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Dinamo Sassari | Tutto si azzera, sorprendere Brescia è possibile

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Logan, Robinson e Bilan esultano dopo un canestro in Pesaro-Dinamo | Foto Luigi Canu
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Tutto si azzera, tutto si rimette in gioco. È la regola non scritta nella costituzione dei playoff, quella di cui ogni giocatore è cosciente perché sono i fatti e il passato a testimoniarlo. Si alza l’intensità fisica, cresce quella sana tensione che rende tutto più bello rispetto al solito, ancora di più quando le premesse sono già buone come nel caso della sfida tra Brescia e Dinamo Sassari. Due dei migliori attacchi, giocatori estrosi e di personalità, difensori eccellenti e collettivi che sono diventati squadra nel tempo dopo le iniziali difficoltà.

Similitudini e non

Quella contro Brescia sarà una serie dove si scontreranno idee di gioco non troppo dissimili. A entrambe le squadre piace correre in attacco e sfruttare il passo differente dei propri piccoli, così come giocarsi la carta del tiro dai 6,75 appena possibile – Dinamo seconda (38,5%) e Brescia quinta (37,5%) da tre in regular season. L’ innesto di Miro Bilan ha cambiato la squadra di Bucchi, nonostante non l’abbia totalmente snaturata. Proprio con l’ex Prometey, capace di giocare per sé e per gli altri con facilità, Sassari ha continuato il suo percorso di crescita, andando oltre il 52% da due dopo le fatiche enormi di inizio annata quando le percentuali andavano di poco sopra il 40. Crescita che è stata continua anche per Brescia. La classifica e l’arrivo di un giocatore importante come John Brown III fa sognare l’ambiente dopo anni di up&down. L’ ex Kazan si è subito ambientato, dimostrando di essere un giocatore utile in ambo i lati del campo. Proprio le diverse caratteristiche del giocatore passato anche per Brindisi potrebbero essere una spina nel fianco per Bilan che verrà portato spesso fuori dal pitturato, area in cui invece il lungo sassarese potrebbe essere dominante. Destino invece diverso potrebbe avere Eimantas Bendzius che se la vedrà soprattutto con Gabriel, giocatore tutto energia ma anche capace di far male da tre. L’ ex Rytas però ha dalla sua la consapevolezza di poter essere l’ago della bilancia in attacco per i biancoblù: un aspetto di cui i diretti avversari dovranno tener conto e che potrebbe portare vantaggi agli altri interpreti sassaresi.

Piccoli ma grandi

Le novità in entrambe le realtà hanno cambiato parzialmente l’idea di come e di quanto creare vantaggi sotto canestro. Ciò che è rimasto uguale nel tempo, malgrado le diversità soprattutto tra i biancoblù, è la concentrazione di talento nel pacchetto dei piccoli. Mitrou Long, Della Valle, Petrucelli e un sempre pronto Laquintana da una parte, Robinson, Logan, Kruslin, Gentile dall’altra. Duelli ricchi di fascino per differenti motivi e che potrebbero avere anche degli intrusi come Jason Burnell e David Moss sul lato difensivo. Quella tra Naz Mitrou-Long e Gerald Robinson è una sfida tra giocatori capaci di sorprendere, in grado di dare sul lato offensivo quella soluzione a volte estemporanea che può rompere gli argini delle difese avversarie. Logan e Della Valle, appena eletto MVP della stagione regolare, si incontreranno nuovamente dopo la serie che è valso lo Scudetto della Dinamo Sassari nel 2015. Della Valle non è più quello della “faccia cattiva” ma una guardia matura con un arsenale offensivo completo e che ha saputo mettersi a disposizione della squadra anche in difesa. Su Logan, invece, servono poche parole perché l’alto livello mantenuto in ogni tappa della propria carriera parla per lui. Sarà così l’esperienza a farla da padrone nello scontro, mentre Petruccelli e Kruslin potrebbero trovare nella difesa il motivo per accendersi in attacco, con il secondo che dovrà necessariamente cercare di non essere troppo discontinuo in attacco. Un discorso che vale anche per Stefano Gentile, chiamato ad accrescere il valore delle proprie prove dopo una stagione regolare ricca di alti e bassi, specialmente al tiro.

Panchina e mentalità

Non sarà però solo il nativo di Maddaloni ad avere tante responsabilità. Dalla panchina sarà fondamentale l’approccio e l’apporto dei giovani Treier e Diop, in netta crescita negli ultimi mesi. La chiarezza tattica ha aiutato l’estone a venir fuori nel corso dei mesi, la conoscenza della Serie A1, invece, è stata fondamentale per il centro senegalese per far arrivare sicurezza e un briciolo di sana spavalderia. I due sono alla prima serie playoff da protagonisti al livello più alto in Italia: un esame non semplice ma che, con le raccomandazioni di coach Bucchi e la guida dei giocatori più esperti che conoscono il ruolo di chi esce dalla panchina – su tutti capitan Devecchi -, sarà affrontato con coraggio. L’esperto tecnico dei sassaresi avrà bisogno di giocatori che non abbassino quel fattore chiamato intensità, qualunque sia il quintetto scelto. Bucchi sa di poter mischiare le carte, sfruttando anche l’opzione quintetto piccolo che spesso ha dato soddisfazioni su ambo i lati del campo ma che soprattutto sarà la difesa la chiave della gara. Allungare i possessi bresciani e utilizzare la zona con soprattutto Burnell e Bilan in campo, oltre a un contributo importante da parte di tutti a rimbalzo, potrebbero essere aspetti cruciali per la serie. L’esperienza però dice soprattutto che sarà un mix di organizzazione e sregolatezza a poter diventare decisivo. Senza potrebbe essere difficile ribaltare il pronostico creato dalla classifica. L’ atmosfera dei playoff rende tutto possibile: la Dinamo Sassari ne è consapevole, questo è il momento di provare a sorprendere tutti.

Matteo Cardia

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