Novanta minuti di fila, senza soste o problemi fisici. Certo, fatti al ritmo di un’amichevole contro una squadra di Promozione come il Selargius, dotata però di tanti giovanotti con gamba e voglia di ben figurare di fronte a un Cagliari privo dei nazionali ma pur sempre in lotta per salvarsi in Serie A.
Momento
Ibrahim Sulemana non giocava una partita intera – ufficiale o meno – dallo scorso 21 gennaio a Frosinone, la stessa gara in cui ha trovato il suo primo gol in Serie A. Un match finito male per i rossoblù, con il 3-1 in rimonta subito dai ciociari di Eusebio Di Francesco, ma che vide brillare come unica vera luce proprio il 2003 ghanese, arrivato la scorsa estate dall’Hellas Verona con un blitz di Nereo Bonato, scaligero doc e sempre attento al calcio della sua città. La prestazione allo Stirpe è stata forse il punto più alto dell’esperienza cagliaritana di Sulemana, partito in estate con i galloni del titolare poi persi strada facendo, per vari motivi: l’esplosione di Matteo Prati, coetaneo dell’ex Verona ma soprattutto la difficoltà a livello tecnico nello stare sul pezzo in Serie A. Troppa confusione, palle perse e passaggi sbagliati per lui nella prima parte di stagione, con Claudio Ranieri che da demiurgo esperto lo ha fatto accomodare in panchina, più per stimolarne la crescita che per punizione. Le gare passate a vedere i compagni evidentemente sono servite, dato che quando il tecnico romano lo ha riproposto in campo ha avuto la risposta attesa. E l’infortunio alla caviglia patito contro il Torino, nella serata dell’omaggio dell’Unipol Domus a Gigi Riva, è stato un vero peccato per Sulemana, perché ha bloccato il suo processo di “rinascita” in maglia rossoblù.
Futuro
Dal suo ritorno in gruppo non ha ancora messo piede in campo in Serie A: due panchine, a Udine e Monza, con parastinchi e scarpe bullonate rimasti inutilizzati nella sacca. Contro il Selargius per il ghanese novanta minuti a buona intensità: niente squilli di tromba, ma una partitella utile a ritrovare condizione e certezze. Non a caso Ranieri non lo ha tolto: prima mediano in coppia con Deiola nel 4-4-2 visto nel primo tempo, poi mezzala destra nel 4-3-1-2 della ripresa. Tanti palloni recuperati e messi al servizio di Viola e Marcolini, i compagni con i piedi più “educati”, con un moto perpetuo che avrà certamente fatto piacere al tecnico rossoblù. Certo, come si diceva in premessa, parliamo pur sempre di un’amichevole del giovedì contro una squadra di sesta divisione. Ma per Sulemana il fatto che le risposte sul piano fisico siano arrivate non può che essere una buona notizia. Ora in casa Cagliari resta da affrontare la seconda settimana di sosta, con il match di Pasquetta contro il Verona nel mirino. L’ennesimo spareggio di una stagione complessa per i rossoblù, che nell’ultimo periodo hanno ritrovato punti e condizione. L’atteggiamento e lo spirito giusti, come affermato ai nostri microfoni dal presidente rossoblù Tommaso Giulini (clicca qui per la news) e da Paulo Azzi (qui per le parole dell’esterno italo-brasiliano) al termine dell’amichevole di Selargius: ovvero compattezza e unione di intenti, per remare tutti nella stessa direzione. A Monza il centrocampo è finito sotto esame per le prestazioni di Makoumbou e Deiola. Chissà che contro l’Hellas, squadra che ha cambiato tanto a gennaio ma senza stravolgere proprio la mediana, Ranieri non decida di dare una chance a Sulemana, ex della partita e per questo forse ancor più motivato a fare bene. “C’è bisogno di tutti”, ha detto Giulini parlando dell’obiettivo salvezza. E il buon Ibrahim è pronto a fare la sua parte, ripartendo dai 90 minuti di corsa e filtro vissuti contro il Selargius per vivere un finale di stagione da protagonista.
Francesco Aresu
















