12”1. Seconda la spagnola Angela Martinez Guillen, terza la francese Caroline Jouisse.

La grande delusa è stata Ginevra Taddeucci, vincitrice a Golfo Aranci lo scorso anno e tra le favorite della vigilia. L’azzurra si è ritirata al quinto giro dopo un buon avvio: decisivi problemi fisici aggravati, secondo lo staff italiano, dall’uso della muta, obbligatoria nella prova femminile con temperature sotto i 18 gradi. Prima delle italiane ha chiuso Giulia Berton, diciannovesima.

Il coordinatore tecnico azzurro Stefano Rubaudo ha tracciato un bilancio positivo nonostante le difficoltà: “Filadelli si è confermato un atleta versatile e completo. Abbiamo tre ragazzi nei primi dieci e anche Paltrinieri ha fatto una gara generosa. Nella prova femminile la Johnson ha sfruttato benissimo le condizioni. Per Taddeucci è stata una giornata sfortunata, ma non deve dimostrare nulla a nessuno”.

Soddisfazione anche per l’organizzazione locale. Il presidente FIN Sardegna Danilo Russu ha elogiato la riuscita dell’evento nonostante il vento: “Mi dispiace per Greg, che teneva molto a questa tappa, ma riceviamo tantissimi complimenti da atleti e delegazioni. Questo ci dà la spinta per continuare”. La Coppa del Mondo di Golfo Aranci proseguirà ora con la staffetta mista 4×1500 e con le attese gare knockout sprint da 3 km, dove l’Italia punta ancora a recitare un ruolo da protagonista davanti al pubblico di casa.

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