Le parole di Michele Vitali a margina di uno degli allenamenti al Pala Serradimigni di Sassari aperti al pubblico. Di seguito le dichiarazioni del giocatore tornato alla Dinamo Sassari dopo l’esperienza nella stagione 2019-2020 interrotta dalla pandemia.
Trattativa lunga
“Non è stata più lunga, sicuramente è stata bella nel senso che è nata un po’ per caso. È nata sottoforma di scherzo, poi quando le cose devono succedere vengono di per sé. Nella mia carriera è stata la trattativa più veloce, perché abbiamo iniziato a parlare lunedì e giovedì abbiamo firmato. Con Luca eravamo in contatto, ed eravamo riusciti a fare qualche giorno di vacanza insieme e già ne scherzavamo. Però, alla fine, non è stata lunga”.
Motivi della scelta
“Avevo ricordi ancora vivi di quell’esperienza e di quelle persone, con cui sono rimasto sempre in contatto. Ho sempre avuto ricordi bellissimi, sia di serietà, sia di valori ed entusiasmo. È stata una sfida molto intrigante e molto bella. Da quando mi hanno chiamato è stata una questione di pochi giorni. Sono combaciati tutti gli obiettivi, dopo un anno difficile, ed è quello da cui secondo me bisogna partire. Mi ricordo l’entusiasmo che c’era, ho avuto la fortuna di toccarlo con mano negli anni scorsi. Quella è una cosa che secondo me ci aiuta se trasmettiamo la voglia di lottare. A quel punto saremmo sulla strada giusta”.
Dalla sfida all’Olimpia a quella con l’Urania
“Affronto la sfida con umiltà. Non importa chi è l’avversario ma la maglia che indossi in quel momento, che rappresenta un’intera isola. Il focus principale deve essere su di noi”.
Primi giorni
“Sono stati molto positivi perché si lavora duro, con la parola “entusiasmo” che ci portiamo dietro dal giorno 1. Lavoriamo in maniera seria con il sorriso in viso, ed è una cosa che all’interno di un gruppo, soprattutto quando arriveranno i momenti difficili, quando siamo tutti sulla stessa lunghezza d’onda e con un obiettivo comune, si riesce a superare tutto. Ho questa forte convinzione quindi fino ad oggi le impressioni sono super positive”.
Gruppo affiatato
“Non è una cosa scontata. C’è già un lavoro dietro ben fatto, prima che sui giocatori, sulle persone. Quando crei la forza di un gruppo riesci a fare più di quanto magari puoi avere. È una base molto importante per fare bene durante l’anno”.
Pregi e difetti del Fratello-Coach
“Come difetti possiamo mettere che ogni tanto tira fuori qualche canzone rivedibile (ride n.d.r.). Come pregi, dico che è molto bravo ad arrivare al punto, facendo capire ciò che chiede, con la giusta serietà ed entusiasmo. Poi avremo tempo per trovarne di altri. Ho cinque anni in meno di lui, ma è molto bello rivedersi con lui fuori dal campo. I nostri percorsi ci hanno portato lontano per tanti anni, ma nello stesso tempo in diversi anni ci hanno fatto vivere tante cose insieme quotidianamente, sia da compagni di squadra, sia ora da allenatore e giocatore. Quella sicuramente è una cosa che non do scontata e sono grato anche per quello. Anche mamma e papà sono contenti perché almen0 con un viaggio solo ci beccano tutti e due, e non devono decidere chi tifare”.
Ricetta per risalire
“Ogni anno ha una storia ha sé. Non c’è un segreto per risalire. Bisogna accettare quello che è successo e avere la forza di ripartire. Le annate storte possono succedere per tantissimi motivi. Però quando si ha la forza di rialzarsi è un plus. Non è una cosa banale perché la prima cosa è rialzarsi ed è quello che stiamo provando a fare qui”.
Senso di incompletezza per la stagione non conclusa
“Sicuramente c’è stato, ma ripeto, ogni stagione è a sé. Non ho accettato per finire l’anno passato, ma per una nuova sfida con obiettivi diversi, ma con lo stesso entusiasmo. Quella sensazione di rammarico c’è, nessuno sa cosa sarebbe potuto succedere. Ma tornare qua per me è motivo di orgoglio. Facciamo un lavoro che non sai mai dove puoi essere. Tornare nello stesso posto vuol dire che ti sei trovato bene e hai lasciato dei bei ricordi, a livello umano soprattutto”.
























