Momento difficile in casa Dinamo Sassari dopo l’eliminazione dalla BCL e la sconfitta sul campo di Treviso per 77-70. Nella giornata di oggi 24 gennaio il presidente della società sassarese Stefano Sardara è intervenuto in conferenza stampa per comunicare il cambio di rotta nella panchina dei sassaresi. Sarà Nenad Markovic a prendere il posto dell’esonerato Piero Bucchi alla guida dei biancoblù in vista di questo rush finale di stagione. Di seguito vi riportiamo le parole del massimo dirigente del Banco.
Sull’esonero di coach Piero Bucchi
“Questa è una giornata un po’ particolare perché come società e come presidente dispiace rimuovere dall’incarico coach Piero Bucchi, era necessario dare la scossa perché negli ultimi mesi abbiamo assistito ad alti e bassi che personalmente non mi piacciono. Per una fredda legge dello sport il tecnico paga per tutti ma la colpa non è sua. Dobbiamo necessariamente andare avanti, voglio ringraziare Piero per il supporto che ci ha dato. Abbiamo sofferto e gioito assieme. Lui per Sassari è stato molto più di un semplice allenatore. Arriverà al suo posto Nenad Markovic, un tecnico di disciplina ed esperienza internazionale. Ora non ci sono alibi spetta ai giocatori fare il proprio dovere”.
Sul rendimento
“Abbiamo visto un rendimento di una squadra che ha espresso molta confusione. Quando si è capaci di battere Milano o fare prestazioni come quelle contro Trento, Pistoia, oppure Cholet in gara 1 e poi ci si squaglia al sole come accaduto nel parziale di 9-0 rimediato in pochissimo tempo contro Treviso è segno evidente che manca qualcosa”
Mercato.
“Siamo già intervenuti sul mercato un paio di volte, qualcuno si accanisce su McKinnie ma non ci sarebbe stato nessuno che avrebbe potuto prendere il ruolo e il posto di Bendzius. La società non si è mai tirata indietro, il difficile è capire chi potrebbe arrivare. Colpe di un singolo? Io oggi in totale onestà non saprei su chi puntare il dito. Quando si vede un rendimento così altalenante è un problema generale non del singolo”.
Su Markovic
“Il nuovo allenatore sa bene cosa gli aspetta, sa bene quello che c’è da fare. Con la squadra ho parlato ieri e ho rappresentato il mio pensiero in maniera trasparente. Loro hanno capito che paga uno per tutti, è difficile uscire da questa regola. Hanno compreso che loro sono arrivati all’ultima chiamata: ora non ci sono più alibi”.
Sulla motivazione
“Non c’è stata rottura, la rottura è stata mia. Questa è una stagione travagliata, nata male e continuata peggio. Abbiamo fatto scelte di mercato senza privarci di nulla. Siamo stati anche un po’ sfortunati alla voce infortuni, la nostra preparazione è iniziata un mese e mezzo fa. L’intervista di Bendzius è stata fatta la settimana prima, non era un richiamo alla squadra ma un’ennesima riconferma di quanto Bendzius rappresenti lo spirito Dinamo in carne e ossa. Quest’anno abbiamo tanti giovani e altri che arrivano dall’NBA e che conoscono a fatica il basket europeo. Questo comporta nel risultato finale, qua ogni partita ha un significato e un valore, tutto va fatto dando il massimo. Il basket è cambiato negli ultimi anni. Sassari arriva da due semifinali scudetto, ha vinto un campionato e una coppa europea. Ha fatto tutto questo in anni diversi, questa è la realtà di Sassari. Poi si possono fare tutte le supposizioni che si vogliono, se sia colpa del presidente o del GM. Ora è tempo di guardare avanti e non indietro”.
Futuro
“Ora è tutto aperto e nelle nostre mani. Dobbiamo mettere in sicurezza la stagione, dobbiamo essere ambiziosi. Dobbiamo giocarcela fino alla fine senza tirarci indietro”.
Andrea Olmeo














