Lunga intervista del presidente della Dinamo Sassari Stefano Sardara che ha parlato del momento difficile dei biancoblù sulle colonne de La Nuova Sardegna: di seguito un estratto delle sue dichiarazioni.
Momento
Direi di si, non ci siamo mai in questa condizione. Che si sarebbe tranquillamente potuta evitare con una vittoria che di fatto ci avrebbe lasciato aperto uno spiraglio playoff. e invece ora il combinato tra quanto accaduto in campo. che è la cosa più importante, la classifica e il calendario non ci fanno stare sereni. Se guardiamo freddamente il calendario abbiamo sempre +4 su Treviso. che in caso di parità diventa -2. ma in lizza c’è anche Cantù che potrebbe farli diventare nuovamente 4. Insomma la situazione non sarebbe poi così drammatica, se non fosse che la paura a fine partita è il malessere più brutto che una squadra possa avere. Preoccupato? Sarei un irresponsabile se non lo fossi. Questa è una squadra costruita per stare nella parte medio alta della classifica. cioè aspirare a fare i playoff, non a salvarsi. E quindi non è fatta di giocatori sporchi e cattivi. nel senso sportivo del termine, che sanno navigare nelle acque tempestose, sono abituati”.
Pubblico
“Mancano cinque partite, in questo momento l’unica cosa che possiamo fare è stare sul pezzo tutti, fare quadrato attorno alla squadra. Che ha bucato la partita più importante della stagione, però non è stata l’unica a bucarla. Non voglio fare alcuna polemica, anzi, il pubblico ci è sempre stato vicino, ma per una gara del genere mi aspettavo un palazzetto stracolmo e non l’ho visto. Lungi da me dare qualche colpa ai tifosi, però un tempo quando giocavi l’ultima palla a Sassari faticavi a sentire l’arbitro, l’avversario si sentiva addosso tutto il palazzetto. Domenica sentivi le scarpette sul parquet. Dobbiamo prendere atto che l’interesse rispetto alla palla a spicchi forse è cambiato, forse abbiamo vinto troppo velocemente, forse ci siamo abituati troppo bene. Forse ci siamo dimenticati il nostro Dna e quello che siamo”.



















