Paolo Citrini, coach della Dinamo Women, è stato ospite ai nostri microfoni di Buongiorno 131 per parlare della stagione della sua squadra e del momento del club sassarese. Di seguito alcune sue dichiarazioni.
Stagione e addio del progetto Women
“La stagione è stata super: siamo andati ai playout, può essere vista come una cosa negativa dopo diciannove giornate in zona playoff e aver fatto le semifinali di Coppa Italia, ma abbiamo dimostrato di saper giocare una buona pallacanestro. Nel finale di stagione gli astri si sono allineati in negativo: Carangelo si è infortunata, così come Richards. Poteva finire nel peggiore dei modi, ma salvarci con questi problemi, andando sotto nella serie e senza la miglior giocatrice, è stata una bella impresa. Sono felice e orgoglioso. Noi in Italia siamo risultatisti e giochisti, ma dobbiamo anche capire che squadra si è all’inizio e alla fine dell’anno. Io ho visto giocatrici che hanno fatto un grande salto di qualità, e questo per un allenatore è una bella soddisfazione. La fine del progetto? Mi dispiace tantissimo, ma il presidente con noi è sempre stato vicino. Ha sempre pensato allo sport come un’azienda e se uno non vuole fare la fine di altre squadre devi agire così: Sardara ha sempre fatto il passo secondo la gamba. Ce lo ha detto con un mese d’anticipo, in modo che ognuna delle giocatrici potesse valutare il proprio mercato. La società è sempre stata presente, ci ha supportato nel migliore dei modi. Le scelte vanno rispettate: io sono qui da tanto, farei qualunque cosa per dare una mano a questa società”.
Rimpianti
“Il playoff mancato è ciò che mi è dispiaciuto di più. Per la Coppa Italia ho scelto di avere dieci giocatrici per allenarci in una certa maniera, non potevamo attingere dal settore giovanile. La Coppa Italia avrebbe fatto crescere le giovani: se non le avessi fatte giocare lì, non mi avrebbero aiutato a salvare la squadra. La Coppa è servita per crescere, ma avremmo potuto giocarci davvero i playoff scudetto: se avessimo avuto la stessa cattiveria con Brescia, staremo parlando di altro”.
Partita perfetta e da rigiocare
“Rigiocherei il secondo tempo contro Geas e quella di Rosetto, dove ci mancava Carangelo. Partita perfetta? Sempre contro Geas, in casa nel periodo di Natale, ci ha dato la spinta di dimostrare di essere una squadra vera. E poi nella seconda giornata, con Tortona: abbiamo giocato una partita pazzesca. Anche gara-3 con Brescia posso inserire in questa lista”.
Voto personale alla stagione
“Non è facile, mi sento in difficoltà nel darmi un voto. Cerco di essere umile nel dare un bilancio: per essere il primo anno come capo allenatore, e raccogliendo l’eredità di Restivo, mi darei un voto molto positivo. Tanti aspettavano ‘il cadavere sulla riva’, mi consideravano non capace, ma sono felice di aver dato un’impronta, identità ed energia anche in questo ruolo. Dico un 6,5”.
Per l’intervista completa a Paolo Citrini guarda o ascolta Buongiorno 131 sui nostri canali Youtube e Spotify.














