Tra i protagonisti dell’ultima vittoria della Dinamo Sassari contro l’Aquila Trento (qui il nostro approfondimento) c’è stato anche Ousmane Diop. Il lungo senegalese classe 2000 ha parlato sulle pagine di Tuttosport del momento della squadra sassarese e dei propri obiettivi. Questo un estratto.
Sul proprio momento
“Ultimamente purtroppo non stavo giocando bene. Ho avuto un calo, ogni tanto mi capita. Domenica è andata bene e abbiamo fatto una partita da Dinamo, dobbiamo essere così. Piero Bucchi poi è davvero bravo. La crescita personale e della squadra è merito dell’allenatore. Noi ascoltiamo. La mia importanza aumentata dopo la partenza di Onuaku? Giocavo lo stesso 19′ e non sono tanti i lunghi italiani che hanno questo spazio. Del resto con Bucchi è così, lui non guardo il nome e se vede che stai giocando bene ti lascia in campo. D’altro canto non c’è garanzia di minuti, giustamente”.
Sull’obiettivo playoff
“Siamo in piena corsa per i playoff, anche Bucchi lo ha detto, noi adesso ci stiamo allenando in modo incredibile, duramente, perché siamo al completo. Speriamo non ci succeda più nulla, il potenziale c’è. Cercheremo prima di tutto di centrarli, è importante per noi e per la società. I miei obiettivi personali? Voglio migliorare, quest’estate non ho potuto lavorare molto sulla tecnica in Senegal. Voglio impegnarmi la prossima estate per tornare a Sassari, pronto a diventare decisivo in questa lega, sento di poterlo fare”.
Su Bucchi
“È un uomo vero, che ti dice le cose come stanno, in faccia. A me fa piacere. Se pensa che tu non ti stia impegnando te lo dice, ma fa lo stesso anche quando stai facendo bene. Umanamente è una persona incredibile e come allenatore non c’è bisogno di presentarlo”.
Sul rapporto con Sassari
“La società è una famiglia, non come in altri posti. Non mi era mai successo. E la cosa che mi piace di più è la gente. Da Torino a qui all’inizio ho un po’ sofferto per le opportunità in meno rispetto alla grande città. Ma mi sono presto ambientato, ho trovato amici. Poi dopo l’inverno si possono fare tante cose all’aperto. Amo il mare, qui è vicino e io in Senegal abitavo a cinque minuti a piedi dal mare, dalla parte dei pescatori. Sono un ragazzo di mare”.
La Redazione














