A Serdiana Martina Caironi con le Vecchie glorie del Cagliari, Nicola Riva, Special Olympics e i brasiliani del Futsal: la plurimedagliata olimpica alla Comunità La Collina di don Ettore Cannavera per Ussi80 nel ricordo dei telecronisti Rai. Tra sport, memoria e condivisione sociale. Interventi e video inediti di Giovanni Malagò, Diana Bianchedi, Simonetta Martellini, Fabio Pizzul, Matteo Marani, Antonio Cabrini, Gianfranco Zola, Mauro Esposito, Fabio Grosso e Duvan Zapata
Ieri, giovedì 21 maggio, la Comunità La Collina ha ospitato il secondo step di “Ussi80. Racconti mundial: voci, leggende e campioni con i protagonisti di ieri e di oggi. Omaggio a Nando Martellini e Bruno Pizzul – Sport e sociale: per una Sardegna inclusiva, coesa, contro discriminazioni e disuguaglianze”. L’evento – dopo i Memorial Giampiero Galeazzi e Gianni Minà – si basa su sport paralimpico, educazione alla legalità, territorio e scuole. L’Ussi, che compie ottant’anni, l’ha dedicato agli autori di tante telecronache vittoriose. La Comunità di Don Cannavera è stata la prima in Italia, cinquant’anni fa, a ospitare e reinserire minori con pene da scontare in carcere. “Sport e socialità sono due facce della stessa medaglia. Sport significa sfide, competizione, successi e vittorie: ma anche movimento, incontro con le altre persone, confronto. Socializzare – ha detto don Ettore Cannavera – è uno dei principi della convivenza”.
Dibattito aperto
Il filo verde tra cronisti e mondo del volontariato è stato impreziosito da Martina Caironi. Reduce da un tour nelle montagne del Sulcis, la plurimedagliata paralimpica e mondiale, ha sposato Ussi80: “Sono davvero felice di essere qui, la Sardegna è bellissima, ricordare Martellini e Pizzul assieme a voi dell’Ussi e dell’Ordine dei giornalisti, non solo mi fa piacere ma mi riporta a voci che sono nell’animo degli sportivi italiani. Da quando ho iniziato le cose sono cambiate in meglio: le persone che incrociavo avevavo gli occhi di fuori. Adesso non accade ma c’è ancora da fare: includere e abbattere pregiudizi e luoghi comuni è innanzi tutto un segno di civiltà ”. Tre ori e sei argenti alle Olimpiadi paralimpiche, le ultime a Parigi 2024, due con l’oro nei cento e l’argento nel lungo (“La mia grande impresa: concorrenti molto forti e più giovani. Ma ce l’ho fatta!”), ha raccontato del suo avvio: “Dopo l’incidente in moto che non avevo causato, avevo 18anni, mi sono chiesta come potessi ripartire. Ho giocato anche a calcio ma è stata l’atletica a stregarmi. Lì ho capito che potevo darmi degli obiettivi. E ci sono riuscita. Un momento clou? Nel 2015 ho abbattuto il muro mondiale dei 15 secondi nei 100”. Martina Caironi ha poi duettato con Nicola Riva: “Mio padre mi ha raccontato tante volte del subentro di Martelli a Carosio che, per un gol che lui aveva segnato ed era stato ingiustamente annullato, non si era espresso bene sul guardialinee. Poi – aggiunto il figlio di Rombo di tuono – mai potrò scordare quel Riva-Riva-Riva-gol! contro la Germani a Messico ‘70”. Il ricordo di Riva è stato impreziosito anche da un suo caro amico, Sandro Camba: “Gigi mi ha nominato tutore di Nené. Da allora è nata un’amicizia profonda” ha detto con un filo di commozione. Divertente lo scambio di battute tra Martina Caironi con Gigi Piras, sette anni da capitano e secondo bomber all time del Cagliari, e Beppe Tomasini, libero dell’undici tricolore: “Cara Martina, mio nonno mi diceva sempre di rubare i segreti a questi signori che avevano vinto lo scudetto (“Castia Riva, furandedi tottu cun is ogus: Segui Riva, rubagli quel che puoi con gli occhi”). Per Tomasini i ricordi sono molteplici: “Dico solo che questa terra ci ha fatto innamorare. I tifosi e tutti i sardi li abbiamo sempre sentiti come lo fossimo anche noi”. Paolo Mastino (presidente Ussi Sardegna): “Sul territorio, vicini agli interpreti più sinceri del senso di comunità e appartenenza, persone che si dedicano alle fragilità altrui. Ussi Sardegna affianca e promuove queste iniziative”. Per Antonio Manchia, capo delegazione degli Special Olympics, in sala con Alessandro, un pensiero alla condivisione: “Felici di essere con voi in questo splendido viaggio”. Anche per Claudio Secci, presidente del Comitato regionale paralimpico, parole al miele: “La presenza di Martina e dei tanti partecipanti, qui alla Collina, danno un significato profondo al reciproco aiuto sociale. Lo sport paralimpico è in crescita, in Sardegna sono circa 120mila le persone con disabilità che meritano attenzioni e sostegno”. Applausi anche dal consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Francesco Birocchi: “Ricordare Martellini e Pizzul, due giganti, e incrociare il nostro mestiere con l’inclusione, lo sport paralimpico e chi compie volontariato, è un ottimo procedere. Sono grato all’Ussi”. In chiusura, nel segno dei valori in comune, l’esperienza della nutrita pattuglia sarda dei brasiliani del Futsal con Pascal Nieto. Tecnico e atleta con esperienze in serie A, alla guida di una scuola calcio, il portacolori dell’Associazione Sardinia United, ha portato un saluto e gratitudine con Walter Salisci, allenatore Uefa e vice presidente dell’Asd: “Sono qui da tanti anni, si lavora bene con i giovani e mi sento sardo!”.
Il percorso
A Sanluri, lo scorso 5 maggio, è stato proiettato il docufilm “Mennea segreto” di Emanuela Audisio con oltre duecento studenti degli Istituti Comprensivo e Vignarelli, con il magistrato Paolo De Angelis e Gianfranco Dotta (tecnico velocisti Fidal), Sandro Floris ed Ernesto Nocco (olimpiadi Seul, Atlanta e Los Angeles). A Villasimius, da venerdì 5 giugno, si tiene il corso Odg su “Ussi80, Sardegna inclusiva, coesa contro discriminazioni e disuguaglianze”; campioni-Special Olympics con Marco Tardelli, Beppe Dossena, Mauro Esposito, Gianfranco Zola, David Suazo, Renato Copparoni, Gigi Piras, Dalia Kaddari, Robert Acquafresca, Leonardo Pavoletti e altri interpreti di giornalismo, scuola, volontariato, istituzioni, calcio, padel, tennis, futsal e sport paralimpico.



















