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Football Americano | I Crusaders Cagliari attendono la visita dei Gladiatori Roma

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Non c’è soltanto l’America’s Cup ad accendere il weekend sportivo del capoluogo sardo. Mentre nel Golfo degli Angeli sfrecciano gli AC40 della vela mondiale, domenica pomeriggio il cuore più fisico e spettacolare dello sport cittadino batterà al Crusaders American Football Field di via Cesare Cabras, dove i Crusaders Cagliari ospiteranno i Gladiatori Roma nell’ultima gara della regular season della 9FL.

Kickoff fissato alle ore 14:00, con i rossoblù chiamati a difendere il loro perfetto record di 5-0 e il primo posto nel girone davanti al pubblico di casa, atteso numeroso per spingere la squadra verso l’ennesima impresa stagionale. L’atmosfera si preannuncia quella delle grandi occasioni: tribune pronte a riempirsi, food & beverage attivo per tutta la giornata e una città che continua a vivere un momento sportivo straordinario tra football americano, Luna Rossa e la recente collaborazione con il Cagliari Calcio.

Garzia chiama i tifosi: “Serve il massimo sostegno”
A caricare l’ambiente è stato il presidente dei Crusaders, Emanuele Garzia, che ha lanciato un appello alla tifoseria in vista della sfida decisiva contro i Gladiatori. “La prossima partita definirà la classifica finale della regular season e ci aspettiamo spalti pieni. Chiediamo al popolo bianco-rosso-nero di accorrere in massa perché adesso serve la massima concentrazione.”
Garzia ha ricordato anche il grande entusiasmo che circonda il club dopo gli ultimi successi sportivi e il prestigioso riconoscimento internazionale ottenuto dal documentario “NOI Crusaders – 30 anni di football americano in Sardegna”, premiato recentemente in Francia come miglior film sportivo internazionale. “I Gladiatori li abbiamo già battuti all’andata sul loro campo, ma adesso dobbiamo confermare la nostra forza anche davanti ai nostri tifosi.”
Una macchina perfetta: attacco devastante e difesa d’élite I numeri certificano la crescita della franchigia cagliaritana. I Crusaders arrivano all’ultima giornata con una media offensiva di 41 punti a partita, seconda miglior produzione della lega dietro soltanto ai Navy Seals Bari. Anche la difesa viaggia su standard altissimi: appena 6,4 punti concessi di media agli avversari. Nel match d’andata disputato il 19 aprile, i rossoblù avevano dominato i Gladiatori Roma imponendosi 41-20 grazie a un attacco esplosivo e alla superiorità sulle tracce verticali. Domenica rappresenterà quindi l’ultimo test prima della postseason, dove i Crusaders entreranno come testa di serie numero 3 della Conference Nord.

La strada playoff: subito i Cavaliers
Il regolamento FIDAF, basato sui coefficienti storici dei gironi, impedirà ai sardi di ottenere il BYE nonostante il record perfetto. La squadra di coach Joseph Anthony Tricario inizierà così il proprio percorso playoff dal turno Wild Card.

Il programma:
Wild Card (6-7 giugno): Crusaders Cagliari vs Cavaliers Castelfranco in Sardegna
Semifinale (13-14 giugno): eventuale trasferta contro i Gorillas Varese
Finale Conference (20-21 giugno): possibile sfida sul campo dei Muli Trieste o della vincente tra Wolverines Piacenza e Blitz Ciriè
Nine Bowl nazionale: fissato per il 5 luglio

Le parole del vicepresidente e General Manager crociato, Giuseppe Marongiu

Giuseppe, qual è il tuo ruolo preciso quest’anno in squadra?
Lo stesso di tutti gli anni: insieme con l’altro vice presidente Sergio Andrea Meloni e tutti gli altri consiglieri, al di là di ruoli formali o etichette, coadiuvo e affianco il Presidente Emanuele Garzia in tutte le attività necessarie a gestire l’associazione; in più come General Manager, ma sarebbe meglio definire Direttore Sportivo, ho un focus specifico sulla formazione del coaching staff e sui rapporti tra gli allenatori e i giocatori.

 L’anno scorso andò tutto bene al Nord, quest’anno tutto positivo nel Lazio. Trova le differenze.
Quest’anno, probabilmente a causa della giovane età media delle avversarie, ma anche della nostra continua crescita e dell’acquisto o del ritorno di alcuni importanti giocatori, Lorenzo Piva e Michele Meloni su tutti, sembra tutto un po’ più semplice. Credo dovremmo fare tesoro della brutta esperienza dei play off della scorsa stagione e non lasciarci illudere dai risultati roboanti di questa regular season. Il difficile deve ancora venire, a partire da domenica prossima dato che i Gladiatori sono ancora in corsa per un posto nei play offs.

 Mi dai le tue impressioni distintamente, sia del coaching staff, sia del gruppo giocatori?
Quest’anno abbiamo dovuto sopperire all’assenza di Aldo Palmas nel coaching staff, che per diverse stagioni aveva brillantemente rivestito il ruolo di offensive coordinator, e che speriamo possa presto tornare con noi. Grazie alla disponibilità di Joe Trick e al suo rapporto, dialettico ma costruttivo, con Lorenzo Piva, il QB da Castelfranco Veneto, disponiamo comunque di un attacco incisivo ed efficace senza carenze in ogni reparto: RB e WR forti e veloci e una linea d’attacco già pronta per il salto di categoria. Il resto del coaching staff è stato confermato in blocco e Nicola Polese, con la collaborazione di Antonio Nicolli e Andrea Antonino, sta svolgendo il solito egregio lavoro e le statistiche della difesa lo dimostrano: raramente gli avversari riescono a superare la metacampo. Mi piace poi sottolineare l’efficacia degli special team, quest’anno seguiti da Matia Pisu, che ci garantiscono sempre posizioni di campo vantaggiose, giocate spettacolari e punti aggiuntivi.

 Che effetto ti fa varcare il cancello di Terramaini e sentirti a casa dei Crusaders?
Un’emozione indescrivibile: non ci ho creduto fino a che non si è effettivamente realizzato e devo fare i complimenti a Emanuele Garzia che con un paziente ma inesorabile lavoro di tessitura con le istituzioni locali e federali è riuscito, dopo tanti anni, a raggiungere l’obiettivo. Permettimi: non è Terramaini, è il Crusaders Field! Con tanto di fermata CTM dedicata!

 Hai conosciuto tanti coach americani in questi anni, Trick come lo collochi?
Al numero uno! Joe affianca la conoscenza del gioco, la competenza e la professionalità statunitense a un’umanità e affabilità che mi piace definire molto italiana, forse grazie alle sue origini e alle precedenti esperienze europee che lo portano a sapersi calare nella nostra realtà. Spero davvero si possa costruire insieme un percorso di crescita che ci porti a vittorie e reciproche soddisfazioni per i prossimi anni.

 Secondo te, giocando col massimo impegno, ci possono essere franchigie che possono contrastare la marcia dei Cru?
L’esperienza dell’anno scorso deve essere di monito e lezione. In più, al di là di qualche voce, non conosciamo le avversarie degli altri gironi. Saranno le migliori del ranking nazionale, per cui dobbiamo aspettarci di incontrare squadre forti, determinate, ben allenate e rodate, contro le quali sarà necessario non accontentarsi di quanto dimostrato finora, potrebbe non bastare.

 Quest’anno si è visto anche un bowl di Flag Football. Come ti poni davanti ad un eventuale sviluppo massiccio del settore giovanile?
Con grandi speranze e il massimo entusiasmo. Spero che il ritorno di immagine degli eventi recenti – la presentazione con il Cagliari, i premi del documentario NOI – contribuiscano a diffondere la conoscenza dei Crusaders e del football americano nelle scuole e a far crescere il numero di ragazzi interessati a provare almeno la versione flag. Dal 2028 il flag football sarà disciplina olimpica per cui sarà interessante far crescere il settore giovanile anche con la under 17, oltre alle under 15 e 13 che schieriamo già, e magari con una senior, con l’obiettivo e la speranza che qualche nostro ragazzo possa inseguire il sogno olimpico.

 Sulle gradinate di Terramaini mi sembra di vedere più pubblico rispetto al passato. E’ solo un’impressione o la disciplina sta tirando?
Individuerei due aspetti: le tribune del Crusaders Field, con il servizio di ristoro, il merchandising e il post game party, sono sicuramente più accoglienti dei campi precedenti e invogliano tifosi, parenti e amici a starci vicino e a venire a godersi spettacolo e festa. Inoltre, la nostra partecipazione a diversi eventi di richiamo e la costante presenza sui media, grazie soprattutto al tuo prezioso lavoro, contribuiscono sicuramente a veicolare l’immagine dei Crusaders aumentando la platea di chi sino ad oggi ci ha conosciuto e si è divertito alle nostre partite.

Com’è stata la tua esperienza a contatto con il Cagliari calcio, cosa hai provato, pensi che l’immagine dei Cru si sia accresciuta?
Abbiamo sicuramente dimostrato disponibilità, serietà e professionalità, accettando con l’entusiasmo l’invito e mettendo a disposizione tempo, giocatori e il nostro campo per un’esperienza per noi molto importante e di grande risonanza mediatica. Abbiamo ricevuto altrettanta disponibilità, serietà e professionalità, oltre che grande curiosità e simpatia, da parte dei calciatori che hanno partecipato alla campagna, e speriamo ci possano essere altre occasioni da condividere insieme.

 Il docufilm NOI a distanza di quattro anni continua a mietere successi internazionali, cosa ne pensi?
È un’opera di livello eccezionale che merita tutto il successo che ha avuto e continua ad avere. Stefano Sernagiotto è riuscito a cogliere l’essenza della nostra storia e a trasmettere, anche a chi non conosceva i Crusaders Cagliari o il football americano, l’entusiasmo e la passione che ci guidano. D’altronde la nostra storia, che per NOI è unica, è invece sicuramente condivisa da tantissimi atleti, allenatori e dirigenti di ogni piccola società sportiva che nasce, cresce e sopravvive tra mille difficoltà, risorse scarse o nulle e ostacoli burocratici solo per condividere la passione per lo sport puro, libero da condizionamenti e interessi economici. Credo che una delle chiavi, al di là della pregevolissima fattura del documentario, riconosciuta da tutti gli esperti pari a prodotti supportati da ben altri budget e risorse tecniche, sia proprio quella di avere evidenziato questa passione comune condivisa da tanti.

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