Le nostre valutazioni al termine della sconfitta per 0-1 del Cagliari Primavera contro i pari età della Lazio, nella gara valida per la decima giornata del campionato Primavera 1.
Sarno 7,5 – Quando il migliore in campo è il portiere, difficilmente la prestazione della squadra può essere esemplare. Diamo a Cesare quel che è di Cesare, o meglio, a Vincenzo: para il possibile e l’impossibile, arrendendosi soltanto nel finale, quando Sulejmani riesce finalmente a freddarlo. E ora, chi giocherà tra i pali dopo la sosta?
Bahlaouan 6,5 – Prosegue la crescita del laterale marocchino, sempre più affidabile in copertura e dotato di polmoni che sembrano bastare per altri quattro compagni. Linea degli attaccanti o dei difensori? Poco importa, Bahlaouan c’è. Ovunque.
Prettenhoffer 5,5 – Pomeriggio complicato per il difensore ungherese, che fatica non poco sia nella costruzione dal basso sia nel mantenere compatta la linea arretrata. Respinge come può, ma stavolta balla più del solito.
Mawassa 6 – Sufficienza non per generosità, ma perché se la guadagna sul campo. Non sarà sempre bello da vedere, soprattutto quando si affida a quei rilanci a campanile, ma spesso si rivela efficace nel disinnescare le iniziative laziali. Ha anche sulla testa la migliore occasione del Cagliari, ma da pochi passi non trova il bersaglio. Peccato.
Nuvoli 6 – Il nuovo vestito cucitogli addosso da Gallego gli calza a pennello. Come Mawassa, bada poco all’estetica e molto alla sostanza, rivelandosi provvidenziale in diverse occasioni, soprattutto quando la Lazio alza i giri del motore.
Lo Verde 5,5 – Spinge meno del solito e questo finisce per mettere ulteriormente a nudo le sue difficoltà in fase difensiva. Pomeriggio tutt’altro che semplice per il numero 3 rossoblù, in affanno per lunghi tratti della gara. (Dal 67′ Battaglini 6 – Qualche sporadica sgroppata e un buon cross gli valgono la sufficienza. Resta da capire se riuscirà a ritagliarsi maggiore spazio nelle prossime uscite).
Piro 5 – Dopo giornate da protagonista, stavolta i riflettori si spengono. Il centrocampo della Lazio impiega poco a prendere il comando delle operazioni, imponendosi per fisicità e qualità tecnica. Lui ci mette cuore e anima, come sempre, ma questa volta non basta.
Akarakiri 5 – Prestazione difficile da decifrare. Il metro arbitrale non lo aiuta, considerando che alcuni interventi subiti avrebbero potuto costare almeno un paio di ammonizioni agli avversari. Al netto di questo, però, resta impalpabile per lunghi tratti, senza riuscire a lasciare il segno. Esce a metà ripresa senza aver trovato il guizzo giusto. (Dal 67′ Mehlstrand 6 – C’è da fare la guerra? Lui non si tira indietro. Non sempre pulitissimo negli interventi, ma porta in campo quella fisicità mancata fino a quel momento al centrocampista inglese. Da rivedere, magari con qualche minuto in più nelle gambe).
Cardu 5,5 – Di palloni giocabili ne arrivano pochi, praticamente nessuno nella ripresa. Nel primo tempo qualche invenzione passa dai suoi piedi e da quel mancino vellutato che si ritrova. Dopo l’intervallo, però, scompare progressivamente dai radar, finendo ai margini della manovra prima di lasciare il campo. (Dal 61′ Tronci 5,5 – Entra nel momento più complicato della partita. Prova a dare una scossa, ma finisce anche lui per essere inghiottito dalle difficoltà offensive dei rossoblù).
Goryanov 6 – Nel momento di maggiore difficoltà riesce a rendersi utile, facendo tanta legna e spegnendo sul nascere diverse potenziali occasioni della Lazio. Non esattamente ciò che ci si aspetterebbe da un giocatore di vocazione offensiva, ma oggi veste i panni dell’operaio. E li indossa bene. (Dall’89’ Piredda sv – Entra per dare fiato al centrocampo e finisce per assistere da vicino al gol decisivo della Lazio).
Costa 6 – Anche dalle sue parti i rifornimenti scarseggiano, ma con quel poco che riceve prova comunque a inventarsi qualcosa. Prende colpi e ne restituisce, senza risparmiarsi e con la voglia di chi vuole dimostrare di poter diventare uno dei prossimi protagonisti di questa Primavera. La sufficienza è il premio per una battaglia combattuta spesso in solitaria. (Dall’89’ Hamdaoua sv – Rileva uno stremato Costa. Lotta, sgomita e prova a farsi largo, ma ormai è troppo tardi).
Allenatore: Gallego 5,5 – Non è semplice preparare una partita quando vengono a mancare il miglior realizzatore e il leader carismatico della squadra. Il tecnico resta fedele alle proprie idee, concedendo comunque la giusta libertà offensiva a Cardu e Costa. La Lazio, però, prende presto il sopravvento e il Cagliari fatica a trovare contromisure efficaci. Un pareggio sarebbe stato quasi miracoloso, oltre che una beffa per una formazione biancoceleste che ha ampiamente meritato il successo. È un passo indietro rispetto alle ultime uscite, ma la sosta arriva al momento giusto per recuperare energie e ritrovare quella brillantezza che aveva accompagnato la recente crescita dei rossoblù. Perché questa Primavera, al di là della sconfitta, ha già dimostrato di avere tutte le carte in regola per rialzarsi.





















