Prestazione dai due volti quella di Ermanno Feliciani, arbitro designato da Gianluca Rocchi – presente in tribuna alla Unipol Domus – per la sfida tra Cagliari e Lecce, valida per la venticinquesima giornata di Serie A e terminata con il punteggio di 0-2 in favore degli ospiti. Un primo tempo condotto lasciando correre il gioco e senza particolari sbavature, una ripresa invece di rincorsa nella quale, con il passare dei minuti, il fischietto della sezione di Teramo ha perso lucidità con tanti piccoli errori che, però, non hanno comunque inficiato il risultato finale.
Doppia marcia
Pochi episodi nei primi quarantacinque minuti, con Feliciani che cerca il più possibile di non spezzettare il gioco e che punta sul dialogo sereno con i ventidue in campo, risultando nel complesso preciso e attento. Al 15′ Coulibaly trattiene Sulemana senza, però, fermare una promettente azione d’attacco: corretto non sanzionare con il giallo il centrocampista del Lecce. Si arriva senza particolari problemi fino al recupero, quando c’è un contatto in area salentina tra Zappa e nuovamente Coulibaly: il giocatore del Lecce colpisce il pallone e poi, per normale dinamica, avviene uno scontro ginocchio contro ginocchio tra i due protagonisti. Nessuna protesta del difensore, bravo Feliciani a lasciar correre. Di tutt’altra qualità la prestazione del fischietto abruzzese nella ripresa e già al 48′ arriva un primo errore. Pavoletti alza troppo la gamba ed entra in ritardo su Gaspar, per l’arbitro c’è sì la punizione, ma manca il giallo per imprudenza – di facile lettura – per il capitano del Cagliari. Al 50′ è Gandelman a commettere un’infrazione su Mina al limite dell’area rossoblù, il giocatore del Lecce colpisce il pallone, ma l’entrata è abbastanza dura: ci sarebbero gli estremi per il cartellino, ma dopo la mancata ammonizione per Pavoletti è giusto non mostrare il giallo al centrocampista giallorosso. Al 59′ l’arbitro assegna un angolo agli ospiti sbagliando, è infatti Gandelman a deviare nettamente per ultimo: l’assistente aiuta il direttore di gara e dopo pochi secondi la decisione viene correttamente modificata con il calcio di rinvio per il Cagliari. Un minuto dopo è netto il fallo di Adopo su Tiago Gabriel, ma Feliciani lascia correre e, ancora sessanta secondi dopo, sempre Adopo viene graziato dall’ammonizione per una trattenuta prolungata su Coulibaly. Bravo l’arbitro a lasciar correre per il vantaggio, ma seppur la SPA venga annullata dal proseguimento dell’azione, il comportamento del centrocampista francese è antisportivo e troppo evidente per non essere a giallo una volta uscito il pallone dal campo. Al 68′ altro giallo che manca quando Tiago Gabriel entra in ritardo su Idrissi sulla zona sinistra d’attacco del Cagliari, intervento imprudente che avrebbe meritato la sanzione disciplinare, così come a parti invertite al 75′ era da ammonizione per imprudenza l’entrata dura proprio di Idrissi su Danilo Veiga. Infine la rete del definitivo 0-2 segnata da Ramadani con un lungo check di Feliciani con il VAR Camplone e l’AVAR Guida. Gol che nasce infatti da un pallone recuperato sul lato corto dell’area del Cagliari da parte di Coulibaly in scivolata su Sulemana con il dubbio che il centrocampista del Lecce possa aver mancato il pallone e colpito solamente il giocatore rossoblù. Dubbio che però viene sciolto dal VAR, Coulibaly tocca prima il pallone e solo successivamente, per normale dinamica di gioco, fa cadere Sulemana: gol dunque regolare.
























